Atletica News HOME PAGE — 29 giugno 2012

Il pomeriggio finlandese vede gli azzurri collezionare una serie di buoni risultati. Nadia Ejjafini si batte alla grande nei 5000 metri, distanza fin troppo breve per lei, e chiude al sesto posto (oro alla russa Golovkina, 15:11.70) in 15:16.54, minimo olimpico A, e ottava prestazione italiana all-time. In altre parole, il miglior viatico alla finale dei 10000 di domenica. Finale conquistata con vittoria nel turno per i quattrocentisti Libania Grenot (52.02) e Marco Vistalli (46.01), che saranno impegnati domani sera nella gara per le medaglie. In chiusura di serata, la finale dei 100 metri: Simone Collio finisce purtroppo squalificato (falsa partenza), nella gara vinta da Christophe Lemaitre (10.09).

La cronaca delle gare

100m uomini

La gara di Simone Collio non prende nemmeno il via. Dopo una partenza contestata (con il lituano Sakalauskas richiamato dai giudici, ma non sanzionato), l’azzurro incappa nella falsa, e prende la via dello spogliatoio. Vince Christophe Lemaitre, che deve però faticare più del previsto per superare il connazionale Jimmy Vicaut: 10.09 per l’oro, 10.12 per l’argento. Il bronzo va al norvegese Jaysuma Saidy Ndure, 10.17.

400m uomini

Piazzato nell’ottima quinta corsia, Marco Vistalli è bravo a seguire il ritmo impostato dallo svedese Wissmann, collocato in settima corsia. L’azzurro corre benissimo, incurante della pioggia che nel frattempo ha iniziato a cadere, e nel rettilineo conclusivo infila prima lo svedese, poi resiste al ritorno del britannico Buck. Vittoria (46.01, Buck fa 46.13) e ammissione di diritto alla finale di domani sera, così come accaduto poco prima per Libania Grenot.

 

Nella prima semifinale, nulla da fare per Lorenzo Valentini, il cui compito si era in effetti già sostanzialmente esaurito con il superamento del primo turno: ottavo posto in 46.96. Tra gli ammessi alla finale, il miglior tempo lo ottiene il favorito, il ceco Pawel Maslak, con 45.66, due centesimi meglio dell’ungherese Deak-Nagy (45.68). Appuntamento per le medaglie domani sera, alle 21.25 (le 20.25 italiane).

5000m donne

Nessun dubbio sul carattere da agonista di Nadia Ejjafini. Quando è in gara, l’azzurra si trasforma, diventando una vera e propria tigre. Se ne sono accorti anche a Helsinki, dove è giunta al sesto posto nella finale dei 5000 metri, una distanza sprint per lei, che ormai pratica con assiduità anche la maratona. La Ejjafini ha guidato a lungo il gruppo, proponendosi come protagonista in più occasioni, e cedendo alla maggior brillantezza delle avversarie solo nel convulso finale. La decisione, dopo passaggi intermedi abbastanza altalentanti (6:05, 9:16) arriva nei due giri conclusivi: la portoghese Sara Moreira appare pronta a cogliere lo scettro continentale, e allunga la fila; nei metri finali, però, la superano sia la russa Golovkina (15:11.70), sia l’ucraina Kovalenko, finite nell’ordine. Nadia Ejjafini tiene con le unghie e con i denti il sesto posto, ed è premiata con il minimo A olimpico, oltre che dal primato personale: 15:16.54, cifra della miglior prestazione italiana 2012 (ottava di sempre). A duemila metri dal termine, avevano perso contatto prima Silvia Weissteiner (quindicesima in 15:39.23), sia Elena Romagnolo (nona, 15:24.38).

Rivedermo quest’ultima, con Nadia Ejjafini, nei 10000 metri.

400m donne

La seconda semifinale dei 400 metri riconsegna alla squadra azzurra la miglior Libania Grenot. Dimenticate le esitazioni della batteria, l’azzurra aggredisce la gara come sa fare, corre 300 metri ai suoi livelli e si presenta nettamente al comando sulla retta conclusiva. La decelerazione è fisiologica, e non incide in alcun modo sulla classifica. La Grenot è prima in 52.02, e accede alla finale di domani con il giusto grado di autorità. Nella prima semifinale, Maria Enrica Spacca prova a difendersi, lanciandosi sul primo rettilineo a ritmo forsennato. Ma è chiaro che questo significa dover pagare qualcosa nella retta finale, cosa che avviene puntualmente. La reatina è ottava in 53.02, la russa Zadoryna si impone in 51.35. Grenot ha il quarto tempo tra le finaliste.

Ufficio stampa fidal

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