Cronaca — 09 maggio 2007

Dopo la sbornia di risultati del precedente week-end rientriamo più nella normalità, ma è una normalità di lusso con la maratona di Amburgo ed altre di queste settimane.


 


29 apr: Hamburg, Conergy


Nella principale città portuale della Germania si è registrato un totale dominio africano, col primo europeo solo 17simo. Eccellente il risultato tecnico, la vittoria se la sono giocata in tre, tutti keniani: ha prevalso Rodgers Rop (2:07.32) davanti a Wilfred Kigen, staccato di un solo secondo (2:07.33), e Kiprotich Kinei (2:07.42). Seguono altri keniani: James Rotich (2:09.29), Mathew Sigei (2:09.39) e Joseph Ngeny (2:10.25). Solo decimo l’etiope Tesfaye Tola (2:11.37). Al traguardo si sono contati 16.482 arrivati: non male per una corsa non inserita nel ristrettissimo novero delle top-races!


Fra le ragazze rivincita etiope, come spesso accade, con Ayelech Worku (2:29.14) seguita da Rose Nyangacha (2:29.22), Beatrice Omwanza (2:30.46) e la lituana Zivile Balciunaite (2:31.13).


 


29 apr: Vienna



La bellissima capitale austriaca accoglie volentieri la sua maratona annuale, dotata di un percorso fascinoso, veloce anche se non privo di difficoltà. Su queste strade gli italiani si sono spesso distinti, specie in campo femminile, ma quest’anno non se ne sono visti, almeno ad alto livello. Il migliore dei nostri è stato comunque il bravo Fabio Battelli con un buon 2:22.24. La gara è stata dominata in campo maschile dai keniani, che hanno occupato i primi sette posti, col vincitore che è stato Luke Kibet (2:10.07), e via via, James Mwangi (2:10.27), Abel Kirui (2:10.41), Maren Toroitich (2:12.00), William Todoo-Rotich (2:12.37), Wilbeforce Talel (2:13.35): primo degli europei il portoghese Luis Feiteira in 2:13.37.


La romena Luminita Talpos ha invece vinto comodamente la classifica femminile con un normale 2:32.21, ben davanti a Martha Markos, etiope, in 2:35.45 e l’austriaca Susanne Pumper (2:37.55). 5853 corridori hanno raggiunto regolarmente il traguardo.


 


29 apr: Lyon, Albi e Senart


I ricordi di scuola ci dicono che Lugdunum era la principale città romana della Gallia centrale (Lugdunensis, appunto) e la cronaca odierna ci ricorda che è sede di attività industriali fra le maggiori della Francia. Anche in campo sportivo la città si fa rispettare, ed in questa scia si colloca la sua grande maratona (2442 arrivati), tormentata anche quest’anno da un caldo infernale che ne ha condizionato sensibilmente il risultato tecnico. L’algerino Azzedine Sakhri, che corre spesso anche in Italia, è quello che ne ha sofferto di meno, il che gli è bastato per andare a vincere in 2:22.18 davanti all’ucraino Mykola Rudyk, un corridore da 2:12 che qui si è dovuto accontentare di chiudere in 2:23.43. Terzo Wilfried Madiot (2.23.52). Molto dura anche la corsa femminile, vinta dalla bielorussa Natalya Bendik in 2:46.55, davanti alla ultra-maratoneta Murielle Brionne (2:47.08) ed alla russa Maria Fedoseyeva (2:49.11)


Sempre nel sud della Francia un’altra buona corsa si è disputata al Albi. In questa città, in pieno medio-evo, si concentrarono dei tipi curiosi che professavano teorie blasfeme, del tipo ‘la terra ai contadini’ e ‘siamo tutti uguali’. Davano talmente tanto fastidio che per farli tacere venne organizzata una crociata, o meglio, una crociata che era pronta a partire per la Terra Santa venne ri-orientata verso quest’altri infedeli, che furono regolarmente massacrati. Oggi le cose si svolgono in maniera più tranquilla e se la gente si mette a correre lo fa per motivi meno cruenti. La maratona è stata vinta da Benjamin Itok (2:17.32) e Genel Delboy (2:53.05).


Un’altra gara di buona tradizione si è svolta nel nord della Francia: la maratona del Senart, dove hanno vinto Vincent Rousseau (2:24.23) e la ultra-maratoneta Laurence Fricotteaux, reduce dalla Marathon des Sables, che qui ha corso in 2:49.56


   


28 apr: Rotorua



La maratona di Rotorua è una delle più antiche della Nuova Zelanda, un Paese che alla conoscenza del fondo ha dato moltissimo, anche se oggi non riesce più a produrre grandi campioni, se non in maniera occasionale.


