Cronaca — 25 marzo 2007

Ciserano è un piccolo paese della bergamasca, immerso nel fittissimo tessuto industriale lombardo, ma tuttora capace di conservare scorci di suggestione unica nelle sue stradette del centro storico.
Un bel paese, come tanti, dunque se non fosse per il fatto che qui vive Gregorio Zucchinali, il personaggio che una volta l’anno è capace di raccogliere le forze necessarie per dare vita ad una manifestazione decisamente diversa: la Ventiquattro Ore del Delfino, cui è annessa una importante Sei Ore.
E’ così che anche quest’anno un numero record di appassionati (100, numero chiuso) si è riunito a Ciserano ed ha cominciato a sfidare il calcismo parolaio (quando va bene) che molti in Italia confondono con lo sport. I partecipanti alla 6 ore sono stati invece 80, numero anche qui limitato dalla necessità di dare ai corridori un’assistenza degna della durezza della loro prova.
Quando arriviamo a Cisarano la 24 ore è già partita e subito si evidenzia la grande condizione di forma di Mario Pirotta, che si mette a condurre in compagnia dell’argentino Pablo Barnes. Quest’ultimo non nasconde la sua ambizione di migliorare il record nazionale del suo Paese, così come intende fare la sua compagna, la dolce Virginia Oliveri. In questo primo stralcio di gara il tempo è perfetto, sereno ma fresco: quello che ci vuole. Purtroppo in seguito cambierà in peggio, e di molto.
Cominciano ad arrivare quelli della Sei Ore, fra i quali salutiamo personaggi conosciutissimi in queto piccolo mondo (sempre più grande) delle ultra: Mario Fattore, che farà solo la maratona, Enrico Vedilei con Maria Luisa Costetti, il romano Claudio Leoncini e la bergamasca Paola Sanna, che si dice dispiaciuta dell’assenza (forzata) di Monica Casiraghi.
Alle due del pomeriggio partono gli sprinter delle sei ore ed il percorso viene messo a dura prova dall’assalto di centottanta infaticabili. L’organizzazione rivela tutta la cura con cui è stata realizzata, e regge la sfida. Alla fine, non sapendo da che parte trovare una pecca, qualcuno farà osservare che la mattina dopo non c’erano le brioches al cioccolato!
Leoncini fila via sicuro ed alla fine delle sei ore supererà gli ottanta chilometri, cioè la soglia dell’eccellenza internazionale. Paola Sanna è impressionante. Sicura, tranquilla, molto maturata sia tecnicamente che mentalmente, inanella giri, pur senza avversarie, tutti sullo stesso passo, senza tentennamenti. Al termine delle sei ore siglerà la miglior prestazione mondiale, lasciandosi dietro la tedesca Birgit Schonherr, cioè una campionessa d’Europa. Niente male per un ‘allenamento tirato’!
Premiazioni, foto, complimenti e la sei ore va in archivio.
Rimangono sul percorso quelli della ventiquattro ore, che sono appena alla metà della loro fatica.
Comincia la notte, la terribile, interminabile notte degli emerodromi. Spuntano felpe e calzemaglie di lana, copricapi fantasioni, impermeabili colororati. Si, perché nel frattempo è cominciato a piovere: una pioggerella maligna, accompagnata da folate di vento polare.
Come sempre, nella nottata, le cose in gara cambiano. Pablo Barnes, che non si è coperto adeguatamente, crolla a notte fonda e viene soccorso, riscaldato a rianimato: poi riparte, ma è stato fermo più di un’ora. Nunzia Patruno, che era in testa,  invece è costretta ad abbandonare. Virginia Oliveri si spenge lentamente, ma caparbiamente continua. La pioggia, il freddo, il calo biologico bloccano la mente ed irrigidiscono i muscoli: l’elasticità diviene un ricordo e le gambe due nemici da costringere a muoversi ancora. Mario Pirotta invece riesce a gestire la notte meglio di altre volte ad alla fine migliora il proprio personale di molti chilometri, piazzandosi al sesto posto di ogni tempo fra gli italiani nella prova su strada. Fra le donne emerge la caparbietà indistruttibile di Stefania Tonini, costantemente incitata dal marito, vero animatore della lunga nottata di Ciserano. Intanto i giudici di gara continuano imperterriti a prendere nota dei numeri, dandosi il cambio in coppia: non ci si pensa quasi mai a questi appassionati che di più non si può e senza i quali, naturalmente, tutto ciò non potrebbe accadere.
Pablo Barnes alla fine si riprende ma non è più il bel corridore delle prime ore: alla fine il record argentino gli sfuggirà per una questione di metri, non di chilometri. Invece non sfugge a Virginia, autrice di un finale stupefacente: il giro prima era moribonda, con le gambe di legno che proprio non andavano, ed un giro dopo filava via liscia come appena partita: questo si chiama carattere!
Alle undici, complice l’ora legale, tutto ha termine. Si registrano i record e le delusioni, si celebrano le premiazioni, si prende appuntamento per le prossime gare.


Poi comincia a piovere sul serio, quasi nevica.


 


Risultati 24 ore


1- Mario Pirotta          232.360
2- Luca Sala               218.654
3- Antonio Mazzeo    213.360
4- Pablo Barnes          209.886
5- Daniele Menichini  199.287
6- Giovanni Migneco 193.244


femminili


1- Stefania Tonini       181.921
2- Virginia Oliveri      174.799
3- Marinella Satta       165.123
4- Carmela di Domenico        163.098
5- Eufemia Carlea      156.258
6- Angela Gargano     152.309


 


Risultati 6 ore


1- Claudio Leoncini   81.792
2- Andrea Anselmi     79.301
3- Ugo Zuccari           75.367


femminili


1- Paola Sanna            77.753
2- M.Luisa Costetti    67.741
3- Sabrina Mazzolari  61.108


Tutti i risultati completi, compresi i passaggi, sono oline sul sito ufficiale della gara (anche questo è un record!):


http://www.runnersbergamo.it/

Autore: Franco Anichini

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