Cronaca — 18 luglio 2006

08 lug: Zermatt, Sui



Panorami grandiosi, perfetta organizzazione, buona partecipazione: questi gli ingredienti della maratona di montagna che si disputa nella vicina Svizzera alle pendici del Mattelhorn, ossia della faccia nord del Cervino. La grande cordialità degli abitanti del paesino di St.Niklaus e l’ambiente veramente multi-nazionale aggiungono ulteriori elementi di piacevolezza a questa corsa, a metà strada fra avventura e vacanza. Scarso significato ha il risultato tecnico, e tuttavia informiamo che i vincitori sono stati i britannici Billy Burns, in 3:11.15, e Lizzy Hawker in 3:36.35


08 lug: Tallinn, Est



Dal mare magnum delle maratone nordiche che in gran numero si disputano in questo periodo, estraiamo la maratona della capitale estone, che raccoglie una buona partecipazione anche dalle vicine altre repubbliche baltiche e dalla Polonia. Anche se questo aspetto conferisce alla gara una certa importanza, almeno in zona, l’approccio dei corridori è lo stesso che caratterizza le corse scandinave: la gente parte il giorno prima, spesso col camper, si accampa sul percorso, percorre la sua brava maratona, mentre si preparano gigantesce grigliate miste a disposizione degli astanti. La giornata comprende anche giochi all’aperto, tuffi in qualche laghetto, sauna e quant’altro.
Una bella festa dunque, anche nel parco nei dintorni di Tallinn dove si è corsa questa maratona, vinta dal polacco Slawomir Sztejter in 2:43.38 e dalla lettone Svetlana Ivanova in un ottimo 2:50.22


16 lug: 24 ore Worschach, Aut



Gli emerodromi sono tornati nella cittadina austriaca che ospitò lo scorso anno il campionato del mondo, con le belle prestazioni degli azzurri che ancora ricordiamo.
Quest’anno vi si svolgeva la normale ‘Benefizlauf’ ma ciò non ha impedito che vi prendessero parte oltre 170 corridori, un numero notevole per questo tipo di gara, attratti dalla bellezza dei luoghi e dalla cordialità degli abitanti, che danno vita ad una festa che dura per buona parte della notte.
Il successo è andato agli ungheresi, con prestazioni eccellenti. Primo Akos Blaho (245.217) e secondo Kalotai Levente (238.246) seguiti dagli austriaci Gerald Fabianek (226.926) e Thomas Siegl (213.785). In campo femminile c’è stato anche un pizzico d’Italia, dal momento che la migliore al traguardo è stata Martina Juda, doppia cittadinanza cecha e austriaca ma residente in Italia. Nell’ordine d’arrivo viene data come italiana, in base al luogo di residenza. Sia come sia, ha fatto una gran bella gara, totalizzando 185.940 metri.
Erano presenti anche Gastone Barichello (178.920), Stefania Tonini (settima con 161.065) e Gabriella Sterni (14° con 125.504).


28 giu: Lake Hovsgol, Mongolia



Per la serie ‘si corre ovunque’ relazioniamo questa maratona, con annessa 100km, che si disputa nella lontanissima Mongolia, sulle accidentate rive del lago Hovsgol e che è intitolta all’estate (Sunrise to Sunset).  In effetti il sito mostra luoghi molto belli e curiosità etniche di notevole interesse. A me viene tuttavia sempre in mente la battuta di un amico, brava persona, a suo tempo importante dirigente sportivo dell’allora Germania Est, che prendavamo spesso in giro perché, come auto, aveva la mitica Trabant. Lui rispondeva invariabilmente: ‘che me ne faccio di una macchina migliore? Da questa parte, faccio pochi chilometri e trovo il muro; dall’altra parte potrei arrivare invece fino in Mongolia, ma che ci vado a fare?’
Un discreto numero di europei ed americani hanno trovato invece interessante andarci, in Mongolia, per correre una maratona ed una 100km, e probabilmente hanno avuto ragione loro.
Dunque, premesso che il percorso è tutto fuori strada ed è severamente condizionato dalle asperità naturali, informiamo che la maratona è stata vinta da corridori locali: Battulga Purevtsogt (4:46.00) fra gli uomini e Suvdmaa Ichinhorloo (5:05.00) fra le donne. Successi inglesi invece nella 100km: James Roberts (12:41.00) e Sarah Booth (18:07.00). Segnaliamo il terzo posto dell’unico italiano classificato, Giovanni Campodonico, in 15:54.00


 


16 lug: Laugaveur 55km, Island



Anche la piccola Islanda vanta ben due maratone e questa ultra, giunta alla 22esima edizione ed è entrata quindi nella tradizione delle gare di questo tipo. Quest’anno la gara ha toccato il numero record di 140 arrivati, notevole per le cifre consuete al nord.
Magnifici i luoghi attraversati, cordiale la gente, interessante il viaggio. Da non perdere la visita alla spaccatura che attraversa quasi tutto il Paese e che rappresenta la frattura geologica fra il continente europeo e quello americano.
La vittoria ha arriso ad un ragazzo di casa, Sigurdur Borarynsson (5:26.05) mentre in campo femminile ha prevalso la britannica Jackie Bale (6:16.06)


 


16 lug: Torshavn, Far Oer



Ancora più piccola questa manciata di isole sperse nel Mare del Nord, meno di cinquantamila abitanti in tutto, tuttavia molto importante come scalo provvidenziale per le rotte aeree che raggiungono l’estremo oriente scavalcando il Polo Nord. Ed infatti lo sponsor della loro maratona è la compagnia Atlantic Airways.
La manifestazione ha raccolto circa 150 corridori, di cui una cinquantina nella maratona, vinta da corridori locali, piuttosto validi: Cecil Weihe (2:53.03) e Rigmor Napoleon Arge (3:16.21)


 


16 lug: Pattaya, Thailandia


L’esotica maratona di Pattaya, in Thailandia, non è sfuggita alla solita pattuglia keniana, regolata da Julius Kiptum Rop 2:33.19, davanti a Lucian Hombo (2:33.26). Vittoria thailandese in campo femminile, corsa nella quale una signorina dal nome indecifrabile ha vinto in 3:10.12 precedendo la russa Tatyana Perepelkina (3:11.37). Non siamo in grado di decifrare il nome della vincitrice a causa di una curiosa bizzarria del locale servizio championchip, che fornisce risultati con la consueta rapidità e completezza ma anche nella pagina in inglese, trascrive i nomi locali utilizzando solo l’alfabeto thai! Roba da specialisti.

Autore: Franco Anichini

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