Alimentazione — 14 dicembre 2005

Il peso per un atleta è un importante fattore in grado di condizionare profondamente l’esito di una gara. La sua gestione durante la fase di allenamento e una corretta programmazione dell’alimentazione per l’ottimizzazione delle prestazioni in vista della competizione sono ritenute essenziali.
Con ottimizzazione del peso corporeo si intende l’identificazione del rapporto ottimale fra tessuto adiposo e massa grassa in relazione alla disciplina sportiva in questione. Per questa ragione l’uso delle numerose formule per il calcolo del peso corporeo ‘ideale’, ammesso che abbia ancora un senso parlare di peso ideale, non sembra essere la strada migliore da perseguire per identificare lo stato fisico in cui un atleta è in grado di ottimizzare le sue prestazioni.
Le formule per la determinazione del peso sono tutte in funzione dell’altezza, alcune includono anche l’età ma nessuna tiene in considerazione la diversa composizione corporea. Il loro uso, se in alcuni casi può far individuare un peso compatibile con la costituzione fisica della persona interessata alla nostra valutazione, in molti casi conduce a errori grossolani e all’identificazione di un peso incompatibile con le caratteristiche costituzionali del soggetto in questione.
Facciamo un esempio provando ad applicare alcun formule presenti nella letteratura scientifica ad uno sportivo che ho avuto modo di seguire durante la preparazione ad una competizione.


Alcuni dati antropometrici sono riportati nella tabella sottostante (tab. 1).


Tab. 1




















Età


25 anni


Peso


85,6 kg


Altezza


175 cm


Tessuto adiposo


13,00%


Massa magra


74,5 kg


Utilizzando le formule indicate si possono ottenere i seguenti risultati:


Tab. 2

























Autore


Formula


Applicata al soggetto


Differenza peso


Broca


h-100


175-100=75 kg


+ 10,6 kg


Lorenz (maschi)


h-100-(h-150)/4


175-100-(175-100)/4=68,75 kg


+ 16,85 kg


Bertheam (età < 45 anni)


0,8x(h-100)+(età/2)


0,8x(175-100)+(25/2)=72,5 kg


+ 13,1 kg


Relativamente al soggetto in esame, tutte quante le formule suddette mostrano una condizione di eccedenza ponderale (vedi tab. 2 – differenza peso). Valutando però la sua composizione corporea (tab. 1) si può osservare che la quantità di tessuto adiposo (13%) è equivalente a quella di altri sportivi.


Tab. 3










IMC


P/(hxh)


P = peso, h = altezza


85,6/(1,75×1,75) = 28 kg/mq


Per quanto concerne l’indice di massa corporea (IMC) (tab. 3), l’uso di tale formula non consente di individuare un peso ma permette di identificare un valore numerico che nell’ambito di indagini epidemiologiche[1] è stato posto in relazione alla mortalità. Poiché la mortalità più bassa è stata osservata per valori di IMC compresi tra 18,5 e 25, tale intervallo viene considerato come ottimale. Se l’IMC è inferiore a 18,5 il soggetto è invece considerato sottopeso, se  superiore a 25 siamo in una condizione di sovrappeso, dobbiamo invece parlare di obesità nel caso di IMC superiore a 30.
Se è vero che la maggior parte delle persone hanno un IMC collocabile nell’intervallo compreso fra 18,5 e 25, numerosi sportivi, come il soggetto in esame (IMC=28), ma anche persone non praticanti uno sport, se dotate di una notevole massa magra, possono rientrare fra i soggetti sovrappeso pur avendo una quantità di tessuto adiposo ‘normale’. Valutare attentamente la composizione corporea di queste persone è estremamente importante, soprattutto se è loro intenzione perdere peso. Al di sotto di un certo limite, la riduzione ponderale risulta essere  particolarmente difficile e superare i limiti costituzionali può essere pericoloso; la perdita eccessiva del peso, può infatti avere conseguenze imprevedibili sui meccanismi di controllo della fame e della sazietà.
Pertanto, prima di iniziare un programma di dimagrimento è opportuno individuare sempre un obiettivo realistico, valutando in modo sufficientemente esatto i limiti oggettivi che la costituzione e lo stile di vita impongono. Nelle donne, non dovrebbe essere trascurato il fatto che, dall’adolescenza in poi, la quantità di tessuto adiposo è in intima relazione con la capacità di riproduzione e che la riduzione del grasso al di sotto di un certo valore può essere responsabile di alterazioni dell’ovulazione e/o amenorrea, condizione quest’ultima, dall’impatto decisamente negativo sulla densità ossea (osteoporosi).
Poiché negli sport in cui il controllo del peso rappresenta un fattore determinante per la riuscita delle prestazioni, sembra essere maggiore la presenza di un disturbo del comportamento alimentare (DCA), ci sembra doveroso suggerire alle giovani atlete di rivolgersi ad un professionista, per programmare con il dovuto anticipo, l’eventuale riduzione del peso in preparazione ad una gara. La possibilità di individuare i limiti oltre i quali si presenta il rischio di compromettere seriamente la nostra condizione psicofisica, ci consentirà di godere solo dei vantaggi e dei benefici che l’attività fisica, praticata correttamente, con regolarità e associata ad una alimentazione equilibrata comporta.
Estremamente importante è la fase che conduce all’individuazione del peso di gara, stato che dovrebbe rappresentare l’ottimizzazione delle prestazioni fisiche e che, per ovvie ragioni, non può essere mantenuto per molto tempo. Il raggiungimento di tale condizione dovrebbe essere programmato adeguatamente, tenendo in considerazione il fatto che le variazioni di peso corporeo da ricondurre a riduzione delle riserve energetiche (tessuto adiposo), non possono realizzarsi in breve tempo. Per perdere un chilogrammo di tessuto adiposo bisogna infatti utilizzare come fonte di energia il grasso in esso contenuto.

Composizione del tessuto adiposo (media)













Grasso


Acqua


Proteine


83,00%


15,00%


2,00%


La personalizzazione dell’alimentazione è un fattore decisivo per gli sportivi, che in virtù delle modifiche anatomiche, morfologiche (ipertrofia muscolare) e biochimiche, necessitano di un’alimentazione che deve far fronte agli aumentati bisogni. Solo dopo una attenta e scrupolosa valutazione delle reali esigenze energetiche sarà possibile fornire quelle indicazioni indispensabili ad impostare un lavoro di programmazione agonistica o amatoriale che, da un punto di vista nutrizionale, è utile distinguere in due fasi:


Share

About Author

Peluso

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>