Il percorso si svolge attorno al lago di Rotorua, quasi interamente in ambiente naturale, con frequenti tratti di sterrato e qualche salita, anche se partenza e arrivo sono su strada asfaltata. In questo idilliaco ambiente correre una maratona è un piacere sia per il corpo che per lo spirito, ed il risultato tecnico diventa un dettaglio. I vincitori sono stati comunque Craig Kirkwood (2:23.44) e Rina Hill (2:50.07) davanti a 1300 concorrenti.


 


28 apr: Nashville Tn


Nashville, cittadina del Tennessee, è famosa per essere la culla della musica country, alla quale dedica un celeberrimo festival, ed anche la sua annuale maratona. Ma la musica non cambia per i keniani, che non si sono lasciati sfuggire il buon monte-premi. Tutto loro il podio, con Simon Wangai (2:13.52), Laban Moiben (2:15.10) e Jomo Kororia (2:15.18) seguiti dal russo Oleg Kulikov (2:15.34). L’ucraina Olena Shuryko ha vinto la gara femminile (2:37.52) dopo dura lotta con la francese Svetlana Pretot (2:38.29) e la russa Iraida Pudovkina. Quasi 5000 persone hanno portato a termine la gara. Nello stesso week-end si sono disputate negli States complessivamente dodici maratone, fra le quali segnaliamo anche quella di Oklahoma City (1593 finishers), la californiana Big Sur (3092 finishers) e quella del New Jersey (1567 finishers).


 


06 mag: Dusseldorf


Molte belle maratone tedesche nel primo week-end di maggio, fra le quali il risultato migliore è stato ottenuto in quella di Dusseldorf da Bellor Yatich in 2:09.48, seguito da un gruppetto di connazionali: Samuel Njoroge (2:11.05), Daniel Too (2:11.11) e David Kemboi (2:11.34). La tedesca Luminita Zaituc ha invece dominato la classifica femminile (2:29.37) davanti a Melanie Kraus (2:30.38) e alla cinese Dai Yanyan (2:35.34). Ad Hannover hanno vinto Daniel Muruki Mbogo (2:14.46) e Monica Njeru (2:46.19) mentre a Mainz la martona dedicata a Gutemberg ha visto vincitori l’ucraino Andrei Naumov (2:14.04), di ritorno dagli Usa, ed Ilona Pfeiffer (2:46.13). Complessivamente oltre 10.000 persone hanno participato alle diverse maratone di questa settimana in Germania.


 


06 mag: Cracovia, Vancouver e Vitoria


Il brutto tempo ha flagellato la maratona di Krakow, ma non ha impedito la vittoria del keniano di turno: Mathew Kosgei (2:18.16) di poco davanti a Nikolay Kerimov (2:18.23) e Jan Bialk (2:18.36). Fra le donne è arrivata prima l’ucraina Katerina Stetsenko (2:39.08), su Violetta Uryga (2:39.27) e Elena Mazovka (2:41.45).


Passiamo in Spagna per relazionare la maratona Vitoria-Gasteiz, intitolata e gestita da Martin Fiz che da poco ha abbandonato l’attività agonistica. Oscar Martin Garcia è stato il vincitore, in 2:14.55, seguito da Pablo Lopez (2:16.09) ed il veterano sempre verde Fabian Roncero (2:18.37) che ha voluto omaggiare così l’amico. Maria Teresa Pulido ha prevalso in campo femminile in 2:36.17


Infine a Vancouver, in Canada, il keniano Thomas Omwenga ha preceduto gli oltre tremila concorrenti in 2:25.27 mentre una bella prestazione l’ha ottenuta l’argentina Claudia Camargo: 2:35.50. Da un paio d’anni Claudia vive in Florida, ed è molto migliorata.


 


07 mag: Belfast


Il quarantenne keniano John Mutai ha vinto la maratona di Belfast, nell’Irlanda del Nord, col buon tempo di 2:16.24, precedendo nettamente il connazionale Stephen Ndungu, solo di un anno più giovane, secondo in 2:22.21. L’etiope Marashet Jimma ha invece vinto la prova femminile in 2:41.38. Gli arrivati sono stati 1151.   


 


Autore: Franco Anichini

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