Cronaca slide — 03 febbraio 2015
mostraLa mezza della mostra d’oltremare, gara fortemente voluta da Benny Scarpellino, è sicuramente destinata a crescere nei numeri dei partecipanti nelle prossime edizioni, a condizione che vengono corrette alcune anomalie del percorso nella sua parte finale.
Non ci sono in Italia e, forse nel mondo, mezze maratone che possono vantare un percorso così spettacolare. Le immagini dei luoghi attraversati dai podisti rimarranno nel loro sguardo per le bellezze naturali che hanno visto e per il fascino di una storia millenaria che questi ha attraversati e permeati per sempre.  Non si può sfuggire alla bellezza del lungomare Caracciolo, all’attraversamento della piazza Plebiscito (chiamata Largo di Palazzo in età borbonica dove si affaccia il Palazzo Reale), al Real Teatro S. Carlo (il più antico teatro di opera nel mondo), alla Piazza Municipio (dove i recenti scavi per la costruzione della metropolitana hanno portato alla luce un antico porto di Napoli e due barche di epoca romana), alla salita di via Duomo sede dell’omonima chiesa, alla via Foria nella cui parte finale ha sede il Museo Archeologico Nazionale (costruito alla fine del settecento e sede del più ricco e pregevole patrimonio di manufatti archeologici in Italia).
Il podista, anche il più distratto, si è specchiato in queste cose.
Ma la corsa, ovviamente non può essere solamente questo.
Gara di respiro internazionale, paragonabile alle migliori maratone.
Ampi spazi al coperto nella mostra d’Oltremare sono stati destinati agli spogliatoi e, altrettanti ampi spazi al coperto, alle premiazioni.
Strade larghe e perfettamente sigillate al traffico, con segnalazione dei chilometri precisi, hanno agevolati i podisti nella loro prestazione.
Alla luce di quanto detto e rilevato si può ipotizzare che nel prossimo futuro i numeri di partecipanti aumenteranno in modo esponenziale, avvicinandosi a quelli della mezza della Roma-Ostia .
Un merito particolare che va agli organizzatori è la loro capacità di premiare a fine gara tutti coloro che hanno meritato, compreso tutte le categorie. Cosa che non avviene, per esempio,  alla mezza di Roma-Ostia, alla maratona di Roma e su tante altre maratone rinomate.
Nessuna mezza in Italia, si ribadisce, può vantare il percorso spettacolare della mezza della Mostra d’Oltremare.
Gara destinata a crescere a condizione che il caparbio (in senso positivo) Benny Scarpellino modifichi il percorso finale degli ultimi tre della gara.
Nella Mostra d’Oltremare andrebbe ridisegnato un percorso più lineare, limitandolo solo alle splendide fontane e all’arrivo; certamente la sua denominazione sarebbe lo stesso onorata ed i podisti si avvantaggerebbero nella loro prestazione senza quello snervante zigzagare.
Francesco Diana

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