Cronaca — 17 aprile 2007

La settimana dopo Pasqua celebra l’esplosione mondiale del pianeta-maratona, pur preceduta da qualche gara pasquale che merita menzionare. Boston, Paris, Rotterdam e la nostra Torino sono le corse maggiori, ma anche qualcuna delle altre merita attenzione a causa di risultati molto buoni ed in parte inattesi.
Nel week-end dopo Pasqua abbiamo contato complessivamente ben 34 maratone svolte nel mondo!



07 apr: North Pole Marathon
La Maratona più Fredda del Mondo (questo il suo sottotitolo) si è corsa per Pasqua nella base polare norvegese denominata Borneo. Immaginabili le condizioni climatiche, che non hanno impedito a 41 appassionati di celebrare così la Santa Pasqua. Perfino buono in risultato tecnico, che ha visto giungere per primo al traguardo l’irlandese Thomas Maguire, in 3:36.10, davanti ad un italiano, Francesco Galanzino, arrivato dopo 3:43.03. Anche cinque signore erano della partita, ed hanno bravamente portato a termine il percorso, tutte precedute dall’inglese Susan Holliday in 6:17.40



15 apr: Torino
La maratona di Torino ha quest’anno rinnovato il suo percorso, allo scopo di valorizzare le notevoli bellezze artistiche della città, pur mantenendo un tracciato veloce. Dopo un lungo duello ha prevalso il keniano esordiente Philimon Tarbei, il cui disordine tecnico è certamente sorretto da un organismo fuori del comune anche per un keniano, che è andato a vincere in 2:10.24. Discreto il rientro di Daniele Caimmi, tatticamente avventuroso, che ha pagato nel finale concludendo comunque in un dignitoso 2:11.10. Fra le ragazze ha vinto facilmente la bella e brava ungherese Aniko Kalovics, assidua nelle corse italiane, che nel finale ha pagato il caldo, riuscendo tuttavia a concludere in 2:29.24, praticamente senza avversarie.



16 apr: Boston


Boston 1897
A Boston si corre la più antica maratona del mondo, creata nel 1897 da un gruppo di studenti che aveva partecipato l’anno precedente alle prime Olimpiadi e ne era rimasto entusiasta, al punto di volerne riproporre la corsa più affascinante, riproducendone non solo la distanza e il nome, ma anche l’andamento altimetrico con una salita poco oltre la metà gara.

Partenza molto lenta, sia fra i maschi che fra le donne, con passaggi alla mezza in 1:08.45 e 1:17.15 rispettivamente. Questo andamento ha naturalmente abbassato il livello tecnico della gara, ma ha mantenuto intatto il suo clima agonistico, anzi lo ha esaltato perché un maggior numero di pretendenti si è affacciato alla fase decisiva. In campo maschile al 35° km sono rimasti in cinque, tutti africani, che si sono poi allungati sotto l’azione di Robert Cheruiyot, un atleta che si sta costantemente rafforzando sul piano tattico e agonistico, già vincitore nel 2006. Fatalmente modesti i tempi finali: 2:14.13 per Cheruiyot, seguito sa Jamas Kwambai (2:14.33), Stephen Kiogora (2:14.47). James Koskei (2:15.05) e Tefari Wodajo (2:15.06). Il tempo del primo è peggiore di circa sette minuti rispetto al suo stesso del 2006. Settimo è arrivato il nostro Ruggero Pertile, autore di una buona gara, che ha retto il ritmo del gruppo di testa fino al 35°km, per poi gestire un dignitoso finale che lo ha portato al traguardo in 2:16.41.
Andamento del tutto simile nella corsa femminile, che nel finale ha visto venir fuori la russa Lidiya Grigoryeva col tempo di 2:29.18, anche questo appesantito dalla partenza lenta. Delusione per la lettone Jelena Prokopcuka, battuta in 2:29.58 mentre può essere ben contenta del suo terzo posto la messicana Madai Perez (2:30.16). Delusione anche per la favorita Deena Kastor, subito fuori dalla lotta di testa, che si è dovuta accontentare di vincere il titolo nazionale in 2:35.19



15 apr: Paris
La grande corsa della capitale francese, ingiustamente esclusa dal novero delle maggiori del pianeta, si è celebrata in una illuminante giornata di primavera, eccellente per le immagini ma sfavorevole al raggiungimento di grandi risultati tecnici. Il keniano di cittadinanza Bahrein, Mubarak Hassan Shami, ottimo anche in pista, ha nonostante ciò centrato un grande risultato, con un crono finale di 2:07.13, risultato che gli ha fatto dichiarare di sentirsi certo di valere meno di 2:06! Il vincitore dello scorso anno, l’etiope Melese Gashaw, si è dovuto accontentare del secondo posto, in 2:09.53, mentre terzo è arrivato Daniel Rono 2:10.28. Non straodinari gli altri, fra i quali peschiamo il deludente nono posto di Julio Rey, preceduto anche dal francese Ahmed Ezzobayry.
Molto buona anche la corsa femminile, dominata largamente da Magarsa Tafa capace di chiudere in un eccellente 2:25.07. Lontane, ma valide, la russa Gulnara Vigovskaya (2:28.22) e la nuova francese Christelle Daunay (2:28.54) alla sua prima prova internazionale importante.



