Cronaca — 19 giugno 2007

09 giu: Stockholm



Le maratone della Scandinavia sono prima di tutto una autentica festa dove la gioia di vivere è più importante di qualsiasi altra considerazione. La partecipazione è massiccia, anche perché non è riservata, per mentalità, agli specialisti ma attrae atleti di ogni sport oltre ai semplici amatori della corsa.
E’ così che la maratona di Stoccolma ha raccolto anche quest’anno un gran bel numero di arrivati: ben 12.370! Davvero tanti se si considera che le altre maratone del Paese raramente superano i cento concorrenti.
Sul piano agonistico, la gara maschile ha visto trionfare un atleta africano, ma proviente da un Paese che raramente compare in Europa, lo Zimbabwe. Il vincitore è stato Phillip Bandawe, che in 2:20.56 ha facilmente disposto del migliore fra i keniani, Jonah Kemboi (2:22.16) e del russo Sergey Lukin (2:22.57). Anche migliore, sotto il profilo tecnico, la corsa riservata alle donne, e bella vittoria per la conosciuta norvegese Kirsten Melkevik Otterbu, classe 1970, che ha coperto il percorso in 2:37.03 ed ha preceduto la favorita della vigilia, la svedese Anna Rahm, in 2:39.02 e la keniana Winfrida Kwamboka (2:45.48)


09 giu: Zenucchi ad Innsbruck


Fa piacere salutare il ritorno alla vittoria di un personaggio positivo come Emanuele Zenucchi, che dopo varie traversie ha ritrovato in Austria la via della vittoria in una gara di un certo prestigio, andando a guadagnarsi facilmente la maratona Tirol Speed in 2:28.50. Ecco un altro che potrebbe trovare belle soddisfazioni anche nelle ultra-maratone     


10 giu: Mont Saint-Michel



La gara che si conclude sul picco del Mont St.Michel, dopo avere attraversato il braccio di mare momentaneamente scoperto dalla marea che lo separa dalla terra-ferma, attira ogni anno molte migliaia di concorrentim che non vogliono farsi mancare questo traguardo da inseire nel proprio curriculum. Ma la corsa ha anche una dignitosa dimensione tecnica ed un buon budget che rende possibile la presenza di validi corridori africani. Così è accaduto che la vittoria sia toccata quest’anno a Mark Saina, che coperto la classica distanza in 2:15.22 nonostante il finale difficile, davanti a William Biama (2:18.53) ed all’algerino Yahia Azaidj (2:23.26). Elizabeth Chemweno, per parte sua, ha conquistato il traguardo femminile in 2:39.21, precedendo Svetlana Pretot (2:41.44) e Nathalie Vasseur (2:46.06).
Un’altra buona gara è stata la Marathon de La Libertè, a Caen, Vinta da Jonathan Kibet (2:15.36), seguito da Julius Maritim (2:17.19) e Begale Tesfaye Reta (2:19.59). Prima donna è stata la giramondo romena Alina Gherasim (2:42.22), seguita dalla polacca Agnieszka Lewandowska, figlia di un buon corridore degli anni ’60, (2:45.19) e da Jane Suuto (2:49.10)   


10 giu: Kassel


Abbiamo contato ben sette maratone in Germania solo in questo week-end, anche se la maggioranza sono state gare locali, con pochi partecipanti e tanto spirito di gioia e amicizia. L’unica di livello internazionale è stata quella di Kassel ed infatti è stata dominata dai keniani, davanti a circa 1200 corridori. Ha vinto Francis Kiprop (2:16.50) davanti a Ernest Kipyego (2:17.28) e Vincent Kipchirchir (2:17.51). Solo una africana nella gara femminile, Beatrice Omwanza, che ha vinto in 2:42.21


10 giu: Svalbard



L’arcipelago delle Svalbard (Norvegia) consiste in una manciata di isolette sperse in mezzo al Mar Glaciale Artico, che comprende il gruppo delle Spizbergen e le Isole degli Orsi. Circa 3500 persone vivono stabilmente qui, occupandosi di pesca e di carbone, ed accolgono ogni anno con gentilezza e curiosità alcune diecine di folli che scelgono questi luoghi per fregiarsi di traguardo insolito in più. L’annuale maratona, corsa in condizioni tutto sommato accettabili, ha visto la vittoria di un certo Ola Meilen in 3:12.22. Erano presenti anche due italiani: Edmondo Ansaldo (4:05.39) e Giovanni Baroni (5:04.12).


09 giu: Rapa Nui



In tema di maratone esotiche poche possono battere il fascino di quella che si corre ogni anno nell’Isola di Pasqua, ovvero Rapa Nui, territorio cileno, sperduta nell’Oceano più grande del pianeta e sede di una antica quanto misteriosa cultura. L’occasione era troppo ghiotta ed infatti alcune centinaia di corridori non si sono lasciati sfuggire l’occasione di cimentarsi sulla distanza classica oppure in una delle numerose corse di contorno, compreso un triathlon ed una MTB.
Il risvolto agonistico ha premiato il tahitiano Pierre Saint-Blancat, che ha attraversato alcune migliaia di chilometri di Oceano Pacifico per arrivare fin sul luogo della gara. Al secondo posto è arrivata la prima donna, l’americana Kristina Harp in 3.18.34. Seguono, rispettivamente, Jean Michel Monto, Tahiti, in 3:23.24 e Ulises Palma, originario della stessa Rapa Nui, in 3:28.28 e, fra le donne, Dominique Bezaud (3:32.09) e Nicole Jacquelin (3:51.23) entrambe di Tahiti.


16 giu: Liechtenstein


Nella maratona alpina del Liechtenstein si è rivista la campionessa mondiale dei 100km, la britannica Liz Hawker, che ha vinto facilmente in 3:30.39, tempo difficilmente valutabile date le caratteristiche del percorso. Possiamo solo notare che anche lo scorso anno aveva dedicato l’estate alle corse in altura, andando a vincere a Davos. Segnaliamo inoltre una curiosità: al quarto posto fra gli uomini troviamo il vincitore della Marathon des Sables, Mohamed Ahansal, che però qui ha corso per il suo club tedesco e si è iscritto con quest’ultima nazionalità, non sappiamo quanto ufficiale.


16 giu: Duluth, Grandma’s


La maratona di Duluth è una delle poche estive di buon livello negli Usa, ed è stata dominata dai keniani, con la vittoria di Wesley Ngetich (2:15.55), davanti a Joseph Kahugu (2:17.29) mentre si è ben difeso l’australiano Andrew Letherby (2:18.00). Nella gara femminile rivincita Usa grazie all’impegno della nazionale Mary Akor (2:35.40) che ha facilmente disposto delle russe Ramiliya Burangolova (2:38.55) e Tatiana Titova (2:39.58).


 

Autore: Franco Anichini

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