Cronaca — 11 luglio 2007

Gold Coast, Aus



Nelle vicinanze di Brisbane gli australiani dispongono di un tratto di costa oceanica assolutamente magnifico: ottimo per il surf, ambiente naturale stupendo, niente inquinamento. Da queste parti venivano ad allenarsi, negli anni ’50, i ragazzi di Percy Cerutti, un italo-australiano che con le sue intuizioni ha dato il via all’era moderna del mezzofondo. Fra quei ragazzi c’era un certo Herbert Elliott, unico uomo nella storia ad aver vinto una finale olimpica dei 1500 per distacco, siglando il primato del mondo: accadde a Roma nel 1960. Fra quei corridori c’era qualche volta anche un maratoneta neo-zelandese di buone ma non eccelse qualità che decise di mettersi a fare l’allenatore, visto che come atleta non poteva andare lontano. Fu lui a diffondere nel mondo il ‘verbo’ di Percy Cerutti, mettendoci molto del suo: il suo nome era Arthur Lydiard. Col terzo grande degli anni ’50, l’ungherese Sandor Igloi, sono questi gli uomini che hanno fondato la moderna scienza dell’allenamento.
Oggi la zona si è vocata al turismo, con la costruzione di un grande aeroporto ed ha assunto la denominazione di Gold Coast, pienamente meritata. Ed è proprio facendo base attorno all’aeroporto che si corre da qualche anno una maratona, fra le maggiori di quelle zone. Quest’anno, come spesso è accaduto, sono stati i giapponesi a trionfare, vincendo sia la gara maschile con Toyokazu Yoshimura (2:20.07) che quella femminile con Ayumi Hayashi (2:33.21). Buona la partecipazione, con 2628 arrivati.


Paavo Nurmi Marathon


Turku, la città natale di Paavo Nurmi, dedica al suo illustre concittadino una bella maratona, che raccoglie l’emozionata partecipazione di un migliaio di corridori, cioè tanti per un Paese così scarsamente popolato. Il valore tecnico del risultato ha poca importanza, dato che lo scopo di tutti è quello di rendere omaggio al primo grande mito dell’atletica moderna, così forte che per non vedergli vincere anche la medaglia olimpica della maratona i soloni del CIO furono indotti a trovare una scusa per impedirgli di partecipare! In ogni modo quest’anno i vincitori sono stati David Kantari (2:44.58) e Pauliina Tommola (3:01.11).    


Le Notti Bianche di San Pietroburgo


Maratona in notturna anche per la città baltica della Russia, felicemente tornata allo storico nome di Sankt Peterburg. Il grande fascino delle sue strade e del suo celeberrimo lungo-fiume immerso nella luce baluginante della falsa notte, non hanno impedito ad un paio di corridori russi di secondo livello di mettersi in mostra: Pavel Andreev ha corso in 2:16.26 per precedere Aleksei Veselov (2:17.25) e Andrei Karpin (2:24.26). Discreta anche la prestazione della prima donna: Iulija Gromova in 2:37.57 davanti a Irina Danilova (2:48.50).


La maratona di Babbo Natale


L’unico posto al mondo dove Babbo Natale lo si festeggia tutto l’anno è la cittadina finlandese di Rovaniemi che si è attribuita la nascita del mitico personaggio e la sua attuale residenza. In realtà il personaggio venne inventato per motivi pubblicitari dalla Coca-Cola, mentre il suo pur vago riferimento storico (San Nicola) era nato in Asia Minore e le sue ossa riposano a Bari. Ma la scusa è buona per fare festa ed un poco di turismo, e quindi ben venga questa Santa’s Marathon di Rovaniemi, alla quale hanno preso parte circa un centinaio di entusiasti e che è stata vinta dal lituano Robertas Zaicevas (2:47.04) e dalla tedesca Marion Poppe (3:36.51). Erano presenti anche alcune renne, messe gentilmente a disposizione dei fotografi a cura della municipalità.  


Zermatt, Matterhorn


Il Matterhorn è la faccia settentrionale del Cervino, che offre una prospettiva niente affatto meno affascinante di quella che siamo abituati ad osservare dal versante italiano. La vicina cittadina di Zermatt dedica dunque alla sua montagna una difficile maratona, che si dipana anche attraverso sentieri di montagna per nulla agevoli. Ha vinto il tedesco Helmut Schiessl in 3:06.32, mentre a noi interessa molto l’esito femminile, in quanto la corsa è stata vinta da Elizabeth Hawker (3:22.49) che è l’inglesina tosta assai che lo scorso anno vinse il mondiale dei 100km. Liz aveva vinto, a metà giugno, anche la similare maratona del Liechtenstein. Il panorama delle prove di efficienza fornite dalle maggiori protagoniste del prossimo mondiale dei 100km si completa così col nome della ricercatrice antartica inglese, dopo quello delle giapponesi e le ottime prestazioni di Monica Carlin e Paola Sanna.


 

Autore: Franco Anichini

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