Atletica News slide — 16 maggio 2015

La storia del salto triplo scritta nella sabbia di Doha. Stasera in Qatar il meeting d’apertura della IAAF Diamond League 2015 offre uno spettacolo senza precedenti con due atleti oltre il fatidico muro dei 18 metri nella stessa gara. Vince il 21enne cubano Pedro Pablo Pichardo con un 18,06 (+0.8) che ne fa il terzo uomo di tutti i tempi alle spalle della leggenda Jonathan Edwards (18,29 nel 1995) e di Kenny Harrison (18,09 nel 1996). Il secondo posto di Doha porta, invece, il nome dell’olimpionico statunitense Christian Taylor che all’ultimo salto azzecca un incredibile hop-step-jump da 18,04 (+0.8), il più illustre sconfitto di sempre e il quarto uomo nella storia della specialità. Nelle liste alltime Taylor eguaglia l’iridato Teddy Tamgho che stasera esce di scena al terzo posto con 17,24 (+0.7) e un brutto infortunio (rottura del tendine d’Achille sinistro) rimediato alla quarta rincorsa. Pichardo il 4 giugno sarà in gara in Italia per il Golden Gala Pietro Mennea e un nuovo assalto alla soglia 18 metri.

Lo Stadio Olimpico di Roma attende anche Justin Gatlin che in Qatar si è trasformato in un fulmine capace di bruciare i 100 metri in 9.74 (+0.9). Primato personale per il 33enne uomo-jet statunitense che migliora di 3 centesimi la sua quinta posizione nelle liste mondiali alltime. Poco prima lo stesso rettilineo aveva visto sfrecciare un’altra atleta “born in the USA”, Jasmin Stowers autrice di un inarrestabile 12.35 (+0.9) nei 100hs che la promuove al ruolo di settima ostacolista di sempre. Fa senz’altro notizia anche la sconfitta del titolatissimo Mo Farah nei 3000 metri, distanza sulla quale all’aperto non cedeva il passo dal 2010. Il britannico stasera deve arrendersi per 14 centesimi all’etiope, argento mondiale dei 5000, Hagos Gebrhiwet leader in volata in 7:38.08. Nei 200 metri scintilla l’oro olimpico Allyson Felix che sul mezzo giro di pista lascia il segno con un fenomenale 21.98 (+1.6).


Per l’Italia la campionessa europea Libania Grenot (Fiamme Gialle) chiude in ottava posizione in 52.50 (season best) i 400 metri vinti dalla statunitense Francena McCorory (50.21) davanti alla connazionale olimpionica Sanya Richards-Ross (50.79).

Ayanleh Souleiman è il campione del mondo indoor dei 1500, ma al collo ha pure il bronzo iridato degli 800 metri. E proprio sul doppio giro di pista detta legge stasera il 22enne gibutiano: la campana suona a 50.01, Souleiman prende il largo ai 600 (1:17.60) e chiude in un fantastico 1:43.78 (WL) a soli 15 centesimi dal personale. Staccati gli altri big Asbel Kiprop (1:45.11, quinto) e Mohammed Aman (1:47.38, nono), con il francese Bosse quarto in 1:44.95. Sorpresa nei 1500 femmili: l’attesa era tutta per l’ennesimo round tra Abeba Aregawi e la campionessa europea Sifan Hassan, ma a Doha non si consuma nessuna rivincita del post-Zurigo. La vittoria va, infatti, all’ancora 18enne etiope Dawit Seyaum, iridata junior in carica che in dirittura d’arrivo mette fine alla fuga della Hassan battuta 4:00.96 (WL) a 4:01.40. Soltanto ottava l’Aregawi (4:04.42). World Leading (9:21.51) anche per la keniana Virginia Nyambura che nei 3000 siepi lotta e arriva praticamente spalla a spalla con l’etiope Hiwot Ayalew (9:21.54). Nei 400hs fa il vuoto Bershawn Jackson che, però, impatta contro l’ultima barriera e resta appena sopra i 48 secondi (48.09 WL), ma a distanza decisamente “di sicurezza” dal portoricano Javier Culson (48.96).

In apertura di meeting, finisce ad un soffio dai 7 metri il duello all’ultimo salto tra le lunghiste Tianna Bartoletta 6,99 (+0.6/WL) e Shara Proctor che con 6,95 (+0.7) eguaglia al centimetro il suo record britannico. Nei lanci puntuale affermazione della croata Sandra Perkovic che domina il disco con 68,10 e dell’iridato tedesco David Storl che con 21,51 nel peso mette in fila il possente terzetto americano composto da Hoffa (21,30), Whiting (21,06) e Kovacs (20,86). Poderosa spallata del finlandese Tero Pitkamaki che spedisce il giavellotto a 88,62 (WL). L’asta senza Lavillenie, trova il suo vincitore nel greco Kostantinos Filippidis (5,75), mentre la lituana Airine Palsyte salta 1,94 nell’alto come la russa Gordeyeva, ma un errore in meno ne decreta il successo.

 

Ufficio Stampa FIDAL.
Federazione Italiana di Atletica Leggera

 

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