15 apr : Rotterdam
La maratona di Rotterdam va famosa per gli eccellenti risultati che spesso ha consentito di realizzare, grazie al suo percorso piatto e dritto (e assolutamente regolare). Per questo motivo non fanno particolare sensazione le prestazioni, pur ottime, dei vincitori: il keniano Joshua Chelanga (2:08.21) e la giapponesina Hiromi Ominami (2:26.37). Quest’ultima ha poi dichiarato di essere particolarmente contenta di avere bissato la vittoria ottenuta nel 2002 dalla sorella Takami: che famiglia!

Poco da dire sugli altri, se non per segnalare il ritorno a livelli discreti, nulla più, del finlandese Janne Holmen, già campione d’Europa in passato.



15 apr: Nagano
Il campione uscente Nephat Kinyanjui è tornato in terra giapponese a difendere il suo titolo e vi è riuscito per un pelo, col tempo di 2:13.32. A rendergli la vita dura quest’anno ha trovato il russo Georgiy Andreyev, che si è tuffato assieme a lui sul traguardo, nell’identico tempo finale. Alla volata finale ha preso parte anche il terzo arrivato, l’uomo di casa Norio Kamijyo, attardato di soli 5 secondi.

Questa è una delle poche maratone giapponesi di livello dove uomini e donne corrono insieme. Così registriamo anche una bella corsa femminile, vinta dalla russa Alevtina Ivanova, che ha dovuto correre in 2:27.49 per aver ragione dell’etiope Dire Tune (2:28.59) e della connazionale Lyubov Morgunova (2:29.34). Al decimo posto troviamo la centista Hiroko Shou, terza lo scorso anno al mondiale della sua distanza preferita, che di maratone in questo primo scorcio di stagione ne ha già corse sei, e che qui ha concluso in 2:43.49 (il suo tempo abituale!).



15 apr: Lisboa
Questa è la seconda maratona che si corre nella fascinosa capitale lusitana, ed è intitolata alla medaglia d’oro olimpica Carlos Lopes: un’usanza che da noi attirerebbe scongiuri a non finire!

Ordinata su di un percorso spettacolare ma pieno di saliscendi, la gara è stata una passerella per gli ospiti keniani, che hanno ottenuto il primo posto con Sammy Tum (2:17.54) ed il secondo con Peter Kwalia (2:19.32). Modesta la prova femminile, vinta dalla belga Chantal Xhervelle (3:08.27).


15 apr: Linz
In questo week-end così ricco di gare prestigiose, un grande risultato viene dalla gara che non ti aspetti. La buona maratona di Linz, in Austria, è stata infatti vinta dall’ucraino Aleksandr Kuzin in 2:07.33, tempo che rappresenta la seconda prestazione mondiale dell’anno, appena poco più alto del tempo di Parigi. Discreti gli altri, dal keniano Benjamin Itok giunto secondo in 2:12.06 all’austriaca Eva Maria Gradwohl, prima nella classifica donne in 2:37.36.



07 apr: Utrecht
Neppure sotto Pasqua vi è stata tregua completa nel pianeta maratona. Ne è un esempio la buona maratona del Reno (Leidsche Rijn) che si corre nella olandese città di Utrecht. E se non hanno pace le maratone, non hanno pace neppure i keniani, accorsi in massa anche a questa gara. Ha vinto Mariko Kiplagat (2:11.14). davanti a Sammy Chumba (2:11.20), John Rono (2:13.32) e Elijah Cheburet (2:16.06). Invece in campo femminile ha trionfato la polacca Joanna Chmiel in 2:47.09 sulla donna di casa Remilda Kergyte in 2:49.25.



15 apr: Debno, Pol
Una delle maratone polacche più prestigiose è quella di Debno, con buona partecipazione e discreti risultati. Nonostante che la ‘legione straniera’ dei corridori polacchi raramente partecipi a corse in Patria, il risultato è stato ugualmente dignitoso: vittorie per Pawel Ochal in 2:15.31 e Natalia Kulesh, della Bielorussia, in 2:40.46




 

Autore: Franco Anichini

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