Alimentazione slide — 28 gennaio 2015

ciboGli scienziati hanno dimostrato che lo zucchero (al pari dei dolcificanti) crea dipendenza in chi lo assuma. La ricerca evidenzia interessanti considerazioni sulla correlazione tra cibo spazzatura e dipendenza, oltre che tra zucchero, dolcificanti e dipendenza.

Alimenti come zucchero raffinato, grassi e sale portano quindi con sé la drammatica capacità d’indurre consumi sempre maggiori a causa dello stimolo che sono in grado di esercitare sui centri di gratificazione del nostro cervello, ed in particolare su amigdala, locus ceruleus e nucleo accumbens.Tali centri sono gli stessi che vengono sollecitati da ogni tipo di droga: a partire da alcool, nicotina, fino ad eroina e cocaina. Sarebbe utile rendersi conto del fatto che gli alimenti che ci vengono quotidianamente proposti dall’industria alimentare non sono innocui come potrebbe sembrare. Dietro ogni prodotto confezionato vi sono studi e ricerche volti ad indurre nel consumatore una gratificazione molto elevata attraverso la sovrapposizione di sapori e consistenze diverse (fate l’amore con il sapore…) o attraverso il legame tra consumo ed emozione (birra,coca… donne). La chiave utilizzata per attirare il cliente, ma soprattutto per indurlo a consumare ulteriormente il prodotto, è quella delle sostanze per le quali il nostro cervello è evolutivamente condizionato. In epoche primitive la ricerca spasmodica di calorie, di dolcificazione e di sale ha modificato il nostro encefalo, procurandogli una forte gratificazione quando incontra zuccheri, grassi e sale in un mondo che ne era quasi privo. Poiché un cibo diventa molto più attraente quando contiene tali ingredienti, l’industria si è lanciata a creare prodotti la cui logica alimentare è spesso solo quella di creare strati sovrapposti di zuccheri, grassi e sale, che vanno dalle patatine fritte, ai biscotti al cioccolato, dalle merendine fino ai gelati con la granella.

OGNI TENDENZA-GUSTO VIENE ACCONTENTATA!

C’è il prodotto vestito di ”naturale” (biscotto al farro: contiene gli stessi ingredienti del biscotto normale, più la farina di farro raffinata), ma anche il prodotto “superbig” per accontentare chi di bocca “grande” cerca solo la quantità. Chi vende al cinema un bicchiere di acqua colorata e zuccherata (costo di produzione 2-3 centesimi) al prezzo di 2 euro ha tutta la convenienza a venderne una quantità doppia a 3 euro. Il consumatore è così buggerato due volte: paga il nulla (qualità pessima) una volta e mezzo, pensando di fare un gran risparmio, mette su grasso o attiva situazioni ansiogene senza accorgersene. Il 3 per 2, il sottocosto, ecc. sono nell’interesse di chi vende (cibo di pessima qualità) e non nell’interesse di chi acquista “spazzatura” che poi mangerà.                                                                                                                        Quando si suggerisce alle persone di evitare lo zucchero e dolcificanti ci si sente, talvolta, aggredire in modo analogo a quando si cerca d’indurre un tossicodipendente a smettere di drogarsi. E d’altra parte i centri cerebrali coinvolti sono gli stessi. Ma se il caffè da solo fa così schifo (alcuni dicono), perché viene bevuto? La verità è che la pausa ha il significato di una pausa-zucchero e non di una pausa-caffè come viene eufemisticamente chiamata. Per mangiare bene e ristabilire l’istinto alimentare: cibi integrali con tanta frutta e verdura, regime di normocaloricità, con le cotture più semplici e il minor numero possibile di conservanti, con l’esclusione (quasi) totale del sale, dello zucchero aggiunto e della dolcificazione. Queste indicazioni aiutano rapidamente a decondizionare il nostro cervello dalla dipendenza di tali alimenti.

NOI SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO!… E CIO’ INFLUENZA IL NOSTRO CORPO E LA NOSTRA MENTE.

Dottor Giovanni Acampora
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673
https://greendoctoracampora.wordpress.com/

 

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