Medicina — 22 ottobre 2004

Domanda


Caro dott. Mastrorilli ,
D’estate giocando a calcetto avverto un forte dolore alla schiena con conseguente infiammazione del nervo sciatico . Riposo due-tre settimame
riprendo le partitelle a calcetto e si ripete il tutto seppur in forma lieve.
faccio una tac sotto consiglio medico e viene fuori una ernia in l5 s1 posteriore discendente mediana paramediana con impronta sul sacco durale.
Per me una mazzata terrificante visto che da sempre ho praticato sport di ogni tipo .
A me piace andare in bici da corsa :e’ compatibile ? La partitella a calcetto ?
Tutto non a livello agonistico ovviamente.
faccio esercizi di postura e tanti addominali per rinforzare la schiena . Confido in una vostra risposta.


Risponde il Dott. Mastrorilli


Caro Claudio,
Non si angosci troppo per la diagnosi ottenuta dall’esame TAC spinale. Il riscontro di una protrusione discale è un’evenienza oltremodo frequente anche nei giovani e può interessare tutte le età. E’ importante tuttavia differenziare il termine protrusione discale da ernia discale. Si tratta di due aspetti spesso evolutivi a differente gravità di una stessa patologia. Per capirne bene la differenza occorre soffermarsi brevemente sulla configurazione anatomica del disco intervertebrale; costituito da un anello esterno fibroso all’interno del quale vi è un nucleo polposo, formato da un gel di proteine e polisaccaridi capace di trattenere una notevole quantità di acqua. Questa strutture così configurata svolge la funzione di ammortizzare gli urti ed i carichi della colonna vertebrale.
Si realizza una protrusione discale tutte le volte che l’anello fibroso non è interrotto ed il nucleo polposo migra posteriormente sporgendo nel canale spinale ricoperto dalle fibre, spesso slaminate, dell’anello fibroso e dal legamento longitudinale posteriore.
Si parla di ernia discale tutte le volte in cui l’anello fibroso è interrotto ed il nucleo polposo migra in parte o totalmente nel canale vertebrale.
Il più delle volte l’esordio della sintomatologia avviene, come nel suo caso, in seguito ad uno sforzo fisico, come sollevare un peso oppure un brusco movimento del rachide. Il dolore compare in sede lombare e si irradia subito o dopo qualche giorno all’arto inferiore. Possono essere presenti nei casi più importanti disturbi della sensibilità dell’arto inferiore (parestesie) per effetto dell’infiammazione/irritazione delle radici nervose sensitive del midollo oppure, nei casi di ernia voluminosa, disturbi della motilità del piede e/o della gamba (sciatica paralizzante) per compressione delle radici nervose anteriori. La sintomatologia soggettiva ed oggettiva varia in rapporto al livello dell’ernia: L5-S1, L4-L5, L3-L4, etc..
L’approccio a questo genere di patologia è inizialmente conservativo; riposo e terapia farmacologia. Il riposo nelle fase acute è utile per ridurre il carico della colonna vertebrale e quindi la pressione intradiscale. La terapia farmacologia (cortisonici, fans e miorilassanti) mira a ridurre l’edema della radice nervosa causa di dolore (radicolite; quella che Lei chiama ‘infiammazione dello sciatico’). Questi presidi iniziali portano ad miglioramento dopo 3-4 gg. Il miglioramento prosegue sino alla scomparsa del dolore. Se esiste una compressione importante della radice nervosa il dolore ricompare alla sospensione della terapia o non scompare del tutto.
Il trattamento chirurgico è indicato nei pazienti che presentano:
a) Un’ernia discale di medie e grosse dimensioni con sintomatologia intensa che non migliora con terapia farmacologia;
b) Segni obiettivi di sofferenza radicolare: diminuzione della sensibilità cutanea nel territorio interessato, abolizione dei riflessi;
c) Sciatica paralizzante;
Per quei casi, peraltro frequenti, in cui il dolore regredisce parzialmente con terapia medica, l’indicazione chirurgica non è assoluta, ma dipende da altri fattori come l’età, le condizioni cliniche generali e soprattutto il tipo di attività lavorativa.
Le piccole ernie e/o protrusioni discali non correlate con la topografia del dolore non dovrebbero essere trattate chirurgicamente.
Il trattamento chirurgico delle ernie può avvenire mediante approccio chirurgico diretto o mediante tecniche per cutanee (chemionucleolisi, nucleoaspirazione, etc), ma questa trattazione esula dal suo caso; dipende dal tipo di ernia, dalle condizioni cliniche generali del paziente ed anche dalla preferenza dello specialista al quale si rivolge.
Tirando le somme nel suo caso è indiscutibile che il riscontro anatomico della protrusione discale debba essere correlato al tipo di sintomatologia dolorosa riferita; occorrono informazioni più approfondite che si possono ottenere solo mediante un attento esame clinico; per questo le consiglio una visita ortopedica o neurochirurgica. Questa patologia viene infatti trattata da entrambi gli specialisti.
Mi posso solamente limitare a dire che nel suo caso, allo stato attuale, non sussiste divieto assoluto alla pratica del ciclismo e/o del calcetto. Importante è la ginnastica posturale per rafforzare la muscolatura lombare ed addominale allo scopo di rendere più stabilizzare la colonna vertebrale rendendola meno suscettibile agli insulti ed alle sollecitazioni che possono avvenire durante le attività sportive e/o lavorative. Questa ginnastica andrebbe effettuata con costanza (3 volte alla settimana).
 

Autore: Maurizio Mastrorilli

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