Medicina — 05 ottobre 2006

Esiste ancora molta confusione, purtroppo, in merito alla legittimità o meno di assumere alcune sostanze. Una volta per tutte, vorrei chiarire i dubbi sulla differenza tra integratori alimentari e sostanze dopanti.

Caro Sig. Gennaro


La questione che lei pone è estremamente spinosa, come può ben immaginare, anche sul confine di questa distinzione si combattono frequentemente aspre battaglie.
I discorsi e le considerazioni da fare in realtà sono tanti.
Innanzitutto un integratore, per definizione, integra, cioè rende integro, completo, quello che evidentemente integro e completo non è. Se una condizione patologica o fisiologica presenta una lacuna, rispetto alla condizione naturale ottimale, in qualche componente, allora un integratore ristabilisce le condizioni ottimali, naturali, per il normale funzionamento di un organo, di una struttura, o di tutto l’organismo. In queste condizioni ottimali l’organismo rende al meglio della sua condizione naturale e non poteva farlo prima perché non aveva tutti gli elementi naturali per farlo.
Le sostanze dopanti migliorano invece la prestazione portando l’organismo a superare i suoi limiti naturali, fornendogli sostanze, ormoni, etc. che esso in condizioni ottimali naturali non avrebbe mai avuto, o mai avuto in quella quantità.
Un altro discorso che si può accennare è che se io prendo un composto lecito naturale, come una vitamina, ad esempio, la mia prestazione migliora solo se prima ne ero carente, altrimenti resta uguale. Se invece assumo una sostanza dopante la mia prestazione migliora comunque, anche se prima ero in condizioni ottimali.
Un’altra considerazione, ancora più spinosa, riguarda la dose. Se io assumo, per esempio, un grammo di una vitamina miglioro la mia prestazione, sempre se ne ero carente, ma se ne assumo due grammi, o tre, o quattro, la mia prestazione non migliora di più.
Con il doping invece, e questo è uno dei veri problemi della sua pericolosità, accade che se io miglioro un po’ con una dose, con due o tre dosi miglioro di più, per cui sono portato ad aumentarne l’assunzione per migliorare ancora di più la prestazione.
L’ultima considerazione, per non farci portare troppo oltre, è di natura più semplice, riguarda l’essenza stessa dello sport, ma anche della vita, e concerne la questione fondamentale della LEALTA’. Da questo punto di vista è doping tutto quello che assumo vergognandomene, perché immagino che possa farmi vincere slealmente.

Autore: Dr. Marco De Angelis

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