Cronaca — 13 marzo 2006

La città l’avevi sotto gli occhi e ti sembrava stringerla con le mani, sull’ascesa dei viali tufacei della Villa Floridiana, nel cuore del Vomero. Un camminamento stretto, da percorrere in fila indiana. Correre e non affacciarsi, guardare, ma non toccare. E lì, di fronte al Vesuvio, la melodia era naturale: ‘Napul’è na cartulina ‘
Come è bella, la città e come è strana. Il panorama è strabiliante, a trecentosessanta gradi.
Oggi ha lasciato nei podisti del giro a tappe ‘Le Colline di Napoli’ un buon ricordo. Mite e sorridente con i tanti sportivi-turisti. S’è lasciata accarezzare, seppure fredda e ventosa in volto. Ieri perfida ed irriconoscibile, avvolta in uno spaventoso nubifragio, che a dispetto ha lasciato la carovana degli atleti a bocca asciutta, dopo averli abbondantemente inzuppati di pioggia e vento.
A Napoli, per farsi il bagno, non è necessario andare a via Caracciolo. Basta salire sulla collina di Posillipo, facendo attenzione alle folate di libeccio. Qui trovi panorami e disagi, pozzanghere ed alberi divelti.
Lo scorso anno capitò nel week-end di San Valentino e per questo gli organizzatori hanno spostato a marzo l’evento sportivo. Ma il meteo ha atteso tutti al varco, concedendo il bis, dodici mesi dopo.
Gara bagnata, gara fortunata? Niente affatto. Già a Capodimonte un abbondante pioggia prima del via della tappa inaugurale ha reso un percorso ai limiti della praticabilità. Nel Bosco Reale, sterrato, fango e podisti-equilibristi.
Cosa resta di questa tre giorni di sport e turismo? Anzitutto la caparbietà di una scommessa, che un gruppo di amici porta avanti, da quando a qualcuno di essi balenò l’idea di organizzare questa gara a tappe, promuovendola per l’Italia. Non è facile condurre in porto, a Napoli, una manifestazione per tre giorni consecutivi, in tre quartieri collinari. Ma da fuori regione, ogni anno, c’è stata un’adeguata risposta di club podistici, venuti qui con entusiasmo.
Resta poi il ricordo dei tanti volontari-sentinelle, pronti ad ogni angolo di strade e viali alberati a vigilare in silenziosa attesa il passaggio dell’intera carovana. Chi corre è portato spesso a criticare, ma talvolta si corre anche e soprattutto con la testa. Ed è per questo che un pensiero va rivolto pure a chi ha curato con passione e pazienza i ristori del dopo gara. E poi gli sponsor, che hanno permesso le abbondanti premiazioni un po’ per tutti.
Un forte applauso va pure a chi consente tutto questo, la generosa schiera degli sportivi amanti della corsa. Pronti a rincorrersi, ma anche ad abbracciarsi e stringersi la mano. Tra questi ci piace ricordare il gruppo dei non vedenti e degli ipovedenti che poco prima del violento nubifragio posillipino si erano allertati per una corsa di amicizia e solidarietà con decine di amici-podisti.
Purtroppo anche qui c’è stato l’annullamento della prova.
Nella giornata conclusiva si sono visti i bambini correre al Collana, nell’angolo a loro dedicato. Li applaudivano tutti ed in prima fila c’erano gli angeli custodi della loro salute. C’erano quei pediatri, che di lì a poco sarebbero stati premiati  per un campionato dedicato proprio ai medici. E questa volta i piccoli hanno ricambiato il battimani.

Autore: Giovanni Mauriello

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