Medicina — 10 giugno 2005

SIAMO un popolo di sportivi? Pare proprio di sì se il 41 per cento degli italiani fra gli 11 e i 49 anni (30,3 milioni nel 2004), per un totale di 12,4 milioni di persone, dichiara di svolgere un’attività fisica. E certamente i dati sarebbero ancora più significativi se la ricerca condotta sulla pratica sportiva in Italia dal Future Concept Lab per conto del Garotade Sports Science Institute (GSSI) avesse coinvolto anche gli over 50, una fascia di cittadini che appare sotto questo profilo molto attiva; basta vedere gli affari d’oro che da tempo stanno facendo con loro le palestre. Anche se appare strano, per non dire inspiegabile, che si siano esclusi gli appartenenti a questa fascia di età che in una società come la nostra stanno progressivamente diventando la maggioranza, i risultati della ricerca sono comunque interessanti per fotografare le abitudini sportive degli italiani. Se non vi sono particolari sorprese nella classifica degli sport più praticati – al primo posto calcio e calcetto, poi attività in palestra, nuoto, jogging, corsa – un dato di una certa curiosità è la stagionalità della pratica sportiva. L’estate chi fa sport diminuisce drasticamente del 31,5 per cento rispetto all’inverno. E il calo (ben il 40 per cento in meno) coinvolge soprattutto i giovani fra gli 11 e i 24 anni, mentre è molto più contenuto fra gli adulti: quelli che si impigriscono sono circa il 20 per cento. Ma c’è uno sport che durante l’estate ha un incremento forte: il jogging registra un aumento di ben il 22 per cento. E si praticano di più con il caldo anche il ciclismo, la pallacanestro, l’atletica leggera e l’equitazione. Mentre per i più giovani la diminuzione della pratica sportiva in estate ha una sua motivazione, per così dire, fisiologica – in genere fanno sport a livello agonistico e sono quindi finiti i vari tornei e campionati – per i più adulti pare esserci una sorta di turnover. Vi è uno zoccolo duro di praticanti che non viene affatto influenzato da fattori stagionali, vi è una parte che invece si prende una vacanza ma la pigrizia di questi ultimi viene parzialmente compensata dagli sportivi dell’estate, da tutti coloro i quali, appesi al chiodo gli impegni di lavoro, hanno voglia di “mettere in moto” il loro fisico. Gli sportivi dell’estate sono il 6 per cento, circa 800 mila persone, e sono quelli più a rischio incidenti se non rammentano tutta una serie di precauzioni, come osserva Nicola Sponsiello, medico dello sport, ricercatore dell’Università di Padova e rappresentante del GSSI in Italia (www.ggsiweb-it.org). Sono cinque le raccomandazioni che dà: 1) Graduare sempre l’intensità dell’esercizio fisico. 2) Se si fa sport in compagnia attenzione a non farsi plagiare dai ritmi magari troppo sostenuti degli altri. 3) Curare l’alimentazione e l’idratazione: specie se si fa sport la mattina presto o la sera si deve prestare attenzione allo stato di nutrizione e di digestione. 4) L’attezzatura non è marginale: abbigliamento e calzature adeguati, non coprirsi troppo, bisogna avere un po’ di freddo all’inizio della pratica sportiva. 5) Non avere mai timore di chiedere consigli a chi già fa da tempo l’esercizio fisico che si vuole svolgere.
A questo proposito. Nicola Sponsiello segnala una novità che interesserà agli studenti e che potrà rivelarsi molto utile al popolo degli sportivi italiani: «Con il prossimo anno accademico verrà inaugurato all’Università di Camerino un nuovo corso di laurea in Scienza del Fitness. Servirà a formare tecnici preparati sia nella metodologia dell’allenamento che nella nutrizione che negli aspetti psicologici. Saranno queste le persone che diventeranno il riferimento per coloro che dal nulla si vogliono avvicinare allo sport. Insomma, come sempre, è la cultura a far la differenza per non compiere errori o farsi male.».

Luciano Simonelli


 

Autore: lastampa.it

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