Cronaca — 23 dicembre 2005

Finalmente, per le Olimpiadi invernali di Torino del 2006, la Fiamma Olimpica è sbarcata in Sardegna, incendiato letteralmente gli animi delle tante persone che hanno seguito l’evento. Per noi sardi è stata la prima volta. Il fuoco di Olimpia, infatti, non era passato in Sardegna, nè in occasione dei Giochi invernali di Cortina del 1956, nè in occasione di quelli di Roma del 1960.
L’evento resterà nella memoria di parecchie persone, non solo dei tedofori che hanno trasportato la torcia, ma anche della gente comune che si è fermata per applaudirla, con entusiasmo e tanta emozione. Protagonisti in ogni città i bambini, che forse, più di altri, sono i veri destinatari dei valori insiti nella Fiamma: libertà, amicizia, fratellanza, lealtà nello sport e non solo.
La Fiamma Olimpica è sbarcata in terra sarda lo scorso 19 Dicembre, transitando prima a Sassari, poi a Nuoro (dove ha, per cosi dire, pernottato!) per poi toccare Oristano e infine Cagliari da dove ha preso il largo verso le coste della Sicilia.
Tra i tedofori d’eccezione di Sassari figuravano Andrea Garau, magistrato e triatleta e Adriano Tiberi, rappresentante dell’ANMIC la squadra di basket in carrozzina campione d’Italia. A Cagliari l’onore è andato, tra gli altri,  a Gigi Riva e al velocista Sandro Floris. Il gesto di Riva è stato molto bello: ha accompagnato un bambino della sua scuola calcio (una delle più antiche esistenti in Italia) per simboleggiare la voglia di sport che c’è tra i giovani. Riva di cose ne ha fatto tante nella sua vita: tra giocatore e dirigente ha vissuto nove Mondiali, sei Europei e un Olimpiade! L’esperienza dei Giochi Olimpici resta per lui la più emozionante, anche se Riva ha un gran rammarico, ovvero quello di non aver mai disputato un Olimpiade in campo!
Un altro ex-giocatore ha avuto l’onore di trasportare la Fiamma: Gianfranco Zola, ultimo tedoforo in una Nuoro festante ed entusiasta. Zola ha ricevuto la Fiamma da un altro campione olimpico di sollevamento pesi degli anni ’60, Nardino Masu. Un bagno di folla per entrambi, specie per Zola, un gran campione di Sport, quello con la esse maiuscola, quello pulito e leale. E’ lui che ha acceso il braciere posto sul palco, con la presenza del sindaco di Nuoro Mario Zidda, del Presidente del Coni Floris e di altre autorità.
Il passaggio della Fiamma Olimpica nella provincia barbaricina è stato denso di suggestioni, vuoi perchè il transito è avvenuto la sera, vuoi per l’atmosfera natalizia, vuoi perchè i nuoresi hanno tributato veramente tutti gli onori al sacro fuoco. Piazza Vittorio Emanuele si è riempita già dalle prime ore del pomeriggio e la gente ha potuto godere di diversi spettacoli: la sfilata dei Mamuthones, le maschere di Mamoiada ormai diventate simbolo della Sardegna intera, i Tenores di Fonni, suonatori di Launeddas ed organetto ed altri cantanti e musicisti tra cui il bravo Gavino Murgia. Questa è stata la cornice che ha accolto l’arrivo dell”avveniristica torcia olimpica: tradizione e modernità fuse insieme in una serata che i nuoresi non dimenticheranno facilmente. Ma forse non la dimenticheranno nemmeno gli organizzatori di questo importante evento itinerante che, a detta loro, hanno trovato un’ottima organizzazione e una grande disponibilità da parte di tutti!
Ho vissuto tutto questo in prima persona, avendo avuto la gran fortuna di fare il tedoforo proprio a Nuoro.  Insieme agli altri tedofori ho visto la gente applaudirci e salutarci, i bambini con i coriandoli, un gruppo di ragazzine con uno striscione di benvenuto, il traffico bloccato. Una vera festa.
Sono contenta di come sono andate le cose: avendo visto il trasporto in altre città, avevo un pò di timore che la cosa passasse in sordina e invece mi piace pensare che tutto sommato sia emerso lo spirito olimpico della fiaccola, al di là dello sfondo commerciale che oggi necessariamente accompagna eventi di questo tipo. Ma in un contesto di “tagli e ritagli”… qualcuno deve pur pagare!


 

Autore: Sonia Marongiu

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