HOME PAGE Maratone e altro — 12 luglio 2012

di Franco Anichini

E’ noto che la corsa di maratona è nata con le Olimpiadi Moderne, grazie alla geniale intuizione dei “padri fondatori”, per quanto fondata sull’errata interpretazione degli antichi testi. Mai errore fu più fortunato!
Abbiamo chiarito, e documentato, in un articolo non molto vecchio, che la leggenda di Filippide venne inventata di sana pianta dallo scrittore grecista Luciano di Samosata, nato in Siria circa 500 anni dopo gli avvenimenti relativi alla battaglia di Maratona.
Eppure, articolo a parte, proprio in questi giorni è capitato di assistere ad una trasmissione della RAI, di presentazione alle Olimpiadi di Londra, in cui si affermava tranquillamente che la “maratona era la gara più rappresentatitva delle Olimpiadi Antiche”!!!
Risulta quindi opportuno dedicare questo piccolo spazio a fare una veloce riassunto della storia della maratona alle Olimpiadi, approfittando anche del fatto che in questa stagione le cronache offrono ben poco in questo settore, che preferisce di gran lunga le mezze stagioni.
Dunque, la corsa da Maratona ad Atene, venne inventata dal De Coubertin e dai suoi collaboratori in occasione della prima olimpiade dell’era moderna, svoltasi in Atene quando correva l’anno 1896.
Si trattò dell’ultima gara dell’intero programma olimpico, e le cose vennero organizzate in modo da rendere molto probabile la vittoria di un atleta greco.
Per la verità nella mente degli organizzatori la Grecia, patria dell’atletismo, avrebbe dovuto dominare gli interi Giochi e non ridursi all’ultimo giorno per celebrare se stessa. Il fatto è che la patria dell’atletismo moderno è invece la Gran Bretagna, con conseguente esportazione negli Stati Uniti ed altri territori ex-coloniali, che ignorò totalmente l’esistenza di quella “curiosa” manifestazione greca.
Ed in effetti quasi tutti ignorarono le prime olimpiadi, che infatti ebbero un esito modestissimo, ben lontano dagli standard raggiunti già in quell’epoca dallo sport dell’atletica.
Basti pensare che il vincitore dei 100 metri fu l’americano Thomas Burke: un discreto quattrocentista, che trovandosi in Grecia in vacanza decise di iscriversi, su due piedi, ai 100 metri ed ai 400 metri, che vinse comodamente. Costui trionfò nel tempo di 12 secondi netti. Negli stessi anni, i migliori velocisti del pianeta si chiamavano Charles Bradley, Arthur Duffy, Frank Jarvis: tutta gente capace di correre le 100yards (91,42 metri) in meno di 10 secondi, ovvero meno di 11 sui 100!!!
I greci avevano preparato la maratona con ben tre prove di selezione, che furono molto utili, anche se nessuna venne vinta da colui che doveva trionfare alle olimpiadi: Spiridon Louis.
La leggenda dice che Spiros era un pastore e che partecipò per puro spirito di amor patrio. In realtà era un corridore quasi professionista, proveniente da una famiglia di pastori…
I greci, aiutati dagli organizzatori, fecero di tutto per vincere questa corsa. Non solo le prove di preparazione (solo loro sapevano notizie esatte su questa nuova corsa) ma anche ogni genere di sotterfugio messo in atto per scoraggiare la partecipazione straniera. Fra coloro che ci lasciarono le penne, ci fu anche il nostro connazionale Carlo Airoldi, che aveva raggiunto Atene a piedi, aiutato da un giornale di Milano, “la Bicicletta” che sarebbe poi diventato la mitica rosea. Il povero Speroni, dopo quella faticaccia, si vide escludere perchè “professionista” e non ci fu nulla da fare. Avrebbe vinto facilmente.
Alcune  cronache narrano anche del francese Lermousieux, un ottimo corridore, che venne fatto ubriacare lungo la strada dai rifornimenti volanti dei quali si era abbondantemente servito, ma questa notizia non è stata mai confermata.
Sia come sia, sta di fatto che Spiridon Louis si presentò per primo sul traguardo ed entrò nella storia. Al suo nome ancora oggi vengono intitolate pubblicazioni in tutto il mondo, fra le quali ci piace ricordare quella online, deliziosa, curata dall’amico Giors Oneto.
Occorre ancora ricordare che il percorso non era allora quello classico delle 26,2 miglia, ma uno più corto, di circa 40 chilometri.
La vera maratona oggi è irregolare!!!
L’anno successivo, 1897, prese il via per la prima volta la maratona di Boston, che si disputa ancora oggi ed è una delle maggiori al mondo. Però questa corse volle ricalcare per quanto possibile il percorso della maratona olimpica. I cocciuti organizzatori bostoniani hanno adeguato solo in parte, e malvolentieri, il loro tracciato alle regole moderne, e questo continua a far si che i risultati di Boston, per quanto eccellenti, non siano validi.
Le successive edizioni furono Parigi 1900, Saint Louis 1904 e Londra 1908
A Parigi vinse Michel Theato, che molte statistiche registrano come francese ma che era cittadino del Lussemburgo, seguito da Emile Champion e da Ernest Fast,  svedese.
A loro volta i francesi, per assicurarsi la vittoria, le studiarono di tutte: il percorso non era segnato, ma i francesi disponevano di una piantina che indicava la strada, gli altri… non si sa!
Alcuni concorrenti inglesi si fermarono lungo la strada per chiedere informazioni ad un poliziotto, addetto al servizio d’ordine, ma furono “casualmente” indirizzati sul percorso sbagliato.
A Saint Louis, negli Stati Uniti, si disputò la peggiore edizione dei Giochi Olimpici che si ricordi: ospitati all’interno dell’Esposizione Universale, i Giochi durarono diversi mesi e compresero gare estemporanee di ogni genere: corse per indiani, lanci all’indietro, strane prove di forza… ecc.
La maratona di St.Louis venne vinta da Thomas Hicks, americano, davanti al francese Albert Corey, a Arthur Newton ed al mitico cubano Felix Carvajal, che fu costretto a correre con un paio di scarpe rotte: erano le uniche che possedeva e le aveva consumate per allenarsi e per recarsi a piedi (salvo la traversata!) sul luogo della gara.
Finalmente, con Londra 1908, le Olimpiadi e la maratona presero la strada giusta. Era accaduto che gli organizzatori, sfiniti dai continui insuccessi, si erano convinti ad affidarsi ai capaci ed esperti dirigenti britannici, che infatti organizzarono la prima vera Olimpiade degna di questo nome.
Le vicende del nostro Dorando Pietri accaddero proprio in questa occasione, e sono fin troppo note per narrarle di nuovo, così come è fin troppo noto che a Londra per la prima volta venne fissata in 26,2 miglia la distanza di maratona. L’idea che si tratti della distanza esatta fra Maratona ed Atene è invece un’altra leggenda.
Di Dorando Pietri aggiungiamo solo che era un corridore con i fiocchi e lo sarebbe stato anche oggi. Basti pensare che il 25 novembre 1908, a New York, fu capace di correre la maratona in 2:44.20 su di una pista indoor di circa 160 metri!

Provate…

Chiudiamo qui queste brevi spigolature sugli esordi della maratona.
Oggi pubblichiamo il solito tabellino dei vincitori delle gare del periodo, ma nella prossima uscita pubblicheremo il tabellino di tutti i medagliati olimpici di maratona.

Buone vacanze a tutti!

Leggi il tabellino

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