Cronaca — 08 aprile 2007

Il bel sole di primavera, con i 24 gradi conseguenti, ha condizionato lo svolgimento dell’undicesima edizione della Coppa Europa dei 10000 metri, andata in scena oggi pomeriggio al campo scuola di Ferrara. Le due gare in
programma non hanno fornito risultati eclatanti, malgrado fossero presenti – soprattutto in campo femminile – protagonisti di livello assoluto. Ad imporsi sono stati la turca Elvan Abeylegesse, con il tempo di 31:25.15, ed il tedesco Andre Pollmaecher, in 28:17.17, performances che danno la misura delle difficoltà incontrate in corsa dagli atleti. Il film della gara donne si apre con una mezza sorpresa. La Abeylegesse, contrariamente alle previsioni generali, sceglie di partire tranquilla, seguendo il treno della “lepre”, la tanzaniana Zakia Mrisho (9:20.18 ai 3000 metri). Con lei, le favorite della vigilia: la tedesca Mockenhaupt, la britannica Pavey, e l’ucraina Holovchenko (quest’ultima destinata a sganciarsi nei deu chilometri successivi). Dietro, tutte le altre, con Renate Rungger, unica tra le azzurre a scegliere il gruppo intermedio di corsa. A metà corsa, il passaggio è di in 15:39.93, con il solito quartetto – guidato dalla tanzaniana – a inanellare giro su giro; quando la Mrisho, intorno ai 6000 metri, lascia la compagnia, è Mockenhaupt a incaricarsi di tenere costante il ritmo, seguita come un’ombra dalla Abeylegesse, mentre la britannica Pavey comincia ad accusare un primo cedimento, perdendo una ventina di metri nel corso di due giri. Improvviso, in testa, l’atteso lampo: ai 7500 metri Elvan Abeylegesse innesta il turbo e lascia praticamente sul posto la Mockenhaupt. La gara è decisa, visto che la Abeylegesse (25:11.06 agli 800 metri) acquista vantaggio e la Mockenhaupt, stremata, imbocca la via degli spogliatoi. Vittoria per la turca con un “normale” (ovviamente per lei) 31:25.15, mentre dietro la Pavey finisce per subire la rimonta dell’ucraina Holovchenko, più prudente nella gestione della gara, e seconda in 31:59.98; terzo posto per la belga Nathalie De Vos (32:07.62), con la Pavey quarta in 32:21.19. Fatna Maraoui, sesta (33:05.79), è la migliore delle azzurre, che finiscono seconde nella classifica a squadre dietro la Spagna (uniche due nazioni a ottenere il punteggio utile).

Viste le premesse, la gara maschile, che segue quella donne nel programma, si svolge con gli atleti alla ricerca di ritmi sostenibili. L’avvio è del keniano Wilson Busienei (2:45, 5:33, 8:21), ma si capisce subito che non è aria. Dietro, non sembra ci sia molta voglia di scontrarsi con i 24 gradi di temperatura e il vento contrario e costante presente sul rettilineo d’arrivo. Mimmo Caliandro abbandona quasi subito la compagnia: dopo i tremila, comincia ad accumulare ritardo, palesando una certa sofferenza, e
ben prima di metà imbocca la via degli spogliatoi. Ai 6000 il compito di fare da pacemaker finisce sulle spalle di Weidlinger, che prova in tutten le maniere a scrollarsi di dosso il tedesco. Non c’è niente da fare, Pollmaecher resiste e attende gli ultimi 80 metri per piazzare il breve sprint vincente. Dietro, Meucci accende il bel pubblico ferrarese ingaggiando con il portoghese Silva un bel duello per il quinto posto, ma si vede che non proprio giornata: alla fine, quattro centesimi condannano l’azzurro. Una piccola rivalsa arriva dalla classifica a squadre, che vede l’Italia seconda, alle spalle della Spagna e davanti proprio ai portoghesi, per soli quattro secondi.

Considerazioni finali per il folto pubblico presente nell’impianto ferrarese, e per il Comitato Organizzatore che ha svolto al meglio il proprio compito: nessuna sbavatura, ed una cornice davvero di livello per la manifestazione. Con risultati tecnici un pizzico più interessanti, si sarebe raggiunta la perfezione.

Autore: Marco Sicari Capo Ufficio Stampa FIDAL

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