Curiosita — 02 gennaio 2010

Dal 1 gennaio 2010 è cominciato un nuovo capitolo della mia vita podistica. Dopo gli esordi amatoriali e i 15 anni di avvività da Senior, cedo all’età e agli acciacchi, e nell’anno in cui compirò 42 anni decido di gareggiare da Master. Si chiude un bel capitolo, con tante gioie e delusioni, vittorie e sconfitte, sogni realizzati e sogni che, ahimè, ormai tendono all’utopia. Il tutto caratterizzato da un estremo rispetto per le regole perché tale rispetto equivale al rispetto degli avversari; rivali e non nemici, ragazzi che come me soffrivano e gioivano nel cercare di trasformare le loro fatiche in risultati.
15 anni di bei ricordi, e tra tutti, in mezzo alle soddisfazioni delle maratone c’è posto anche per Taormina e il “Tuffo a Mare e Corsa”, puntuale ogni 1 gennaio. Manifestazione poco agonistica ma ricca di sfide personali e caratterizzata più che mai dalla lotta contro se stessi e contro il cronometro, il tutto permeato dal piacere di ritrovarsi, scambiarsi gli auguri ancora assonnati per una notte troppo corta, e cominciare correndo un nuovo anno.
15 anni in cui a Taormina c’era stato spazio per 12 vittorie condivise con il mio gemello Marco (13 se si risale ancora un anno più indietro).
Quale modo migliore, quindi, per questo nuovo esordio se non correre a Taormina, proprio il 1 gennaio, nella mitica “Tuffo a Mare e Corsa”, la gara che fa parte della mia storia e della cui storia faccio parte?
E invece no. Il nuovo regolamento Fidal mi impedisce di gareggiare in Sicilia, nella terra dove son nato e cresciuto e dovo trascorro da sempre le vacanze estive e natalizie. Ho la colpa di vivere e di essere tesserato a Torino e di ‘pretendere’ di gareggiare in una gara regionale siciliana. E sì, perché dal 1 gennaio 2010 alle gare regionali non potranno più partecipare atleti ed amatori di fuori regione. “Per far crescere l’atletica” sono state le parole testuali di un dirigente Fidal piemontese alla mia richiesta di spiegazioni sulla nuova e assurda regola. “Così gli organizzatori faranno crescere il livello delle loro gare, passando da gare regionali a gare nazionali”. E pagando fior di euro in più, aggiungo io, dal momento che la tassa nazionale è esattamente il doppio di quella regionale. E perché mai gli organizzatori di Taormina che gestiscono il loro piccolo evento con un centinaio di appassionati, senza elargire premi in denaro ma soltanto coppe simboliche dovrebbero pagare tanto di più? Forse che pagando la tassa Fidal aumenterebbero i ‘matti’ che hanno voglia di sfidare la sbornia di S. Silvestro e in massa sbarcherebbero in Sicilia da fuori regione per correre il 1 gennaio a Taormina? Ne dubito. Dei 20 migliori risultati cronometrici dal 1992 ad oggi in questa gara, sebbene 19 siano stati realizzati da Siciliani ben 18 sono stati realizzati da atleti NON tesserati in Sicilia (fonte M. Granata). In altre parole, il nuovo regolamento declasserà non poco questa manifestazione.
Ma anche (alcuni) degli organizzatori hanno avuto le loro responsabilità nel rovinare quella che fino ad ora era stata una festa. Certo il nuovo regolamente non dipende da loro. Ma dopo rassicurazioni sulla possibilità di potere gareggiare e dopo avere accettato l’iscrizione via fax, quale sarebbe stata la loro soluzione? Proporre subdolamente un modulo da firmare – e in tanti lo hanno firmato – di tesseramento giornaliero come se gli extra-regione non fossero già tesserati, facendo dichiarare il falso per prenderci in giro a vicenda. Coscienza pulita per loro e squalifica post-gara per gli ingenui firmatari. Non sono questi i modi per affrontare i problemi!
Cosa aspettarsi il prossimo anno se il regolamento dovesse rimanere uguale? La garà diventerà nazionale, o forse più probabilmente si organizzerà una gara UISP, CSI o sotto chissà quale altro ente di promozione sportiva? Chissà, e chissà se avrò ancora voglia di svegliarmi presto e di tornare a Taormina. Mi sembra che il 1 gennaio 2010 si sia chiuso non solo un capitolo della mia storia, ma anche un capitolo della “Tuffo a Mare e Corsa”.
Buon 2010 FIDAL, che il nuovo anno porti ad iniziative che facciano crescere veramente l’atletica.

Autore: Salvatore Calderone

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