Medicina — 05 agosto 2005

Prima vittima nota da abuso di sostanze dopanti pare sia stato Arthur Linton, giovane ciclista gallese morto dopo aver preso parte alla famosa corsa in linea Parigi-Bordeaux, siamo nel 1886 e pare che il farmaco fosse il trimetil, o meglio ancora una strana miscela tra stricnina, cocaina ed etere. L’uso della stricnina era alquanto in uso a cavallo della fine del 1800 inizi 1900. Ad Atene nel 1904, nel corso della prima Maratona delle Olimpiadi dell’era moderna, l’americano Thomas Hicks, dopo aver vinto la prova, viene colto da grave malore, aveva usato solfato di stricnina proprio durante la prova. Pare che anche Dorando Petri avesse fatto uso di stricnina durante la famigerata Maratona Olimpica di Londra nel 1908, ma il fatto, potremmo dire, pare rientrasse nella quasi legalità. L’uso smoderato di sostanze dopanti pare avere un ‘momento – cerniera’ allorquando si svolgono le Olimpiadi di Berlino del 1936. Siamo in un momento storico molto particolare, preludio ad uno scontro epocale che ci porterà alla seconda Guerra Mondiale e teatro svilente dell’avvio delle ostilità che poi ci regalerà  quello immane bagno di morte che pare non averci poi insegnato quasi nulla.
Ma oggi a distanza di decenni stiamo ancora a cercare di capire quali sono i soggetti più a rischio e i motivi che spingono al doping. Oggi ricorre al doping il dirigente di azienda, il giovane studente in vista di esami importanti, i politici stressati , i docenti, gli atleti di elevato livello, ma anche i semplici praticanti alla ricerca di sensazioni e risultati, anzi osiamo dire che ormai è proprio nelle categorie ‘secondarie’ che bisogna cercare i maggiori consumatori. Le motivazioni sempre personali, con risvolti di carattere sociale. Il diventare ‘famosi’, fare più soldi, ma anche semplicemente la bellezza fisica, l’aumento dell’autostima, sono alla base di quel grande commercio che diventa poi la vendita della propria vita e della propria anima.
Di certo le tante morti che oggi segnano il panorama dello sport di elite e di quello di base, per uso-abuso di sostanze dopanti, fa suonare un preoccupante campanello di allarme che il mondo dello sport sente e tenta di soffocare.
Oggi il Comitato Olimpico Internazionale suddivide le sostanze dopanti in tre grandi categorie che riporto nella tabella A


Tabella A – Categorie delle sostanze vietate dal CIO




























Sostanze proibite


Sostanze limitate


Metodi vietati


Steroidi anabolizzanti, androgeni


Alcool


Doping ematico


Diuretici e sostanze maschera


Cannabinoidi


Manipolazioni fisico-chimiche farmacologiche


Analgesici e narcotici


Anestetici


 


Ormoni peptici


Corticosteroidei


 


Stimolatori psicomotori


Beta Bloccanti


 


Partiamo comunque alla descrizione dalle forme dopanti forse più semplici ed antiche oggi conosciute, per andare via via alla conoscenza di formule e metodiche sempre più elaborate e moderne, per una conoscenza di base del fenomeno doping.


GLI STIMOLANTI PSICOTROPI


L’Azione fondamentale di questi farmaci è quella di eccitare sia il  cervello, che il midollo spinale, tra queste sostanze annoveriamo : efedrina, caffeina, anfetamine, cocaina, nicotina,


EFEDRINA appartiene alla grande famiglia delle ammine simpatico.mimetiche, stimolante del sistema nervoso centrale, fondamentalmente ha un’azione sui centri stimolatori del respiro, di cui ne potenzia l’attività, tanto da essere utilizzato quale curativo della tosse. Ha anche elevate capacità di agevolare l’attività di trasmissione neuro-muscolare con l’attivazione della placca mortice e quindi con il miglioramento dell’attività contrattile. L’efedrina talvolta viene anche utilizzata dagli studenti sotto esame, per sostenere sedute di studio prolungate e massive. Il suo uso ad alte dosi e prolungato può provocare nausea, vomito, cefalea, stato di ipereccitazione neuro-motoria, fino ad arrivare a veri e proprio fenomeni di assuefazione.


CAFFEINA Molti ricorderanno la famosa positività del ciclista Gianni Bugno alla caffeina, una storia ormai vecchia. La caffeina appartiene alla famiglia delle xantine, la sua azione è molto similare a quella degli altri psicotropi, stimolatore della respirazione, ma anche sostanza capace di ridurre gli effetti della soglia del dolore e della fatica, innalzandola a livelli alti. Quante tazzine di caffè occorrono per la positività alla caffeina ? la risposta , da collegare alle problematiche di metabolizzazione del principio, ci dicono che bisogna superare i 12 mg , tanti , in pratica un numero di caffè pari a 12-18 tazze bevute in rapida successione. La positività a caffeina è proprio legata ad una alta concentrazione nelle urine, pertanto nessun problema per i ‘moderati’ bevitori di caffè delle nostre terre. Non cercatela in prodotti somministrabili per bocca, esiste unicamente in formule iniettabili in muscolo, in genere associata ad altri farmaci e solo in una versione tedesca singola e prontamente iniettabile. In genere tutti i positivi ad oggi ritrovati si sono affidati a questo prodotto.


ANFETAMINE E COCAINA diverso il ruolo di questi due principi, qui la presenza anche minima nelle urine , fa scattare immediatamente la positività. Anche in questo caso gli effetti stimolanti a livello nervoso sono elevati. Qui però cominciano a comparire i primi problemi da abuso, correlati alla frequenza di gravi disturbi cardiaci che possono portare anche all’arresto e alla morte.


NICOTINA Contenuta nelle normali sigarette, ha una blanda azione stimolante, ma anche di senso di benessere centrale. Provoca, a lungo termine. comunque anche problematiche di tipo respiratorio che ne riducono tutti gli effetti benefici.



Nella foto il primo da destra è Arthur Linton


Autore: Vittorio Savino

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