Cronaca — 29 gennaio 2007

Pronti via, si riparte subito, con alcune corse di capodanno e poi diverse prove importanti, che tradizionalmente segnano l’esordio della nuova stagione agonistica e che hanno fornito subito risultati tecnici più che discreti. Così, se l’Europa è ferma per ovvi motivi, dove il clima è migliore si corre, eccome!


01 gen: St.Croix, Isole Vergini


Insieme a quella di Zurigo, questa è la prima maratona del Mondo nel nuovo anno. Gara tecnicamente modesta ma di grande fascino, anche dotata di un discreto monte-premi capace di attirare qualche corridore della zona. I Caraibi, terra di velocisti, ha prodotto anche qualche discreto fondista, come Pamenos Ballantyne, di Saint Vincent (altra piccola isola-stato) che nonostante l’età oramai avanzata si difende ancora bene e che ha vinto in 2:40.28, mentre fra le donne Theresa Harper, l’unica fondista di queste isole, ha prevalso in 3:40.21.


 


04 gen: Tiberias, Israele



La gara si svolge nel nord di Israele, sulle suggestive rive del Lago di Tiberiade, ed è giunta quest’anno a celebrare la trentesima edizione, un anniversario che gli organizzatori hanno inteso celebrare al meglio, moltiplicando gli sforzi per farne una corsa di massa.
Gli invitati africani hanno dominato anche se il vincitore Jawher Mushir Salem, che è keniano e si chiama Leonard Mucheru, corre per il Bahrein. Ma è poi successo che le autorità del Bahrein, Paese che non riconosce Israele, si sono molto adontate per via di questa partecipazione ed hanno a tambur battente tolto la cittadinanza all’atleta ex-keniano ed ora di nuovo keniano. Per la verità la cittadinanza di questi atleti è comunque del tutto incerta, in quanto essi mantengono sempre anche il passaporto keniano.
Discreto tempo per i primi: 2:13.12 il vincitore, 2:13.14 per Joseph Kirwa Birgen, secondo. Terzo è arrivato Simon Bor (2:13.34) e quarto Benjamin Kipketer (2:13.48).
In campo femminile bella vittoria per Nili Avramski, classe 1970, al suo ottavo successo, che si è ripetuta quest’anno col buon tempo di 2:39.24, il migliore dal 2004.


 


06 gen: Roncola di Treviolo, Maratona sul Brembo


Anche in Italia si comincia subito, con questa gara divenuta ormai un appuntamento fisso per tutti coloro che fermi proprio non ci sanno stare e che si sta trasformando da gara locale in un punto di riferimento più vasto. La vittoria ha infatti arriso al fiorentino Luca Barancini (2.35.25) che ha preceduto il laziale Claudio Leoncini (2:37.43) e Marco Cortinovis (2:44.24). Tutta lombarda invece la gara femminile, dove le centiste Lorena Di Vito (3:01.32) e Paola Sanna (3:05.12) hanno compiuto una salutare sgambata, davanti a Lorena Panebianco, bene in 3:08.12


 


07 gen: Disney World, Orlando Fl



I latino-americani prediligono partecipare a questa maratona, che li ha visti protagonisti anche in passato. Quest’anno è stato il brasiliano Adriano Bastos a catturare la vittoria, facile, giungendo primo senza avversari in 2:19.24. In campo femminile invece lotta accesa fra le esordienti Gabriela Trana e Christel Benton pur su ritmi non eccelsi. Ha prevalso la giovane costaricana in 2:57.04 davanti all’americana (2:57.26). Temperatura elevata e 10.936 arrivati.


 


