HOME PAGE Maratone e altro — 24 aprile 2012

Botti-bis!!!

Autore : Franco Anichini –

La maratona di Londra firma questa seconda settimana di grandi gare, che hanno offerto eccellenti risultati, ancor più significativi perchè siglati nell’anno olimpico.
Ma prima, permetteteci di spendere due parole per un azzurro: lo straordinario talento di Giorgio Calcaterra, che ha vinto per la terza volta il campionato del mondo dei 100km, seconda consecutiva. Questo campionato, nonostante si tratti di una distanza ufficiale IAAF, viene gestito da un’associazione “mandataria”, denominata IAU, e questo spiega anche perchè si corre ogni anno, a differenza di tutte le altre discipline atletiche. Ma, purtroppo, spiega anche perchè spesso e volentieri si incappa in organizzatori del tutto impreparati, che non riescono a dare vita ad evento dignitoso, come è capitato a Gibilterra. Non è capitato invece quest’anno a Seregno, Brianza, Italia, dove gli organizzatori hanno messo in piedi un evento inappuntabile, corredato dal magnifico successo del grande Giorgio.

Il tassista romano è veramente una “macchina per correre” purchè rispetti i propri ritmi naturali. In maratona questi lo portano a risultati buoni ma normali, mentre nei 100km esplode tutta la sua straodinaria capacità. Gli avversari che si provano a seguirlo, finiscono immancabilmente col pagarne lo scotto, cedendo più o meno clamorosamente, come è stato anche quest’anno per lo spagnolo Asier Cuevas Ettcheto, che alla fine ci ha rimesso anche il podio. Il successo azzurro si completa con il titolo a squadre. Va tuttavia ricordato che della squadra ufficiale azzurra è stato chiamato a far parte Alberico di Cecco, reduce da una lunga squalifica per doping. Aveva tutto il diritto di correre, nulla da eccepire, ma resta il fatto che altri sport preferiscono non fare altrettanto.

Partecipazione modesta alla gara femminile, tanto più che la campionessa uscente, la russa Zhalybina, ha abbandonato ben presto la compagnia. La nostra Monica Carlin e la croata Marija Vrajic si sono così trovate a lottare per il successo, e lo hanno fatto con tanta convinzione che… si sono dovute ritirare entrambe. Ha vinto l’americana Amy Sproston, una dignitosa podista dai risultati finora tranquilli, che ha fatto segnare un tempo in linea con le sua capacità fin qui espresse. Da segnalare che moltissime donne di primo piano sulla distanza hanno “snobbato” l’avvenimento, a cominciare dalla forte squadra britannica, presente invece alla maratona di Londra, con risultati peraltro modesti.

La migliore delle italiane è stata Marina Zanardi, ignorata dai selezionatori, che ha chiuso in meno di otto ore: 7:58.07

La Zanardi, nata il 7 gennaio del 1972, è ferrarese, ed in precedenza si era segnalata per il quarto posto alla 58km del Lago Trasimeno e per alcuni ottimi piazzamenti nella durissima Pistoia-Abetone. Un “brava” se lo merita tutto!

E veniamo dunque alla maratona di Londra. Impressionante, come al solito, la partenza di massa: al termine della corsa ci arriveranno in 36699!

Le donne partono abbastanza avanti, in modo da non essere raggiunte dagli uomini, ma le lepri ci sono. In verità non servono a molto, perchè la gara ha una dominatrice assoluta: Mary Keitany. La keniana ha fatto tesoro degli errori commessi lo scorso anno a New York, ed ha atteso per prodursi nel suo allungo, ma quando ha deciso di partire è stata devastante, relegando le altre a ruoli comprimari, pur nell’eccellenza delle rispettive prestazioni cornometriche. Ma la sensazione visiva è quella di una schiacciante superiorità da parte della minuta keniana. Il suo tempo finale è stato 2:18.37, migliore prestazione dell’anno. L’ultima a cedere è sta un’avversaria di grande valore: Edna Kiplagat che ha chiuso comunque in 2:19.50.

Seguono altre forti atlete, tutte regolate da Lucy Kabuu, che ha salvato il terzo posto dopo 2:23.12 di corsa.

Anche la gara maschile ha avuto un dominatore assoluto, che alla fine, anzi, è stato l’unico  a fare segnare un tempo valido in questo anno olimpico, zeppo di grandi prestazioni: 2:04.44 per il compostissimo Wilson Kipsang. Gli altri hanno pagato, anche vistosamente. Si sono salvati Martin Lel (2:06.51), apparso vuoto nel finale, e Tsegaye Kebede (2:06.52) che nel finale ha raccattato alcuni “cadaveri”. Dignitosa anche la gara dei marocchini, in particolare il coriaceo Gharib, ingenerosamente superato allo sprint dal connazionale Annani.

Molte altre maratone di seconda fascia sono state presenti in questa domenica: Madrid, Enschede, Krakow, Linz, Beograd, Bonn ed anche la nostra Maratona del Santo, ben organizzata in quel di Padova, e vinta da un pimpante Robert Kwambai in un dignitoso 2:09.14 e da Marily Dos Santos, una piacevole sorpresa brasiliana che se ne è andata a metà gara per chiudere in 2:31.55

I vincitori del periodo

 

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