TuttoCampania — 27 gennaio 2015

sergioNiente di più ovvio che correre la prima gara da 10 KM dopo aver corso come prima gara in assoluto una 21 Km. Alla partenza ero con Walter e, in modo del tutto casuale in prima fila. Che dici, forse è meglio che ci mettiamo più dietro? (e stiamo pure più caldi). Infatti nonostante il termometro segnasse 9° faceva un freddo cane. Con un livello di tensione pre-gara prossimo allo zero, tra auguri di buon compleanno a Patrizia ed amenità varie, abbiamo sentito lo speaker dire che quelli con tempi vicino ai 5 min al km era meglio che si mettessero nelle ultime file. Ho pensato di indietreggiare in ultima fila ma ormai non era più possibile e siamo scalati di 5-6 posti. 5-4-3-2-1 via. Magliette di tutti i tipi e, mi si passi, tra le più belle c’erano le nostre con tanto di personalizzazione del nome. Atleti che rallentano bruscamente, altri che ti passano addosso. Pochi metri et voilà il primo cavalcavia con pendenza da montagna russa. Gps da polso impazzito tra le curve, che alternava tempi da lumaca a tempi da professionista. Provo a farne senza. Per strada supero e vengo superato in continuazione. Altro che pianeggiante! Sagra del falsopiano; tutta salite, discese e cavalcavia. Cerco di seguire qualcuno con il mio passo, in genere ragazze, e per un paio di km corro con una tizia con una discutibile mise blèu a manica lunga che poi ho rivisto a pochi metri dal traguardo.  Ad un certo punto intravedo il ristoro. O meglio dei volontari che distribuivano bicchieri d’acqua. Provo a prenderne uno ma nel momento in cui passo il tizio aveva appena consegnato l’ultimo e, visto che era in salita, ho deciso di non aspettare e sono rimasto a gola secca. A questo punto si alza il vento e vengo superato da una moltitudine di bicchieri di plastica vuoti. Azz! Son più veloci di noi! Dopo un paio di Km ad andatura ignota incontro Pierino, un vecchio amico e ci scambio 4 chiacchiere. Si passa sotto l’arrivo, fine del primo giro. Né stanco né fresco provo a pensare se è il caso di accelerare oppure rallentare. Nel dubbio procedo con la stessa andatura. Intorno al Km 7 il ginocchio comincia a darmi fastidio ma fingo di non accorgermene. Ad un paio di km dall’arrivo mi supera un gruppo eterogeneo di una trentina di persone tra cui un nonnetto con la bandana che sembrava sull’orlo dell’infarto. Ci penso ma, no; non è uno di quelli di Caserta. Eccolo, di nuovo il rifornimento. Stavolta avrò la mia acqua! Visto i precedenti col tipo in maglia bianca mi sposto sulla sinistra verso la tipa in maglia azzurra. Ha tre bicchieri. Siamo in due. Allungo la mano ma un nanosecondo prima di me una tipa dal capello riccio e ingrifato si piglia il mio bicchiere. E’ destino. Berrò all’arrivo. Mi faccio da solo la salita ma sul piano mi affianca Lucia con la splendida canotta 42K e da galantuomo le lascio strada (non è vero era semplicemente più veloce). Ultimo sforzo e taglio il traguardo senza aver la minima idea del crono ma contento di vedere gli altri della mia squadra. Siamo stati gli unici ad attendere dopo l’arrivo tutti gli altri nostri compagni! Grande gesto di amicizia e valore nello sport. In tutto questo la fila al ristoro si è fatta lunghissima ma oggi non è giornata, berrò (forse) poi.

Sergio 42K

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