Medicina slide — 20 febbraio 2013

campioneFabrizio Macchi: “Non esiste una vera e propria ricetta per diventare campioni, ma esistono delle capacità che ognuno di noi possiede che concorrono per diventare campioni, bisogna trovarle. Ecco questo è il segreto: trovare dentro di noi la giusta strada, le giuste motivazioni per perseguire un obiettivo che ci porti ad essere campioni nella nostra vita. Nel mio caso la malattia ha avuto un ruolo fondamentale per trovare in me le motivazioni per riemergere e trovare la strada per costruirmi una seconda vita. Le doti sportive non te le regala nessuno. La mente poi fa la differenza. La mente la puoi allenare lavorando con tenacia e voglia di arrivare sempre più lontano, mettendosi in discussione per migliorare ogni nano secondo. La forza dell’uomo sta proprio li nel perseverare l’obiettivo fino in fondo. Le cose che rendono importanti la nostra vita sono amore, rispetto e dedizione, cosi si riesce ad essere orgogliosi di noi stessi realizzando i propri sogni”. (1)
Il Campione Olimpico di Takewondo, Carlo MOLFETTA in una intervista (2) spiega come ha vinto l’Olimpiadi, prima di tutto era determinato nelle sue intenzioni, infatti afferma: “la differenza la fa chi pensa: “IO VOGLIO VINCERE LE OLIMPIADI”, come è accaduto a me, a Londra”. Continua Carlo parlando della sua forte determinazione dicendo: “Sono una persona caparbia, cerco sempre di raggiungere le mete che mi prefiggo. È la stessa caparbietà che mi ha permesso di non smettere di fare Taekwondo quando, negli anni che vanno dal 2005 al 2008, ho subito quattro interventi alle ginocchia. Quindi, il “Non mollare fino all’ultimo secondo” rappresenta il mio tentativo di raggiungere il sogno che avevo da bambino”. Da queste parole si evince la differenza di un campione, il non fermarsi davanti a imprevisti, il non mollare, il “piegarsi ma non spezzarsi”, l’essere resilienti che permette di rialzarsi più forti e determinati di prima ogni volta che c’è un impedimento, permette di ricominciare con più entusiasmo di prima, con più coraggio, con più esperienza, con più sicurezza.
Continua Carlo: “I pensieri, in quei giorni, sono rivolti al momento che si sta vivendo, incontro dopo incontro”. Infatti è importante essere consapevoli nel “qui e ora” di quello che si fa, momento per momento, facendo ogni cosa con la massima attenzione e concentrazione, non lasciando niente al caso, curando i minimi particolari, senza distrazioni.
Inoltre è importante sognare gli obiettivi, crederci, immaginarsi vincente, farlo credere anche agli altri. Ancora Carlo afferma: “Ho iniziato a sognarle a 12 anni. Poi successe che ufficializzarono il Taekwondo come sport Olimpico, a Sidney. Da lì, preso dall’euforia iniziai a firmare autografi ai miei compagni di scuola e alle professoresse dicendo che prima o poi avrei vinto l’oro Olimpico”.
28.10.2012, ore 12.00, chiamo Mimmo RICATTI, è all’antidoping, quasi piange per l’emozione della sua prestazione, è arrivato 4° alla prestigiosa Maratona di Venezia, a pochi secondi dal 3°, dice che le condizioni atmosferiche erano proibitive e al 30° km era solo lui con una quindicina di atleti di colore. E’ contentissimo, emozionatissimo, ha fatto una bella prestazione e ciò dopo tanti infortuni, dopo tanti stop, dopo tatnti impedimenti.
Mimmo è un ragazzo serio, diligente, determinato, severo con gli altri ma soprattutto con se stesso, ma quello che gli fa fare il salto di qualità è l’essere resiliente, ad ogni impedimento si è sempre rialzato, ha sempre ricominciato con più entusiasmo di prima, con più coraggio, con più determinazione, con più esperienza, con più sicurezza e questo gli hapermesso di raggiungere tanti traguarda ad iniziare dalle gare di mezzofondo fino alla maratona intervallando le sue prestazioni a momenti che lui definisce “bui”.
Si definisce resilienza la capacità di resistere alle frustrazioni, agli stress, in generale alle difficoltà della vita.
La resilienza permette la ripresa dopo un evento traumatico, dopo un infortunio, dopo una sconfitta.
La persona resiliente possiede propensione a ricercare strategie creative di fronte alle difficoltà. E’ questo che fa Mimmo, di fronte alle difficoltà lui studia, si documenta, si informa su cosa fare, come fare, a chi rivolgersi e si impegna per questo, per recuperare, per ripartire, per aggiustare il tiro, per essere protagonista, per riuscire nell’impossibile.
La persona resiliente possiede risorse personali, autostima, attitudine ad apprendere dall’esperienza), importanti relazioni familiari, amicali, e una buona rete di relazioni formali e informali. Mimmo sa su chi contare, sa a chi rivolgersi per ottenere sostegno, per ottenere supporto, sa come entusiasmare i suoi fan.
La persona resiliente affronta i problemi in modo costruttivo, sa uscire dalle situazioni difficili.
Essere resilienti significa essere duttili e flessibili, accettando di sbagliare, sapendo di poter rivedere e correggere le proprie azioni.
Tra i fattori individuali che promuovono la resilienza vi sono: Autoefficacia, Locus of control interno, Capacità di porsi degli obiettivi e di trovare strategie adeguate per conseguirli, Progettualità futura, Ottimismo, Senso dell’umorismo. Tutte queste caratteristiche possono essere incrementate con un lavoro di mental training che permette al campione di eccellere partendo da un lavoro di autoconsapevolezza per individuare e cercare le proprie risorse personali e proseguendo con un lavoro sul goal setting e sviluppo di autoefficacia personale.
Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia? Ricorda un evento, episodio, prestazione, dove sei riuscito, quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo? (3)

(1) Sportdipiù, Anno 5 – N. 21 Gennaio/Febbraio 2013, pag. 60-61.
(2) CONFOSPORT ITALIA, Anno IV – n. 12 – Dicembre 2012, pag. 9-11.
(3) Simone M.: Psicologia dello sport e non solo, Aracne, Roma, 2011, pag. 19.

Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta
380-4337230 – 21163@tiscali.it
http://www.psicologiadellosport.net

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