Medicina — 08 agosto 2005

Gli stupefacenti
Stupefatto è colui che resta imbambolato davanti ad un evento più o meno importante, la stessa cosa non può dirsi certo pere gli stupefacenti sostanze ‘proibite’ che suddividiamo in ben cinque gruppi a seconda degli specifici effetti secondari alla somministrazione.




  • Depressivi  – sono sostanze che provocano effetti molto simili alla gran bevuta di vino od altro alcolico, in genere provocano sonnolenza profusa e sono : l’oppio, la morfina, l’eroina, il metadone e proprio l’alcool.


  • Ipnotici – sono fondamentalmente dei sedativi del sistema nervoso centrale, capaci di ridurre la soglia della stanchezza e del dolore.


  • Stimolanti – stimolanti specifici di determinate aree, tali da provocare aumento dell’attività fisica : cocaina, anfetamine, ecstasy, nicotina


  • Psichedelici .- con l’assunzione di tali sostanze si rileva una vera e propria alterazione delle funzioni sensoriali, tipica delle migliori droghe d’uso comune : LSD, messalina, canapa indiana (marijuana), inalanti.


  • Steroidi anabolizzanti – sostanze , oggi in genere sintetiche, a grande utilizzo nei tempi recenti.

I Depressivi
Questa famiglia, che in genere dovrebbe essere lontana dal doping vero e proprio, spesso è chiamata in causa per forme di doping alquanto ‘strane’ e di cui in parte già si è parlato.
L’oppio , pianta erbacea, con foglie ondulate di colore verde intenso con bei fiori rosa, rossi intensi o bianchi, è coltivato nell’Asia del sud (india, Pakistan, Iran, Afghanistan, Bangladesh) in Asia centrale (Mongolia) e in alcuni paesi dell’America centrale e del sud. Il vero oppio esce in forma lattiginosa dai frutti di oppio e messo a bollire con la glicerina, che fa da emolliente, assemblato in pani . Fanno parte della classe degli oppiacei la morfina, l’eroina ed il metadone.
Il nostro organismo è in grado di produrre in forma autonoma sostanze simili agli oppiacei, le famose endorfine, sono queste sostanze capaci di inibire il Sistema Nervoso Centrale in caso di bisogno. Di certo la somministrazione dall’esterno di oppiacei ed oppio-simili, rende più facile e potente l’azione. La loro somministrazione produce una marcata sensazione del dolore, dell’ansia, della famosa soglia del dolore e della fatica.
Gli oppiacei sono i capostipiti della dipendenza od assuefazione, per cui il soggetto, al fine di soddisfare i propri bisogni deve aumentare costantemente la quantità (dose), il tutto anche per evitare eventuali crisi di astinenza.
Preparato di sintesi dell’oppio è il metadone , qualitativamente molto vicino alla morfina, ne supera l’effetto e la durata se assunto per via orale.
In genere è una sostanza utilizzata nelle metodiche di disuassefazione da eroina ed oppiacei, anche se ugualmente a questi ultimi provoca dipendenza fisica e psichica.
La morfina resta uno degli analgesici a più alta valenza, da ricordare il suo uso durante le ultime guerre mondiali, allorquando serviva ai soldati per alleviarne ansie e dolori (tanto da avere una vera e proprio ‘malattia del soldato’ da uso-abuso di morfina). Analgesico per eccellenza quindi, capace di fungere anche da calmante (tosse, motilità intestinale). Può accentuare l’euforia morfinomane, anche se a dosi alte si può assistere ad un decadimento anche abbastanza grave. Provoca assuefazione.
Figlia della morfina è certamente l’eroina praticamente la morfina dei ricchi, provoca anch’essa gravi forme di dipendenza psichica e fisica. 
 Questo vasto pacchetto di sostanze trattate provoca , a lunga azione, tossicomania. L’uso di droghe quali quelle di cui si è parlato, anche se in una prima fase, detta ‘fase induttiva’ provoca senso spiacevole di malessere generale, alla lunga riesce poi a dare al soggetto sensazioni sempre più effervescenti, tanto da richiedere allorquando nell’organismo se ne riducono i benefici effetti e il livello nel sangue, una somministrazione sempre più continua e a dosi sempre più alte. Possiamo arrivare quindi alla vera  e propria tossicomania. Tipica caratteristica di questo stato è la sindrome da astinenza




 

Autore: Vittorio Savino

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