Cronaca HOME PAGE — 01 giugno 2012

Autore Michele Rizzitelli

Era l’ora che ai naviganti intenerisce il core, ed avevo superato la distanza della maratona. Camminavo solitario sul Colla all’altezza delle cime più alte dei monti circostanti, che mi preannunciavano lo scollinamento imminente. Mi sentii chiamare per nome. Era Hans Drexler che, vistomi da lontano, accelerava il passo per raggiungermi. Non ci vedevamo da un anno, e fummo felici di ritrovarci. Mi presentò gli altri due tedeschi che erano con lui, Bettina Keelan ed Andreas Braun, poi rimanemmo soli. Continuammo a salire l’aspro colle, raccontandoci le ultime avventure.
Hans è un medico ricercatore di Braunschweig che si occupa di ematologia oncologica. Ha viaggiato molto ed è poliglotta. Ha corso più di 400 maratone, molte delle quali in Italia. “Questa è l’ottava gara che faccio in Italia, quest’anno”.
Il discorso non poteva che cadere sul Passatore, da lui portata a termine più volte. “Bella gara, percorso interessante, grande sforzo organizzativo con dispiego di volontari e mezzi. Però non rispetta le norme internazionali”. Come non dargli ragione!
Il traffico automobilistico locale è scarso. Il maggior fastidio lo danno le macchine degli accompagnatori, che vanno ripetutamente avanti ed indietro. Quando superano un concorrente, gli iniettano nei polmoni una scarica di CO2; quando sopraggiungono davanti, lo accecano con i fari, rischiando di farlo precipitare nella cunetta.
Il Passatore è bene organizzato, e mette a disposizione tre bus per il cambio indumenti, un’infinità di ristori, un ineccepibile sevizio sanitario ed un folto gruppo di fisioterapisti. Non c’è proprio bisogno di un’assistenza integrativa, proibita dalle norme FIDAL e IAAF, che altererebbe i valori in campo. Tutti i concorrenti vanno trattati allo stesso modo. Proibire l’accompagnamento con la macchina serve anche a ridurre al minimo  certe tentazioni.
Altre disposizioni sono discutibili, come il divieto di gareggiare con apparecchi alle orecchie e l’obbligo di indossare la maglia della società di appartenenza o maglia bianca senza sponsor, ma sempre leggi sono. Negli Stati Uniti, permettono l’auricolare ad un solo orecchio, però i sorpassi devono avvenire dal lato dell’orecchio libero!
Dovrebbe essere la sensibilità degli atleti a garantire il rispetto delle regole.
Ma se gli atleti  non hanno questa sensibilità, l’Organizzazione non può limitarsi a consegnare al centista un foglietto in cui vengono rammentati i regolamenti. Deve, soprattutto, farli rispettare.
Questo manca al Passatore per diventare una grande gara internazionale. Quel salto che non gli riesce da quarant’anni.

 

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