Curiosita — 14 ottobre 2012

Carpi – Promessa mantenuta, titolo italiano doveva essere e titolo italiano è stato. Migidio Bourifa alla Maratona d’Italia a Carpi (Mo) si è laureato per la quarta volta in carriera Campione d’Italia assoluto Fidal dopo i titoli vinti a Roma nel 2007 a Treviso nel marzo 2009 ed infine alla Venicemarathon nell’ottobre 2010.
Un obiettivo che il 43enne bergamasco, esempio quasi unico al mondo di longevità atletica, si era imposto già dallo scorso maggio appena dopo la Maratona d’Europa dove giunse al secondo posto. Anche oggi ha occupato il secondo gradino del podio in una gara vinta dall’etiope Sisay Lemma Kasaye in 2h11’58”. Bourifa ha concluso i 42,195km in 2h20’45”, con 8’47” di ritardo, ma poco importa il tempo finale, oggi l’obiettivo era la maglia tricolore e così è stato.
“E’ stata una gara difficile, si pensava ad un ritmo leggermente più lento ma già al decimo chilometro ci sono stati i primi strappi degli atleti africani che hanno voluto allungare e ‘giocare’ su un ritmo per me troppo elevato – ha commentato ancora sul traguardo un Migidio ancora avvolto nella bandiera tricolore – Mi conosco troppo bene, ho troppa esperienza sulla 42km e ho preferito proseguire sul mio ritmo anche se in pratica ho fatto tutta la gara da solo. Chi corre le maratone sa cosa vuol dire, sa che non è facile mantenere un ritmo costante ‘in solitaria’.”
Un ‘ragazzo’ di 43 anni con una voglia immensa di soffrire in allenamento, sempre alla ricerca della miglior prestazione possibile, professionista sempre e comunque nonostante da ormai un paio d’anni Migidio sia anche parecchio occupato per lavoro. Una famiglia alle spalle che lo sostiene in tutto, la moglie Silvia e la piccola Martina di quasi due anni sono le sue prime tifose. Nonostante i tanti impegni professionali è sempre al vertice del movimento italiano e di mollare, di lasciare le scarpe attaccate al quel fatidico chiodo non ci pensa neppure: “Sono felice, tenevo a questo titolo, per me essere Campione d’Italia ha un forte valore. E’ il mio quarto titolo, chissà se un giorno, magari l’anno prossimo, verrà il quinto. Forse si, forse no, di sicuro non voglio e non posso ora rinunciare a correre e gareggiare”.
Secondo e terzo, nella classifica relativa agli italiani si sono classificati Massimiliano Brigo (2h24’09”) e Massimo Mei (2h25’15”), mentre il titolo italiano femminile è stato vinto da Ivana Iozzia in 2h35’08” non lontano dal primato personale e in undicesima posizione assoluta nella gara carpigiana.

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Peluso

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