slide TuttoCampania — 14 agosto 2015

capaccio laura mugnoNon avevo dubbi sul successo della prima edizione della “Scalata della Congiura”, e ancor meno dubbi avevo sull’accoglienza che avremmo ricevuto a Capaccio (Sa), ad opera della famiglia Franco, Vito e Gerardo in primis. Nessun dubbio, ed infatti la prima edizione della 6 km del comune Cilentano ha saputo confermare le attese, sia organizzative sia in merito alla splendida ospitalità, che mi e ci attendevamo. Vito e Gerardo (con al loro fianco Ernesto e tutta la famiglia, operativa più che mai) sanno lasciare sempre il segno: lo hanno fatto nelle edizioni di tappa della transmarathon degli scorsi anni, lo hanno fatto quest’anno alla loro “prima volta” quali organizzatori originali, nella rivisitazione storica di un evento del 1246, appunto la congiura contro Federico 2^ di Svevia. Una rivisitazione agonistica, poi seguita da una magica serata fatta di mini eventi (culinari, musicali, e non solo…) distribuiti in tutto il centro storico, ed anche in questo caso la famiglia Franco è stata impegnata in prima persona, anzi…in prima famiglia!

Gara

Un piccolo ritardo alla partenza (dovuto ad una singola presenza di navetta), cosa che però non solo ha aiutato (visto il caldo) a ritardare piacevolmente di mezz’ora il via, ma ha reso lo spostamento della carovana atleti tutto più simpatico, con il coinvolgimento persino di un camioncino, resosi disponibile al momento.

Percorso di 6 km esatti, con primi 800 metri tutti in discesa (partenza dal Santuario del Granato), per poi salire senza soluzione di continuità fino al 5^ km (salita non dura), ed entrare nel centro storico, con un po’ di tratto sterrato e stradine interne con continui cambi di direzione, e tratti tosti…che poi chiudevano con il rettilineo finale.

Partenza violenta da parte di qualcuno (passaggio sotto i 3’00” a km), per poi, dal 2^ km in poi, il discorso a tre con Gilio Iannone, Giorgio Mario Nigro e Kamel Hallag a farla da “padroni”, così come segnalava il pronostico. Insieme fino al 4^ km, per poi l’iniziativa di Gilio, per una selezione neanche tanto violenta, giusto per delineare le posizioni e definire il podio. Gilio sa correre (del resto è stato atleta di valore assoluto sui 1500 ed è rispettoso sempre degli avversari, e tecnicamente capace di leggere ogni tipo di gara, senza fare “stupidate tecniche” come spesso mi capita di vedere), e Gilio lo ha confermato vincendo con 6” di vantaggio sull’atleta di casa, Giorgio Mario Nigro. Giorgio ha confermato di saperci fare, tenendo a bada a sua volta Kamel Hallag, mai facile da controllare. Definiti i posti da podio, ai piedi dello stesso Mario Cirillo e Belay Jacomelli (giovanissimo questo ragazzo).

In campo femminile, già vedendola prima del via ho immaginato l’ottimo stato di forma di Anna Laura Mugno. Anna Laura (da sempre in estate corre con noi nel cilento) appariva tiratissima dal punto di vista fisico, sintomo di una fase intensa di preparazione, cosa che, unita al fatto del suo essere specialista di corsa in montagna, lasciava poco spazio ad un pronostico diverso da quello che la proiettava vincente al traguardo. Ed infatti…la ragazza del Team Lammari ha corso solitaria, dal primo metro all’arrivo, giungendo al traguardo con circa 1’30” di vantaggio su Faustina Bianco, la leader del circuito del Cilento. Ottima gara per Patrizia Picardi, del Team Budokan Portici. Patrizia, dopo la buona prova di Castellabate della scorsa settimana, ha confermato di avere un ottimo feeling con le gare in salita, tanto da chiudere in 28’32”, cosa che le ha permesso di occupare il terzo gradino del podio. Alle spalle di Patrizia, l’arrivo di Marina Romanelli (Running Club Atl. Camerota). Marina ha corso in gestione assoluta, con una prima parte molto soft e una seconda in buona spinta, cosa che le ha permesso di recuperare molte posizioni e giungere 4^. Quinta all’arrivo Rosmary Antico (Atletica Agropoli).

Classifica a squadre andata al team Pol. Atl. Camaldolese.

L’organizzazione pura, di un evento originale di corsa su strada è tornata a Capaccio dopo quasi 30 anni. Bello avere in zona arrivo e alla premiazione chi allora ne fu l’artefice (Prof. Domenico Tambasco), bella la sua emozione nella rievocazione di quei momenti. Per fortuna che abbiamo persone così nel nostro mondo.

E per fortuna che abbiamo famiglie come quella dei Franco (Gerardo e Vito in testa) ad operare per far vivere queste emozioni: con passione, capacità, simpatia e meraviglioso senso dell’ospitalità.

Appuntamento al 2016. L’attesa già è grande

Marco Cascone.Marco Cascone

 

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