Curiosita slide — 23 maggio 2013

ArrivoNegli ultimi tempi qualche organizzatore ha stilato la classifica (e attribuito i premi) in ragione della classifica venuta fuori in base al tempo reale (cioè quello dato non dal lasso di tempo che intercorre dallo sparo al passaggio dell’atleta al traguardo, ma da quando l’atleta passa sotto l’arco della partenza e poi sotto quello d’arrivo). Una scelta che qualcuno vorrebbe magari emulare, ma che ritengo assolutamente sbagliata dal punto di vista del senso della gara, in quanto gara (per non parlare poi delle problematiche d’attesa post gara, dovuta alla necessità di attendere il risultato e la successiva consegna dei premi). Capisco che l’intenzione degli organizzatori sia stata e potrebbe essere motivata dalla voglia di fare bene, ma non è così che si rende giustizia alla competizione.

Avete mai visto una finale olimpica basarsi sul tempo reale? Se così fosse si arriverebbe all’assurdo che il vincitore della medaglia d’oro sui 100 potrebbe non essere chi ha tagliato per primo l’ideale filo di lana, ma potrebbe essere quello che lo ha tagliato per secondo, sottraendo i tempi di reazione allo sparo. Sarebbe un’abiurare ogni principio dell’agonismo. Un togliere il piacere della gara, quella pura, quella vera…e allo spettacolo ad essa legato. Direte…”ma noi non corriamo in una finale olimpica!” Vero, ma sempre di agonismo si tratta e, alla fine, ci vuole il confronto spalla a spalla, la consapevolezza della presenza dell’avversario da battere, il guardarsi in faccia, altrimenti si favoriscono giochi sporchi e senza giustizia sportiva. Il furbo di turno potrebbe passare sul tappeto di partenza volutamente, ad esempio, 5” dopo l’avversario da puntare. Stare lì, da dietro, a controllare tutta la gara e avvicinarsi (ma non superarlo, per non farsi vedere) negli ultimi metri…puntando ad arrivare entro 5” dal “nemico” di giornata, e batterlo a sua insaputa. A Telese, qualche anno fa, in occasione degli italiani Master, ci furono degli atleti che presero il via 2 minuti dopo lo sparo. Motivazione data? “Tanto c’è il tempo reale, ed evitiamo così la ressa all’avvio e possiamo partire più velocemente” Speravano nel tempo reale, ma non fu così purtroppo per loro, e mai dovrà essere così.

La gara è confronto, guardarsi negli occhi, una sfida, a qualsiasi livello. Amatori, Master, Assoluti…tutti sono degli agonisti. Ho visto sulle 10 km fare lo sprint tra atleti arrivati dopo l’1h di corsa. Così è, questo è sport. L’agonismo è dentro di noi: il tempo reale serve per una valutazione soggettiva della propria gara in termini crono, ma solo per quello. Applicarlo alle classifiche significherebbe invece rendere molto meno tale la competizione, togliendo il quid che fa la differenza: il confronto a viso aperto, per il piacere dell’agonismo, lo sprint tra avversari, senza calcoli o comportamenti subdoli.

Ben vengano i box di partenza, suddividendo gli atleti in ragione dei tempi di accredito (questo garantisce anche la sicurezza all’avvio). No assoluto alle classifiche basate sui tempi reali: ucciderebbero quasi sempre il vero senso dello spettacolo e dell’agonismo. Nella vita privata (e anche nelle nostre gare) ci sono fin troppi furbi in giro, evitiamo di favorire il loro squallido impegno almeno nell’inserimento in classifica (e nel prendersi il premio in ragione di essa)

Marco Cascone

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