Cronaca — 25 ottobre 2006

15 ott: Beijing, Chn


Partenza da Piazza Tienanmen, con esibizione dei ‘danzatori del leone’ e intrattenimenti vari. Temperatura a16 gradi, per 77% di umidità. Gara maschile che ha vissuto sul confronto fra giapponesi e keniani e successo finale per James Kwambai nel buon tempo di 2:10.36 davanti a David Kipkorir (2.10.46) e Takehisa Okino (2:12.24).


Più combattuta ed incerta la gara femminile, dove le cinesi hanno fatto assaggiare alla keniana Pamela Chepchumba un po’ della medicina del 10 contro uno, che tanto spesso invece tocca agli altri deglutire. Alla fine sono arrivate nove atlete in due minuti e mezzo: con un unico interminabile volatone ha vinto la cinese Sun Weiwei in 2:34.41, davanti alla Chepchumba (2:34.51) e alla Ren Rong (2:34.57): nove atlete sono arrivate nello spazio di 2 minuti e mezzo. In questa gara si sono affacciati in campo internazionale anche atleti della Mongolia, che hanno conseguito i primati nazionali: Serod Batochir (2:20.13) fra i maschi e Luvsanlkhudeng Otgonbayar (2:50.28) fra le donne.


22 oct: Chicago, Usa



La migliore della settimana era naturalmente la maratona di Chicago e lo è stata davvero sia per risultato tecnico che per partecipazione. Al traguardo gli organizzatori hanno infatti potuto contare qualcosa come 33.618 arrivati,  più di Londra (32.974) e di Berlino (29.957).


Il velocissimo percorso, in gran parte ricavato sul lungo-lago Michigan, ha facilitato il raggiungimento di grandi risultati tecnici, assieme all’intelligente politica degli organizzatori che cercano ogni anno di propiziare una gara autentica, col confronto fra atleti di grande valore.


Ne è nata una gara tiratissima ed avvincente sotto il profilo agonistico, conclusa da uno sprint drammatico ch ha visto alla fine vincitore il 28enne Robert Cheruiyot, in 2:07.35, nonostante i tatticismi di una gara dove contava soprattutto vincere. Degnissimo secondo è stato Daniel Njenga (2:07.40) seguito da Jimmy Muindi (2:07.51). Alle spalle di queste terzetto un’ottima gara l’ha fatta anche l’americano di origini africane Abdi Abdirahman, non più giovanissimo, che ha chiuso in 2:08.56 davanti a Robert Chebobor (2:09.25) ed al più giovane Brian Sell (2:10.27). Trentaquattro atleti hanno chiuso in meno di 2:20.


Ancora migliore la corsa femminile. Le esperte rumene Nuta Olaru e Constantina Dita Tomescu hanno tentato di fare gara di testa, con l’obbiettivo di andarsene in solitudine, ma sono state contrastate da un quartetto di giovani maratonete, tutte sotto i trent’anni, che alla fine si sono giocate il ricchissimo monte-premi (anche qui eguale a quello dei maschi). Nel finale sono rimaste in due e all’ultimo chilometro la 28enne etiope Berhanu Adere ha conquistato quel piccolo margine che le ha consentito di battere la russa Galina Bogomolova, 29 anni. Formidabili i tempi, a riprova che le grandi prestazioni si possono fare anche in gare combattute: 2:20.42 contro 2:20.47. Alle loro spalle grande lotta anche per il terzo posto, conquistato dall’autraliana Benita Johnson in 2:22.36 davanti alla 26enne messicana Madai Perez, che in 2:22.59 ha stabilito il record del suo Paese. Alla fine si sono contate ben dieci atlete sotto le 2:30 appartenenti a sette Paesi diversi, 55 atlete sotto le 2:50 e ben 105 sotto le tre ore. 


22 ott: Lausanne, Sui



Oltre all’affascinante maratona di Venezia, il calendario europeo della settimana non riservava grandi appuntamenti, anche se le gare disputate sono state moltissime. Segnaliamo questa maratona di Losanna, impostata come al solito sugli africani, che ha visto un pareggio Kenya-Etiopia dal momento che Sammy Korir (2:14.39) ha vinto la corsa maschile e Meseret Kotu ha fatto sua quella femminile (2:39.43).


 


 


22 ott: Dresden, Ger


Un’altra discreta gara europea è stata la maratona di Dresda: anche qui dominio africano con Joseph Talam (2:15.26) davanti a Mathew Serem (2:16.19), mentre la russa Olga Glock si è facilmente impadronita del gradino più alto del podio fra le donne, in 2:35.26

Autore: Franco Anichini

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