Medicina — 18 agosto 2005

La positività di un atleta viene immediatamente comunicata dal laboratorio alla FIDAL, ma anche alla WADA e alla IAAF. Immediatamente parte per l’atleta in questione, per tramite del Segretario generale della FIDAL, la sospensione cautelare dall’attività contestuale alla comunicazione di positività. La controanalisi viene effettuata entro 10 giorni dalla comunicazione. Alla controanalisi può partecipare lo stesso atleta o suo rappresentante appositamente delegato. Vi può essere anche la presenza di un perito di parte. L’atleta ha il diritto di richiedere copia dell’intera documentazione di laboratorio relativa ai campioni A e B, comprensiva delle informazioni riferite allo standard internazionale per le analisi di laboratorio.
L’analisi del campione B viene eseguita nello stesso laboratorio che ha eseguito il controllo del campione A, con personale tecnico diverso, ove sia possibile si può anche avere che il campione B sia analizzato da altro laboratorio accreditato.
I risultati delle controanalisi sono inappellabili. Se persiste la positività vengono immediatamente applicate le sanzioni previste dalla normativa IAAF/FIDAL.
Squalifica per uso di sostanze vietate e metodi proibiti :
a) prima violazione : due anni
b) seconda violazione : squalifica a vita

Squalifica per sostanze specifiche di cui alla Lista
Ove l’atleta riesca a dimostrare che l’assunzione di una sostanza specifica di cui alla Lista non era tesa a incrementare la prestazione sportiva, il periodo di squalifica queste le sanzioni :


a) prima violazione : da un minimo del richiamo con nota di biasimo, senza squalifica da futuri eventi sportivi, ad un massimo di un anno.
b) seconda violazione : due anni
c) terza violazione : squalifica a vita.

Sanzioni vengono applicate anche per rifiuto o omissione a sottoporsi al prelievo del campione biologico, manomissione o tentativo di manomissione (a tal proposito ricordo il simpatico articolo di Marco Cascone sul contenitori di urina falsi sempre su Podistidoc), traffico di sostanze, somministrazione, omesse informazioni sulla reperibilità e conseguente mancata esecuzione del test.
Fin qui, anche se in modo breve , l’esame antidoping sulle urine, l’evoluzione sarà naturalmente il controllo ematico, sulla cui attuazione si attende ancora di avere univocità di parere da tutte le nazioni che attualmente fanno parte della IAAF, ma il cui avvio non sembra poi tanto lontano.     


 

Autore: Vittorio Savino

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