Cronaca — 24 aprile 2007

Domenica scorsa nella IX edizione della Maratona di Napoli s’è rinnovata la tradizione keniana. L’ottava affermazione d’un atleta originario di questo paese africano è stata centrata da Michael Kimani Nuroge (2h 17′ 59′). ‘La gara – ha commentato – è stata molto dura, ma con il sostegno dei partenopei è diventata più semplice’. Tanti i curiosi e gli appassionati presenti oltre le transenne in particolare in Piazza del Plebiscito, via Caracciolo e via Roma, che hanno sostenuto tutti i podisti che non sono stati aiutati dal clima. La mattinata è stata calda, ma soprattutto a condizionarli maggiormente è stato il tasso d’umidità intorno al 70 80%. Dopo una prima parte sui 3′ 10′ a chilometro di media, nella seconda il ritmo è calato ed i distacchi sono cresciuti tant’è che il migliore degli italiani, Filippo Crocco, 8°, ha accumulato 23′ abbondanti di ritardo dal vincitore, mentre la prima donna, Anna Maria Caso è giunta 3h 11′ 16′ dopo il via. ‘La prestazione cronometrica non è stata eccezionale, ma è quello che mi prefiggevo alla vigilia volendo fare un buon allenamento – afferma la podista della Cava Picentini Costa d’Amalfi – Questo è un appuntamento a cui non volevo mancare perché penso che i podisti campani devono sempre partecipare alle gare che si svolgono sul territorio della nostra regione. Così si può promuovere lo sport in Campania. Ricoprendo l’incarico d’assessore allo sport del Comune di Paiano ci tengo che quanto dico sia suffragato dalla pratica’. Dalle parole ai fatti anche il Governatore Antonio Bassolino che ha partecipato alla mezza maratona chiudendola in 1003° posizione (2h 9′ 41′). Ha assistito alle sue gesta anche l’assessore allo sport del Comune di Napoli. ‘E’ stato molto bravo – ha dichiarato il dottor Alfredo Ponticelli – La riuscita di quest’evento è un’ulteriore conferma della partecipazione della città a tutte le attività sportive ed alle grandi manifestazioni com’è questa che ha coinvolto atleti partenopei, ma non solo’. C’è stato un podista inglese che ha tagliato il traguardo della mezza maratona con la propria bandiera tra le mani. Più sobrio un collega austriaco entusiasta della manifestazione partenopea. ‘In passato – afferma Peter Tavcar – ho corso la maratona di Vienna. Ci tenevo ad esordire in questa che è molto bella e che mi ha dato inoltre l’opportunità di un conoscere un poco meglio la città‘. Poco prima dello start, invece, tutti sull’attenti per l’inno di Mameli intonato dalla Fanfara dei Bersaglieri di Caserta che ha poi suonato altri brani così come fatto anche dalla banda della Polizia Penitenziaria di Portici. Entrambe hanno allietato i presenti, mentre gli atleti erano impegnati lungo il tracciato. Alcuni sulla gara lunga altri su quella più breve. In quest’ultima sul gradino più alto del podio è salito per il secondo anno consecutivo Marco Calderone (Antoniana Runners) che ripercorre così la sua prova. ‘I keniani impegnati nella maratona tenevano un passo un po’ lento, così ho deciso di passarli portandomi poi su un’andatura che ritenevo più consona per questa gara’. Dopo questo sorpasso non s’è più voltato indietro. Situazione molto simile per Sonia Marongiu (in alto nella foto. Foto di A. Di Natale) che s’è imposta per la terza volta consecutiva. Per lei la sfida con le avversarie è durata circa 4 km. ‘A questo punto – racconta – ho deciso di proseguire con il mio passo chiudendo di fatto la corsa su un percorso molto migliore di quello dello scorso anno – commenta la portacolori dell’Erco Sport – C’è qualche salita, ma anche i molto belli passaggi sul lungomare Caracciolo. C’era, inoltre, tanta gente calorosa, ma disciplinata. Il tutto ha reso la prova più gradevole, divertente e bella. Complimenti agli organizzatori’. La Napoli Marathon ha fatto un ottimo lavoro, unica defaillance all’arrivo della stracittadina dove ad alcuni partecipanti non è stato indicato che dovevano percorrere un giro di piazza del Plebiscito prima di tagliare il traguardo.


Andrea Di Natale

Autore: Andrea Di Natale

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