Cronaca slide — 16 dicembre 2014

ifLa sabbia nera di Nerano, ed io appena adolescente con i miei fratellini e cuginetti a giocare spensierati in acqua sotto l’occhio attento di mia madre e di mia zia, le passeggiate a Piazza Tasso con lo scopo di far colpo su qualche turista venuta da chissà dove, i miei zii, i loro amici e quella atmosfera quasi fiabesca che solo la costiera ti sa regalare, questi sono i ricordi della mia infanzia dove Sorrento era tappa fissa durante l’estate. Passano tanti anni, e mi ritrovo di nuovo a Piazza Tasso, stavolta con un pettorale attaccato su una canotta, sotto lo sguardo attento di mio figlio che mi scruta cercando di capire quali motivazioni potessero spingermi a “farmela a piedi” fino ad Amalfi. Non è un pellegrinaggio è solo una corsa, è la Coast to Coast. E’ la terza consecutiva per me. Tre anni fa rimasi talmente affascinato, tanto da coinvolgere poi la mia squadra , l’Atletica Sabaudia, che come per lo scorso anno anche per questa edizione si è presentata ai nastri di partenza con un cospicuo numero di partecipanti. Quest’anno me la sono goduta più delle altre volte, ho affrontato la gara con piglio diverso, sono stato rapito dalla magia della costiera e non mi importava di nulla. I terrazzamenti, i giardini pensili, le insenature, le barche, i contadini, il mare, il cielo, Positano, Praiano, Furore, gli applausi lungo il percorso hanno distolto l’attenzione da tempi e performance. Credo che ci sia un momento per tutto, e questo, nel mio caso era il momento di godermi quanto la sinergia uomo/natura è riuscita a sviluppare nei secoli, e cioè una bomboniera a cielo aperto. Ma la Coast to Coast per noi che veniamo da fuori non è solo corsa, è anche vedere una Sorrento illuminata a festa, gustare i sapori del luogo, confrontarsi con la popolazione gentile e cordiale, conoscere podisti che arrivano da ogni parte d’Italia, è un momento per staccare la spina, per fare una passeggiata lunga quasi trenta chilometri, per sentire gli odori degli agrumeti, è farti mettere quella medaglia al collo che testimonia che ciò che hai vissuto non era un sogno ma pura realtà.

Amo questa gara perché pur vivendo nel Lazio, sono campano (e me ne vanto!) e perché attraverso questi trenta chilometri si riesce a mostrare il vero lato della nostra regione, che non è solo “munnezza e camorra” , anzi, ma tanto amore e tanta voglia di dare. Grazie a chi ci permette di vivere questa emozione ogni anno e lunga vita alla Coast to Coast.

 

 

Antonello Cipullo
Presidente  Atletica Sabaudia
Circeo National Park Trail

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