Cronaca — 20 aprile 2009

E’ arrivata la 6 Ore dei Templari e a vincerla sono stati implacabili guerrieri: primo classificato nella categoria maschile è stato Domenico Battista (ASD Barimaratona) con 74 Km 450m, seguito da Andrea Accorsi (Atletica Calderara, 71 Km 895m) e Lucio Bazzana (Ass. Pro Sanpietro San Remo, 70Km 927m). Non sono mancate le guerriere, su tutte Monica Barchetti (Atletica Calderara, 64 Km 211m), che ha fatto da apripista alla seconda e terza classificata, rispettivamente Vita Passalacqua (Atletica Marathon Sant’Eramo, 63Km 841m) e Giovanna Zappitelli (Genzano on the Road, 62Km 581m). La sfida non era delle più semplici: a contendersi con allegria il podio sono stati in 149 atleti, provenienti da quasi tutte le regioni italiane. Ma andiamo con ordine, e torniamo un po’ indietro nel tempo I primi ospiti sono arrivati a Banzi venerdì sera, chi godendosi il panorama ed imboccando stradine sconosciute, chi giungendo in Basilicata carico di curiosità, aspettative e Fame! Si tratta di personaggi, di Persone, di campioni, proprio come quelli che sabato hanno affrontato la loro prima ultramaratona, debuttando sotto gli occhi incuriositi della piccola comunità bantina, dei vecchietti seduti davanti al bar, dei bambini e dei disabili magistralmente intrattenuti dalle maschere e dai giochi di Marco Frangione, fratello di ‘quel’ Vito alla cui memoria è stata dedicata l’iniziativa. Boris Bakmaz ha trovato un nido di colombi sul davanzale della sua stanza, in un piccolo B&B dell’entroterra lucano, il suo è un volto sereno che racconta una storia: ogni, affascinante ruga del suo viso è una strada che ha percorso. Lucio Bazzana ha gli occhi di chi si diverte un mondo. ‘E’ la Vita ad essere divertente’, dice più o meno così, ed è un piacere conversare con la sua compagna sotto le fiaccole accese, davanti alla semplicità di una bruschetta al pomodoro e di un bicchiere di vino. Quella di sabato è stata innanzitutto una grande giornata: paesini prima sconosciuti sono diventati oggetto di discussione; la città di Banzi ha accolto i suoi numerosi ospiti piantando fiori nelle aiuole, imbiancando muri, pulendo i pavimenti, tenendo i suoi locali aperti fino a tarda notte. E’ stato un esempio di civiltà e di accoglienza che forse i 149 atleti presenti non dimenticheranno, così come questo angolo della Lucania difficilmente dimenticherà l’esperienza di avere tante facce nuove, ognuna con la propria storia ed i propri ‘chilometri di vita’ nella sua piazza principale. La gara è stata accompagnata da tanta musica, da quella capace di dare carica (e come poteva mancare la giurassica ‘Eyes of Tiger’??), a quella di contorno ai numerosi gruppi folkloristici provenienti dai comuni vicini e non è stato strano scorgere qualche cavaliere templare che teneva il tempo. Allo scoccare della quarta ora è arrivata l’amica pioggia che però non ha fiaccato gli animi né degli atleti né del pubblico, sempre partecipe e collaborativo, nel tifo e nella curiosità. Tutto questo è stato possibile grazie al sogno e alla costanza di pochi, che poi sono diventati sempre meno pochi, fino alla mobilitazione generale e gioiosa dell’intera comunità bantina, delle Associazioni di volontariato, delle numerose cooperative, delle aziende locali presenti con i loro stand, dell’Amministrazione Comunale di Banzi, davvero ‘illuminata’ e di tanti altri. Sembrerebbe finita qui: fuochi d’artificio, saluti e premiazioni di rito, le fiaccole che si spengono, gli abbracci di chi si ritroverà su un altro percorso e di chi spera di ritrovarsi qui, in Basilicata, e invece E invece, la mattina di domenica, alcuni guerrieri hanno accusato qualche ‘problemino’, combattendo la loro battaglia definitiva a colpi di Imodium. Agli organizzatori non resta che scusarsi con un sorriso per questo debutto con finale a sorpresa: la 6 Ore dei Templari è stata anche questo, e non resta che ringraziare tutti quelli che hanno contribuito, con le braccia e con le gambe, a costruire due giorni indimenticabili.

Autore: Gabriele Mazzoccoli

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