Cronaca — 24 luglio 2006

La cappa di caldo afoso che a sera avvolge S. Elia Fiumerapido quasi ti blocca sul fondovalle. Questa terza tappa del giro della Ciociaria risente in modo pazzesco degli influssi dell’umidità del fiume, che ha reso fiorente un territorio tanto caro ai monaci benedettini del vicino santuario di Montecassino. Una zona tra le prime a ‘natura selvaggia’, per via di boschi e monti che cingono l’intera provincia laziale. Siamo nel pieno della comunità montana della Valle del Liri, zona d’acqua, di elettricità e di storia bellica.
Le Acli ed i comuni del frusinate interessati all’evento hanno dato finora tanto in termini d’investimento per porre l’attenzione sulle loro cittadine attraversate dai podisti. Lo sport anche come momento di aggregazione e di cultura; una pagina che qui uno degli Enti di promozione sportiva si è ritagliata da anni con successo.
La Fiaccolata del Rapido assegna alla terza tappa un particolare significato, perché non sempre si corre di sera. E qui, nel rispetto di una tradizione, s’aprono pagine di memorie che Fabio Violi, primo cittadino di S. Elia, ricorda con orgoglio.
Ponti, chiese, mulini, frantoi, opifici di grande interesse e la cartiera, ora dismessa, vanto della comunità fin dal 1592. L’abbiamo ammirata – in fase di riscaldamento – con i suoi  preziosi ma inservibili  macchinari, che nei secoli hanno prodotto carta e poi carta. Grazie alla sua collocazione lungo la discesa del Rapido, il fiume che raccoglie le acque nella diga artificiale del laghetto della Selva, poco dopo il massiccio delle Mainarde, durante l’incessante attività ha fornito oltre quattromila quintali di carta di vario tipo proprio ai monaci della abbazia di Montecassino. Un uso per così dire ‘interno’, per soddisfare le richieste della monumentale biblioteca e degli archivi religiosi. Adesso non è una bella scena vedere un pub che si è ‘insediato’ nei piani bassi dell’enorme struttura abbandonata e cadente; un fantasma appena fuori l’abitato, sventrato e quasi irriconoscibile.
Poco distante l’ex cartiera il percorso di gara, con una curva a gomito, immetteva verso il centro storico con una ripida salita, prima su cubetti di porfido e poi su larghi lastroni di pietra bianca. Ed in questo spazio tra vicoli-scale c’era addossata la storia di S. Elia, fino all’arco d’arrivo di piazza Risi.
La partenza in discesa ha presentato agli sportivi il volto nuovo della cittadina, fino all’innesto con la fondovalle. E’ stato questo il tratto più afoso, poco illuminato, ma abbastanza veloce. La testa della corsa vedeva i protagonisti delle precedenti tappe riconfermare le posizioni. Tra i maschi Tayeb Filali (Centro Fitness Montello) si è involato verso il terzo successo di tappa, mentre Antonietta d’Orsi (Atletica Training) non aveva rivali tra le donne.
Gli organizzatori sono stati davvero ospitali con tutti: un ristoro-buffet subito dopo la corsa nella villetta comunale, in attesa delle premiazioni, lunghe e particolareggiate. Poi i saluti finali del sindaco, accompagnati dai fuochi d’artificio. Poco prima della mezzanotte, al centro anziani, piatti di pasta al sugo per i tanti che ancora si sono attardati, in attesa di un po’ di fresco che non è mai arrivato nella torrida nottata ciociara.

Autore: Giovanni Mauriello

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