TuttoCampania — 11 dicembre 2011

33 anni di allenamenti e gare ed ancora ho da raccontarmi “cose nuove” nella mia vita di atleta ma purtroppo oggi sono “cose cattive”. Della serie “nonsifiniscemaidiimparare” oggi annoto nella mia agenda, nella cronaca della gara di Pomigliano d’Arco, una cosa che ancora stento a credere ma che è accaduta e con tanti, troppi testimoni: sono stato minacciato!!! IO TI TROVO E DOPO LA GARA TI SPEZZO LE GAMBE. Immaginate che ve lo gridino ad un metro di distanza in napoletano verace e capirete non certo la paura ma l’incredulità prima e lo sconforto poi coi quali ho affrontato la gran fatica di 10 km lottati dal primo all’ultimo metro con sacrifici che chi mi conosce, sa. Al di là dello spiacevolissimo “incidente” occorso in avvio, la colpa è da imputare alla disorganizzazione totale del 95% delle gare campane in fatto di partenza. A che serve dare pettorali dedicati (un timido segnale di voler cambiare le cose) quando poi ci si ritrova in non-partenze come quella di stamane con tanti atleti parcheggiati ai lati della strada, senza sbarramenti laterali, senza griglie e soprattutto senza “orario” e senza “punzonatura” intendendo per il primo il brutto vizio di arrivare in partenza 2′ prima e mettersi davanti e per la seconda quella santa abitudine e prassi in tante gare in italia che è certezza di regolarità in partenza. A quel punto e solo allora avranno senso i pettorali di merito e quindi le griglie di merito con squalifiche immediate per chi non le rispetta. Ed allora non ci troveremo a doverci districare tra “atleti” che ti si piazzano davanti per pochi metri, ti tagliano la strada e se ti sbracci per difenderti per evitare di cadere (vi ricordate cosa mi accadde alla mezza di salerno…io no!) vieni anche…UDITE UDITE…minacciato!!! Ed ora più che mai mi viene nostalgia delle “gare di una volta” quando nel massimo rispetto e nella sana amicizia rafforzata dall’agonismo, ci si batteva per conquistare una medaglia, una coppa od un plauso senza dover tornare ncessariamente a casa con la spesa o col premio a “tutti i costi” anche se…”t’eggia spezzà é cosc”…

Marco Russo

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