Cronaca — 13 giugno 2006

29 mag Camp Namche (Everest): Tenzing-Hillary Marathon, Nep



La celebrazione del mito di Maratona non conosce limiti e non poteva trascurare la montagna più alta del Pianeta. Facendo perno sul tradizionale campo-base basso di molte spedizioni, a circa 5400 metri di quota, viene da qualche anno organizzata questa maratona, che definire ‘trail’ è perfino riduttivo, intitolata ai due alpinisti che per primi salirono la vetta dell’Everest: lo sherpa Norgay Tenzing ed il neo-zelandese Edmund Hillary.
Grande partecipazione di festosi giovani sherpa, per i quali correre senza pesi addosso deve sembrare una specie di gioco, e di qualche europeo. Il risultato ci dice che hanno vinto Deepak Dai, in 3:28.27 (tempo anche piuttosto buono) e la ragazza 14enne Ang Dami Sherpa in 5:06.55


04 giu Etang Salè, Reunion


Sempre in tema di diffusione planetaria del mito di Maratona, diamo conto anche della maratona dello Stagno Salato dell’Isola di Reunion, una roccia vulcanica spersa nell’Oceano Indiano, facente parte dei territori d’oltramare francesi. Poco importa che il mito abbia basi storiche imprecise, che l’emerodromo Filippide percorse in realtà circa 35 chilometri, che sicuramente non stramazzò morente annunciando la vittoria e che forse non si chiamava nemmeno Filippide: la pulsione umana dell’andare, lo spostarsi in continuazione per vedere che cosa c’è dietro l’ultima collina, o dove finisce la pianura, è insopprimibile e porta alcuni a farsi sparare in orbita (azione, se ci pensate, piuttosto insensata razionalmente) ed altri a cercare questa sperduta isoletta, per celebrare anche qui il rituale antico.
Un centinaio di nativi e di turisti francesi hanno dunque dato vita a questa maratona, con risultati addirittura discreti: hanno vinto Eric Lallemand in 2:25.19 (record della corsa) e Helene Tachy in 3:09.16.


10 giu LC Alpine Liechtenstein



Non volendo far mancare il loro piccolo Stato fra quelli che organizzano una maratona, gli appassionati del Liechtentein hanno pensato bene di mettere in piedi una ‘maratona alpina’, in piena coerenza con la natura dei luoghi.
Operazione riuscita, si direbbe, vista la buona partecipazione di oltre 500 corridori. Per la cronaca primi al traguardo sono risultati gli svizzeri John Karl (3:08.27) e Carolina Reiber (3.46.08)




10 giu Spitsbergen, Svalbard, Nor


Proseguendo il giro delle maratone esotiche e insolite, visitiamo questa gara che si svolge nell’isola di Spitzbergen, nell’aricpelago norvegese delle Svalbard. Ci troviamo nel bel mezzo del Mare Glaciale Artico, sul gruppo di isole che fu anche la base per i soccorsi alla ‘tenda rossa’ della sfortunata spedizion artica del dirigibile Italia e che ancora oggi è una base artica di notevole importanza. In questo ambiente si è svolta una maratona vinta dal cagliaritano Carlo Alberto Melis, tesserato per l’Amsicora, col tempo di 2:50.08 davanti ad una cinquantina di concorrenti fra cui altri italiani.


11 giu Kona Keauhou, Hawaii



Ci trasferiamo nell’Oceano Pacifico del Nord, dove troviamo l’incantevole arcipelago delle Hawaii, cinquantesimo degli Stati Uniti, dove si disputano alcune maratone fra cui la più famosa è quella di Honolulu, che si svolge in dicembre. Questa gara è più modesta ma ha il pregio di valorizzare un’isola meno conosciuta e forse per questo di grande fascino. La gara è stata vinta per la terza volta da Aaron Pierson, in 2:48.13, e da Jeannie Wokasch in 3:25.49.


11 giu Rapa Nui, Isla de Pascua, Chi



Ed in fine non poteva mancare una maratona nel posto più sperduto che si possa immaginare, cioè l’Isola di Pasqua, da qualche parte nel Pacifico del Sud.
In questo affascinante e misterioso luogo ogni anno si danno appuntamento qualche diecina di turisti-corridori che si concedono l’esperienza unica di correre all’ombra dei moai, le grandi statue che caratterizzano quest’isola e la civiltà scomparsa che l’abitò.
Abbiamo anche i nomi dei vincitori: il cileno Fernando Heredia (3:24.59) e la statunitense Dianne Kenna (3:25.32)


 


11 giu Caen, Marathon de la Libertè, Fra


Infine due maratone di buon livello tecnico e di larga partecipazione.
La prima è quella con cui la città di Caen, in Normandia, celebra la ricorrenza dello sbarco in Normandia e la intitola, naturalmente, alla ritrovata libertà. D’altra parte la corsa come libera espressione d’indipendenza di volontà e di pensiero è quanto mai azzeccata e quindi la scelta appare del tutto giustificata.
Bella gara, ben organizzata e ben dotata, non poteva sfuggire ai cacciatori di maratone, e così è stato. Primo al traguardo si è presentato Julius Maritim, in 2:18.15, davanti a Jacob Chesire (2:18.31) e Elias Chebet (2:19.47). Vittoria della russa Elena Kozhevnikova in campo femminile nel tempo di 2:46.25, davanti alla stagionata namibiana Elisabeth Monghudi (2:48.00)


11 giu Edinburgh, Gbr


La maratona di Edinburgo si è disputata quest’anno con un insolito caldo, che ha condizionato la gara ma non ha impedito a circa 4200 corridori di portarla a termine.
Hanno prevalso i keniani, manco a dirlo. Primo al traguardo è stato Joseph Mutunga Mbithi (già vincitore della maratona di Istanbul) in 2:15.46, record della corsa, davanti a John Musila Kiogo (2:16.28) e Jonathon Kipsaina (2:17.01). Il caldo ha invece giocato un brutto scherzo alla favorita della corsa femminile, Monica Kibet, che è stata costretta al ritiro. Ha vinto, col personale, la 35enne Angela Howe in 2:51.41, davanti a Sharon Dow (3:08.36). Una curiosità: la vincitrice svolge professionalmente il ruolo di curatrice del Bristish Golf Museum di St.Andrews.


 

Autore: Franco Anichini

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