Medicina — 07 gennaio 2007

Anche quest’anno puntuale come al solito arriva l’influenza. Il ceppo del 2006/07 pare sia molto aggressivo, anche a causa della mitezza con cui, nella scorsa stagione si è manifestata l’influenza. I sintomi generalmente sono: febbre (anche molto alta), malessere generale, dolori muscolari e osteo-articolari, inappetenza, mal di testa, sintomi respiratori (come tosse, mal di gola, congestione nasale), congiuntivite. Possono comparire sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea)
La diffusione del virus è strettamente dipendente dall’abbassarsi della temperatura.
Non si tratta di un semplice rialzo della temperatura corporea. Si tratta invece di una invasione di virus che si moltiplicano in tutti i tessuti dell’uomo, muscoli e cuore compresi. Una circostanza che deve fare riflettere chi minimizza il problema e continua incurante a correre, convinto che sudare faccia bene. E’ sbagliato e pericoloso. I muscoli si trovano a fronteggiare l’emergenza virus e il lavoro muscolare li distoglie da questo compito con il rischio di aggravare e prolungare la malattia. I dolori alla schiena e alle gambe sono i sintomi più comuni di questa infiammazione muscolare.
Si spiegano così le urine più scure, il rialzo nel sangue della azotemia e degli enzimi muscolari. Non solo: le riserve di zuccheri accumulati nei muscoli sotto forma di glicogeno ed indispensabili per avere resistenza, si esauriscono rapidamente con la febbre alta. Di quì la spossatezza e la riduzione delle prestazioni. Anche il cuore viene aggredito dai virus e subisce in modo simile agli altri muscoli piccoli danni, di norma così modesti da passare inosservati e senza conseguenze. Non sempre: virus più aggressivi e l’attività sportiva durante il periodo febbrile possono infiammare in modo pericoloso il cuore. Tachicardia, aritmia e dolori al petto devono richiamare l’attenzione su questa evenienza. Si chiarisce così il consiglio dei medici: in caso di influenza, riposo.


Consigli


Se si è un soggetto a rischio, eseguire la vaccinazione in tempo opportuno (tra metà ottobre e meta novembre).


Evitare se possibile ambienti chiusi e sovraffollati.


In caso di malattia, bere molto per favorire l’espettorazione e reintegrare i liquidi e i sali minerali persi attraverso la sudorazione; fare pasti leggeri ma nutrienti, preferendo frutta e verdura.


Riposare a letto quando se ne sente la necessità.


Mantenere l’ambiente caldo, ben areato e soprattutto ben umidificato.


Evitare di coprirsi troppo per non ostacolare la riduzione della temperatura corporea.


In caso di febbre molto elevata o dolori muscolari o mal di testa fastidioso ricorrere solo ai farmaci sintomatici, evitando i dosaggi che riducono bruscamente la temperatura.


Se la febbre rimane alta per più di una settimana consultare il proprio medico, sarà sua cura prescrivere la terapia idonea e consigliare ulteriori accertamenti.


Evitare di assumere antibiotici, non attivi contro i virus, senza una prescrizione medica


 

Autore: Dr. Mario Borrelli

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