HOME PAGE Maratone e altro — 13 agosto 2012

Olimpiadi: maratona uomini

La maratona degli uomini ha seguito lo schema ormai classico di queste gare valide per il titolo; e qui si giocava per quello olimpico, il più prestigioso. Uomo contro uomo, apertamente e lealmente.
La prima osservazione riguarda, purtroppo, coloro che ai Giochi c’erano perchè non potevano dire di no, ma con l’intenzione di spendere il meno possiìbile, il pensiero fisso ai sontuosi ingaggi già sottoscritti, che non era proprio il caso di mettere in discussione, I loro nomi non li scriviamo, non lo meritano: tutti hanno visto!
Il tormentato percorso londinese ha eliminato in secondo luogo i “maratoneti di plastica”, cioè coloro che emergono, ed emergeranno, solo in gare costruite a tavolino, con lepri e compagni di scuderia, senza tensione agonistica. La squadra etiope è il paradigma di questa considerazione: cinque su sei dei suoi componenti (uomini e donne) erano stati selezionati sulla base della maratona degli Emirati Arabi, ed hanno fallito tutti. L’unica che non ha fallito è stata Tiki Gelana, che infatti ha vinto, ed era anche l’unica selezionata in altra gara.
Lo svolgimento è stato semplice e lineare: un bel gruppo a tirare fin dall’inizio. Andatura ragionata, ma non lentissima. Man mano gli indegni si staccano, poi cominciano a cedere coloro che vorrebbero ma non possono. Ma sempre, in ogni fase, all’ombra dei grandi correva un ragazzo dell’Uganda, di cui pochi avevano notizie. Abituato a correre in testa, come lepre, stavolta correva al coperto, e lo si vedeva dall’incertezza dello sguardo, a tratti divertita però.
Man mano che il gruppo si assottigliava, lui era sempre lì, e qualcuno ha cominciato ad accorgersi di lui, a cominciare dai suoi ben più titolati compagni di avventura. Nel finale l’ugandese ha provato ad allungare, quasi incredulo quando gli altri si sono staccati. Fin sul traguardo continuava a voltarsi, per essere sicuro che quanto stava accadendo toccasse proprio a lui.
Alle loro spalle il mondo ha dispiegato i suoi uomini migliori: il Nord America, con l’immeso Med Keflezighi, quarto. Il Sud America, con Marilson dos Santos, quinto. L’Asia, con Kentaro Nakamoto, sesto. Ed infine la vecchia Europa, col polacco Henryk Szost, che è arrivato nono, poco davanti ad un magnifico Ruggero Pertile ed a Viktor Rothlin.
Arriverci a Rio!

I personaggi:

Tirunesh Dibaba
L’impressione che questa ragazza ha regalato al mondo negli ultimi 500 metri dei 10.000 è qualcosa di straordinario accaduto rare volte nella storia dell’atletica, e sempre ad opera di corridori uomini. Andiamo a memoria nel ricordare, a ritroso, nomi come Bekele, Gebreselassie, Yfter, Viren, Vaatainen, Bolotnikov e forse qualche altro. E prima, per averne letto, Zatopek e Paavo Johannes Nurmi. Adesso a questa lista limitatissima possiamo aggiungere l’atleta etiope dal sorriso dolcissimo e dalla progressione devastante. Già in passato Tirunesh aveva fatto qualcosa del genere: adesso conferma ed entra nella storia.

Nata: 01 giugno 1985

PB:      3000      8:29.55        London          29jul2006

            5000   14.11.15         Oslo                06jun2008

            10000 29.54.66         Beijing            15aug2008

David Rudisha
Ha vinto gli ottocento, ha fatto il primato del mondo, ha stupito il mondo.
Niente lepri, niente tattiche: da solo in testa da subito, solo contro se stesso, mentre dietro si scannavano per il secondo posto, elegante come un re, sincero come un bambino, Daniel Rudisha ha vinto per distacco una gara dove spesso decide il foto-finish.
Chi scrive è anziano abbastanza da ricordare, anche visivamente, l’unica altra volta in cui qualcosa di simile è accaduto in una gara di mezzofondo veloce: si era a Roma, Olimpiadi del 1960, la gara quella dei 1500 e l’atleta era l’australiano Herbert Elliott, che cambiò marcia dopo 700 metri e se ne andò a prendersi record mondiale e medaglia d’oro, vincendo per distacco.
Adesso Daniel ci dice che correre gli 800 in meno di 100 secondi non è più un pensiero folle.

Nato: 17 dicembre 1988

PB       400     45.50              Sydney           27feb2010

            800     1.40.91           London          09aug2012

Mo Farah
L’inglese originario somalo è cresciuto gradualmente, progredendo verso la vetta con una certa velocità, ma a costo di sacrifici monumentali. Tutta la sua vita, da vero professionista, è stata programmata in vista di queste due gare, 5000 e 10000, che sapeva di dover vincere: per il suo Paese, per la gloria, per la ricchezza, ma soprattutto per se stesso. Per tornare a casa, forse stasera, e dire: visto, cosa ho fatto?

Nato: 24mar1983

PB       1500   3:33.98           Monaco          28jul2009

            3000   8:20.47           London          03aug2007

            5000   12.53.11         Monaco          22jul2011

            10000 26.46.57         Eugene           03jun2011

            hm      1.00.23           New York       20mar2011

Tiki Gelana
Inseriamo in questa ristretta galleria i vincitori delle due maratone olimpiche. Questa gara, talvolta anche snobbata da coloro per i quali maratona= ingaggi, rappresenta forse l’unica prova al di sopra di ogni sospetto: niente lepri, niente compagni di scuderia, niente se non le tue gambe: pronti via, chi vince è il migliore del mondo, per quattro anni.
Tiki Gelana non era una sconosciuta, tuttaltro, avendo vinto quest’anno la maratona di Rotterdam, ma era solo una delle possibili vincitrici. In gara ha dimostrato forza ed acume tattico, senza sprecare energie in allunghi inutili: ha piazzato il suo colpo al momento giusto ed ha vinto: onore a lei!

Nata: 22 ottobre 1987

PB       5000   15:17.54        Berlin             01jun2008

            10000 31:27.60        Ostrava          12jun2008

            hm      1:08.48           Marugame     05feb2012

            mrt      2:18.58           Rotterdam     15apr2012

Stephen Kiprotich
Concludiamo con la scheda del vincitore a sorpresa della maratona olimpica.
Stephen Kiprotich a vederlo sembra keniano, ed anche il nome lo collocherebbe nella nazione più maratoneta del mondo ma… invece è ugandese! In realtà la parte dell’Uganda dalla quale origina, ai confini col Kenya, è abitata da etnie assolutamente uguali a quelle che si trovano al di là del confine, ma in Uganda non vi è la benchè minima traccia della complessa organizzazione che nel vicino Paese individua, allena e lancia per le vie del mondo i grandi corridori degli altopiani. E’ per questo che Stephen, ormai da alcuni anni, si è trasferito in Kenya, ha scelto un manager-allenatore e si dedica con profitto alle grandi maratone internazionali, cercando di guadagnare un pò di soldi offrendosi come apprezzatissima lepre. Ma un risultato come quello di Londra, probabilmente, non se lo immaginava neppure lui. Ora non farà più la lepre!

Nato: 27 febbraio 1989

PB       3000   7:48.06           Liege              25jul2007

            5000   13:23.70        Hengelo         24may2008

            10000 27:58.03        Birmimgham 25jun2010

            hm      1:02.52           Tokyo             26feb2012

            mrt      2:07.20           Enschede       17apr2011

 

 

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Peluso

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