Atletica News slide — 17 febbraio 2013

3 RECORD ITALIANI
Giornata straordinaria, la seconda dei Campionati Italiani Assoluti Indoor di Ancona. Tra pista e pedane del Banca Marche Palas, oggi vengono, infatti, riscritti nel giro di un’ora e mezza ben tre primati nazionali assoluti. Il primo, in ordine di tempo, è quello di Silvano Chesani (Fiamme Oro) con 2,33 nell’alto, seguito poco dopo dalla junior Roberta Bruni (Studentesca CaRiRi) salita a 4,60 nell’asta. La tribuna trattiene quindi l’entusiasmo giusto il tempo di concedere il dovuto silenzio alle finali dello sprint. E qui arriva una nuova esplosione: Michael Tumi (Fiamme Oro) è un missile sui 60 metri: 6.51 e ancora record. A completare la giornata da guinness ci sono anche due atlete delle categorie giovanili. Il primo è della triplista Ottavia Cestonaro (Atl. Vicentina), argento assoluto e due volte primato italiano junior (13,43 e poi 13,47) alle spalle di Simona La Mantia (Fiamme Gialle), oro con 14,06. Proprio alla finanziera siciliana, campionessa europea indoor in carica, apparteneva il vecchio limite di 13,42 (Ancona, 4 febbraio 2001). La seconda è l’ex cadetta Nicole Reina (CUS Pro Patria Milano), che a 16 anni chiude i 3000 metri al nono posto in 9:48.90 facendo sua la migliore prestazione italiana Allieve di sempre che resisteva dal 10 marzo 1990, quando Marika Mainelli a Torino fermò il cronometro in 10:05.86. Titolo assoluto all’azzurra Silvia Weissteiner (Forestale), 9:03.29 al debutto stagionale in sala.  E poi tre record italiani nelle staffette 4×200: promesse femminile con 1:40.21 per le lombarde della Bracco Atletica (Laura Gamba, Beatrice Mazza, Flavia Battaglia, Marta Maffioletti), promesse maschile in 1:27.13 delle Fiamme Gialle (Lorenzo Valentini, Michele Tricca, Francesco Patano, Marco Lorenzi) e juniores maschile della Studentesca CaRiRi con 1:29.02 (Gianluca Martino, Enrico Nobili, Jonatan Capuano, Vincenzo Vigliotti).

TUMI: “DOPO IL RECORD, UNA MEDAGLIA A GOTEBORG
“Sapevo di stare bene e che potevo migliorare il 6.53 del mio precedente primato. – esordisce così il primatista italiano dei 60 metri, Michael Tumi (Fiamme Oro) – Non ho detto niente per scaramanzia. In più certi discorsi che sono poi girati sull’impianto di Magglingen (dove il 2 febbraio aveva corso il precedente primato, ndr) non hanno fatto altro che
caricarmi. Ecco perchè ci tenevo così tanto a ripetermi qui. Oggi nei turni eliminatori mi sono risparmiato perchà ero sicuro di avere il colpo in canna. Così in finale sono partito meglio dell’altra volta(reazione 0.140, ndr), ma penso di poter fare ancora meglio. Nel 2012 è stato difficile  dover vedere le Olimpiadi in tv. La stagione invernale era iniziata bene poi un infortunio e una recidiva hanno compromesso il resto di un’annata così importante. Eppure quell’esperienza negativa mi è servita per trovare la giusta cattiveria negli allenamenti. E’ stata una spinta in più ed oggi mi sento cresciuto fisicamente e di testa. E tutto questo grazie anche al lavoro quotidiano con il mio gruppo di allenamento diretto dal tecnico Umberto Pegoraro che qui ha visto vincere anche il mio compagno di club Isalbet Juarez nei 400. Se qui ho corso in 6.51, perchè non posso pensare di fare anche 6.49? Magari agli Euroindoor di Goteborg. A questo punto ci vado con l’obiettivo di una medaglia che, non lo nascondo, vorrei che fosse quella del metallo più prezioso. In base alle liste stagionali i miei principali rivali dovrebbero essere il francese Vicaut e lo spagnolo Rodriguez, ma non sottovaluterei nemmeno uno come Chambers”.

CHESANI: “IL RECORD CE L’AVEVO IN TESTA”
“Questo 2,33 ce lo avevo in testa dal 6 febbraio a Banska Bystrica – dichiara il neoprimattista itaiano dell’alto Silvano Chesani (Fiamme Oro) con il volto pieno di soddisfazione – Lì avevo fatto 2,28 e poi avevo provato 2,32. Purtroppo, non ci ero riuscito, ma quello che stavo facendo in allenamento mi faceva essere più che ottimista. Qui oggi non mi bastava il titolo, volevo assolutamente il record. Erano giorni che avevo la progressione in testa. Me la ripetevo dentro di me e sapevo che, stando bene, potevo raggiungere quella misura. Un risultato che dedico al mio tecnico Giuliano Corradi, maestro di questa specialità, che ora può finalmente avere anche un primatista italiano assoluto tra i suoi atleti”.


Ufficio Stampa FIDAL

 

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