12 gen: Dubai, EAU


Prima maratona importante dell’anno come al solito nel principato del Dubai, che organizza questa gara nell’ambito del ricco circuito sponsorizzato dalla Banca Standard Chartered, circuito che si sviluppa sulle sponde dell’Oceano Indiano, con le gare di Singapore, Nairobi, Lahore ed altre.
La sfida consueta fra Kenya ed Etiopia si è conclusa con un pareggio, in quanto i keniani hanno dominato la gara maschile e le etiopi quella femminile.
Tutti keniani dunque i primi cinque, con vittoria di William Rotich Todoo col buon tempo di 2:09.53, seguito da Joseph Wambua Mutiso (2:10.34), Musa Kanda Ruta (2:10.40), Alfonse Yatich (2:10.58) e Joseph Ngeny Kiprotich. Primo degli ‘estranei’ il marocchino Khalid el Boumlili, sesto in 2:11.40, e poi tutti keniani ed etiopi fino al ventesimo.
Analogo dominio delle etiopi nella gara riservata alle ladies, e vittoria per Askala Magarsa Tafa, com tempo davvero piuttosto buono di 2:27.19, davanti a Abebe Eda Tola (2:35.39), Adenech Jemilu Beyene (2:39.28), Mulie Gurmu Lemma (2:39.35), Alem Gebrezgi Alem (2:40.11), Hirut Legesse Abera (2:45.33) e la polacca Renata Paradowska in 2:46.23


 


14 gen: Houston Tx, Usa


L’eterna sfida africana è subito ricominciata anche nella maratona texana di Houston, e la vittoria ha arriso all’etiope Feyisa Tusse (2:11.39) davanti al russo Mikhail Khobotov (2:13.56) ed alla pattuglia keniana capitanata da Benson Cheruiyot (2:14.03). Etiope anche il successo femminile, con Dire Tune prima in 2:26.52, davanti all’ungherese Beata Rakonczai (2:30.14), alla russa Firaya Sultanova (2:39.06) e all’argentina Claudia Camargo (2:42.32)
Nella gara di contorno della mezza-maratona si è avuto il risultato tecnico più importante. Infatti il 24enne californiano Ryan Hall ha siglato il nuovo record Usa sulla distanza, col pregevole tempo di 59.43.


 


14 gen: Lahore, Pak


Seconda gara dl circuito Standard Chartered e bel successo etiope con il poco noto Ketma Amerssissa che è tornato a disputare questa gara che lo scorso anno lo aveva visto scoppiare, finito diciottesimo. Invece quest’anno il giovane africano ha regolato meglio le sue forze ed ha prevalso in 2:15.26 davanti ai keniani David Kiruo (2:15.39) e Mark Yatich (2:16.10). Nonostante le difficoltà ambientali si è corsa anche la gara femminile, con anche una numerosa partecipazione locale, vinta dalla famosa etiope Merima Denboba (2:32.54) sulla keniana Tigist Tito (2:39.51) e l’ucraina Valentina Poltavska (2:40.05)


 


14 gen: Tempe Az, Usa


L’altra importante corsa americana della settimana era questa in Arizona, da Phoenix a Tempe, con 7000 partecipanti, il migliore dei quali è stato ancora un etiope, Terefae Yae (2:14.13) he ha preceduto con un bel finale il connazionale Fikadu Degefu (2:14.16) ed il russo Andrey Gordeyev (2.14.27). Etiope anche la vittoria femminile (che così fa il pieno) con Adenech Zekiros (2:31.43) davanti a Salomie Getnet (2:35.12) e la peruviana Maria Portilla (2:37.40)


 


14 gen: Hamilton, Bermuda


Segnaliamo infine un’altra corsa del circuito caraibico, vinta dall’ultramaratoneta russo Eduard Tukhbatullin in un tranquillo 2:23.28 sul vincitore dello scorso anno, il marocchino Boubker el Afaoui (2:24.49) ed il keniano Fred Getange (2:26.13). Discreta anche la prova femminile, dove ha prevalso la russa Venera Sarmosova in 2:46.26


 


20 gen: Saipan, Isole Marianne


Le Isole Marianne del Nord sono un arcipelago del Sud Pacifico, teatro di sanguinose battaglie navali nella Seconda Guerra Mondiale, ed oggi tranquillo approdo per la flotta del Pacifico. Nella loro strategia di apertura al turismo, hanno pensato bene di inserire anche una maratona internazionale, che subito ha registrato un buon afflusso di giapponesi. Provengono infatti dal Sol Levante i due vincitori, marito e moglie: Hisayoshi Tanabe (2:57.15) e Miyo Tanabe (3:23.25). Alle loro spalle i primi abitanti di quelle isole: Jack Kabiriel (3:21.49) e Rebecca Read, una insegnante delle hight school, in 4:21.05


 


