Curiosita — 26 febbraio 2009

L’organizzazione di una gara podistica, come di qualsiasi altro evento, deve avere determinate caratteristiche per essere vincente.
Per ottenere un successo organizzativo bisogna rispettare delle regole ben precise e definite. Regole più o meno universali. 
Ma quando possiamo dire che un qualcosa è premiabile? come possiamo concretamente identificare un fattore critico di successo? quando possiamo dire di essere in possesso di una o più caratteristiche distintive, riconoscibili e premiabili nella folta arena competitiva?
In occasione della organizzazione di una gara l’organizzatore,  ricopre la figura del ‘fornitore’. Quindi gli atleti, che partecipano alla gara, ricoprono la figura del ‘cliente’.
Per poter rispondere correttamente, dobbiamo chiederci quale sia il livello di domanda. Cosa cioè si aspetta il nostro ‘cliente’ e quindi valutare che ci sia coerenza tra ciò che si offre e ciò che viene chiesto.
L’analisi della domanda ci porterà a valutare alcuni aspetti fondamentali: i bisogni espressi; i clienti di riferimento; i concorrenti di riferimento.
Capire i bisogni dei nostri ‘clienti’ è forse l’aspetto più semplice. Mediamente le esigenze dei podisti sono facilmente individuabili. In realtà si tratta di esigenze minime:


1.     zona partenza ampia;
2.     percorso libero da auto;
3.     percorso ben misurato;
4.     ristoro (con bottigliette):
5.     arrivo senza imbottigliamento;
6.     ristoro post gara adeguato alle condizioni climatiche;
7.     pacco gara gratificante (non necessariamente ricco);
8.     misurazione del tempo individuale con chip;


Alla partenza ed all’arrivo (se non coincidenti) è molto gradita la presenza di un numero sufficiente di bagni e di spogliatoi.
Gli spogliarelli a cielo aperti e le ‘innaffiature’ più o meno disinvolte in ogni dove sono pratiche che devono sparire. Per problemi igienici e di pubblica decenza.
Individuare inoltre la soglia di massima partecipazione è un altro elemento che determina la qualità della gara.
Infine in Campania pare sia MOLTO gradito uno Speaker Gragnanese (ma questa è un’altra storia)
Soddisfare queste richieste significa avere i requisiti minimi per poter organizzare una gara. Se non si riesce ad ottenere anche uno solo degli otto punti, la gara, a mio parere, non andrebbe disputata.
Per l’organizzazione di una gara non è possibile pensare di favorire qualche servizio a scapito di altri. Semplicemente è importante dare tutto ciò che i podisti chiedono e si aspettano.
E se possibile qualcosa in più, quel qualcosa in più che fa la vera differenza.
Riuscire a soddisfare le richieste dei clienti comporta un grande sforzo organizzativo ed economico.
Per quello organizzativo ci vogliono menti e braccia. Per quello economico è necessario avere degli Sponsor. Ritengo che oggi sia praticamente impossibile organizzare una gara con il solo incasso delle iscrizioni. Anzi l’aiuto degli Sponsor deve portare ad azzerare la quota di iscrizione.
L’osservazione del contesto concorrenziale ci consente di identificare quegli aspetti vincenti che risultano essere premianti per coloro che li adottano. Questi aspetti premianti si definiscono ‘fattori critici di successo’ e si ricavano empiricamente. Dalla osservazione cioè, del contesto concorrenziale.
Questi fattori devono rispondere a semplice richieste (la domanda): bisogni comunemente espressi; funzioni d’uso servite dal prodotto; gruppo di clienti di riferimento.
Le risposte alle richieste (offerta) sono: soddisfazione di esigenze di base; livello di innovazione; servizi allargati.
I fattori critici di successo sono individuabili attraverso una sintesi che parte dal profilo delle gare di successo, per rilevare solo quello che appare come il loro elemento vincente.
Le strategie competitive determinano cambiamenti delle regole del gioco e in tal senso condizionano e modificano i fattori di successo.
L’Organizzatore di una gara dovrebbe analizzare attentamente il profilo organizzativo delle altre gare per rilevare, copiare e migliorare quegli elementi che ne hanno decretato il successo. In tal modo il livello organizzativo tende a migliorare gara dopo gara con evidente beneficio sia per il ‘fornitore’ che per il ‘cliente’.
L’organizzatore deve essere in grado di creare, nella mente dei clienti, la percezione di aver massimizzato il divario tra il valore del bene per cui pagano il prezzo ed il valore effettivo che è contenuto nel bene stesso.
Solo in tal modo il livello medio delle gare tenderà a migliorare.
Se analizziamo le migliori gare della Campania, appare evidente che, mediamente il prodotto offerto appare ai più alti livelli. Ma
Cosa impedisce ad alcune organizzazioni di realizzare il prodotto (la Gara) perfetta?
Spesso il pervicace masochismo di qualcuno, i soliti. Quelli che: ‘abbiamo fatto sempre così, perché cambiare’; ‘Questa è la gara se vi conviene è bene ‘; ‘Squadra che vince ‘
ed altre amenità del genere.
La mancanza di strategie SCRITTE, la mancanza di un coordinamento VERO, la mancata individuazione dei settori strategici della organizzazione della gara e il mancato affidamento degli stessi a dei coordinatori affidabili. Queste le principali lacune.


Le soluzioni?:
Distribuire il ‘potere’. Delegare a persone capaci e volenterose il coordinamento dei vari settori dell’organizzazione. Essere capaci di coordinare in maniere adeguata le persone delegate.
In poche parole ‘ da un uomo solo al comando al gruppo dirigente’.

Autore: Rosario Romano

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