slide TuttoCampania — 11 ottobre 2014

ciroMettiamo da parte, per un attimo, le solite distanze ed affacciamoci un po’ nel mondo delle ultramaratone; non si direbbe, ma, ce ne sono tantissime in giro per il mondo, di vari chilometraggi, varie difficoltà e quindi vario modo di essere affrontate. Lo sport ha di bello che ti permette di conoscere molti personaggi ed io ne conosco uno molto particolare: … un piccoletto che a vederlo non si direbbe capace di tanta tenacia, forza e amore per la corsa e per la vita. Nativo di Torre del Greco, ma di Portici al 100%, Ciro Di Palma ha quattro passioni: la corsa,il Brasile, Ely Canalis….

Andiamo per gradi; ha iniziato a correre col fratello canottiere, allo scopo di aiutarlo a mantenere peso per la preparazione delle olimpiadi di Atlanta, appassionatosi a questa disciplina iniziano le gare, la prima è stata la Tappina- Altilia del 2003; durante una di queste incontra lo scrittore Andrea Accorsi che gli disse : “Tu hai un fisico da ultra, vedrai che alla tua prima 100km farai 8:00/8:15 “,  sbagliò di poco, la concluse in 8:07  e da li è iniziato tutto. Non è semplice allenarsi per le lunghe distanze, ma con la sua passione supera tutte le difficoltà.

Ha preso parte a tutte le più importanti ultra che ci sono in giro per il mondo, (Spartathol- 246 km; Nove Colli Running-202 km; Ultrabalaton-212 km; Brazil-217 km; Badwater Ultramarathon -217 km; 100 miglia di Berlino-161 km; 24 ore di Torino 217 km , tanto per citarne qualcuna, senza però abbandonare le altre distanze ) con ottime prestazioni tanto da essere  notato e  contattato da diverse aziende  del settore, grazie alle quali copre ampiamente le spese del suo pellegrinare sportivo. Nonostante i continui successi la passione ancora e non da indizi di cedimento: continua infatti con costanza ad amare questo sport, ed i sacrifici che comporta.

Il Brasile. Arrivato lì, nel 1988, per questioni di lavoro, la fantasia ed il calore della città e dei suoi abitanti subito hanno conquistato il suo cuore e appena può vola verso questo paese che, ormai, considera la sua seconda patria. In questi venticinque anni afferma di aver capito l’essenza del carioca e il perché Rio sia la Cidade maravilhosa.

Innamorato da anni senza speranza della Ely, ha dovuto farsene una ragione ( almeno speriamo )e per dimenticare corre, corre,corre.

È molto attivo non solo nello sport ma anche socialmente, infatti è testimonial de LA VIA DELLA FELICITA’:

un libricino con 21 precetti che indicano una strada, quella del vivere felici, un’associazione assolutamente laica e apartitica.

Più di una volta, nel corso degli allenamenti, gli hanno detto che non è normale, che con la testa non ci sta, ecc ecc… che avessero ragione? Certo se per abituarsi alle alte temperature si corre imbacuccati come un eschimese, se  in gara si scambiano alberi per mostri piegati in 2 con le braccia tese a prenderti oppure vedere un cane a trecento metri e, avvicinandosi lentamente, capire che è un masso o, addirittura scambiare atleti in salita con le luci frontali per puffi che vanno a lavoro.. beh si, credo proprio che quelle persone avessero ragione, non sei normale.

 

Ragazzo sempre allegro e sorridente verso ciò che gli offre la vita, ora è in attesa delle convocazione della nazionale per il Campionato mondiale della 24 ore che si terrà a Torino il prossimo aprile, e noi tifiamo per lui.

 

Vi starete chiedendo “ ma non erano 4 le sue passioni ? ”: infatti, ma la quarta, più che una passione io lo definirei un difetto tifa per l’ Inter.

Viviana CelanoViviana Celano

 

 

 

 

 

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