21 gen: Mumbai, India 



Importante maratona in India, facente parte del grande circuito Standard Chartered, che si disputa da qualche anno nella città di Mumbai e che noi siamo abituati a chiamare Bombey. Con una certa ingenua furbizia gli organizzatori annunciano 30.000 partecipanti, ma poi si scopre che la cifra si riferisce alla totalità degli iscritti alle diverse manifestazioni, fra cui anche una mezza ed una corsa per le scuole. Gli iscritti (non sappiamo quanti arrivati) alla maratona vera e propria sono stati invece 3000, un buon numero per un Paese che in questo settore comincia solo adesso a muoversi.
Vittoria keniana con John Kelai a precedere tutti in 2:12.30, davanti agli etiopi Asfaw Gashaw Melese (2:12.32) e Tariku Jifar (2:12.49). Quindici atleti hanno corso in meno di 2:20, tutti africani. Il primo degli indiani è stato il sik Ram Singh in 2:20.33, ben lontano dal record nazionale che appartiene a Shivnath Singh fin dal 1978 con 2:11.59.
E’ invece cinese la vincitrice e risponde al nome di Feng Xiayang (2:36.17) davanti all’etiope Letay Negash (2:37.04) e Jennifer Lingakwiang (2:38.13). Al sesto posto si è classificata l’immarcescibile Tegla Loroupe, in 2:42.53. La prima indiana è stata Leelamma Alphonso con un modesto 2:59.48  


 


28 gen: Osaka, International Ladies



Da tempo in Giappone le gare maschili e femminili sono distinte, e ne è un valido esempio questa maratona di Osaka, riservata alle sole donne. E’ sempre meno sopportabile, infatti, vedere gare femminili falsate dai ‘gabbiani’ che influiscono sul tempo finale e sulla gestione tattica della gara, al punto da rendere non probanti i risultati delle gare miste. Inoltre alcune concorrenti possono godere di un aiuto indebito, negato invece ad altre. E’ inutile darsi da fare per evitare la presenza di ciclisti ed altri estranei, quando si ammettono lepri ingaggiate al solo scopo di aiutare alcune concorrenti, e solo quelle. Poi succede che arrivano le Olimpiadi ed assistiamo allo spettacolo di una primatista del mondo, seduta piangente sul marciapiede, essendo del tutto incapace di gestire da sola la propria prestazione.
La maratona di Osaka si è sviluppata nella prima parte con il duello fra Yumiko Hara, che sarà la vincitrice, e Yoko Shibui, con l’inserimento della kaniana Wambui. Velocisimo il ritmo della prima mezza, con passaggio in 1:10.24. Poi, prima spariva la keniana e quindi, al 29simo chilometro, la Shibui saltava per aria, pur finendo coraggiosamente la corsa al decimo posto con un ultimo 5km in 23.10!
La Hara vinceva dunque col buon tempo finale di 2:23.48, avendo anche lei pagato la partenza suicida, fino a vedere ridotto a soli 39 secondi il suo vantaggio sulle inseguitrici, emerse da dietro, al 35simo chilometro. Nel finale si riprendeva ed andava a vincere davanti a Mari Ozaki (2:24.39) e Yuri Kano, esordiente in maratona, terza in 2:24.43. Lontane le altre, fra cui le romene Simon e Olaru.
Yumiko Hara era giunta sesta ai mondiali di Helsinki, ma poi aveva dovuto stare ferma per infortunio. Con questa prova si è conquistata un posto in nazionale, squadra che verrà completata dopo la maratona (solo femminile) di Nagoya, in marzo.


 


28 gen: Marrakech, Marocco


In questa corsa, la più importante di una Nazione importante, di solito si mettono in evidenza degli atleti locali che poi ritroviamo nel corso dell’anno emergere in gare americane ed europee. Quest’anno la gara è vissuta sul duello fra keniani e padroni di casa. Ha prevalso Sammy Chumba in un buon 2:11.43, dopo aspra lotta con Khalid Boumlili (2:12.02) e Rachid Ghanmouni (2:12.09).
Quindici atleti hanno concluso in meno di 2:20.
Meno siginificativa la gara femminile, vinta dalla romena Alina Staicu in 2:39.52 davanti ell’etiope Yeshi Esaya (2:40.10).

Autore: Franco Anichini

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