Anteprima — 12 ottobre 2012

Il Giro Internazionale Città di Trento, che domani pomeriggio animerà il centro storico del capoluogo portando complessivamente in gara quasi 1000 atleti di tutte le età, ha avuto una toccante e significativa anteprima presso l’Istituto tecnico Buonarroti di Trento grazie alla presenza di Annalisa Minetti, la modella, cantante, ma soprattutto medaglia di bronzo sulla distanza dei 1500 metri piani alle Paralimpiadi di Londra. Un’iniziativa dal tema «La motivazione nello sport», organizzata dallo staff del Giro di Trento in collaborazione con l’assessorato all’istruzione della Provincia Autonoma di Trento, che è stata introdotta dal motivatore sportivo Massimiliano Monaco, che ha stimolato i tanti alunni presenti trasmettendo informazioni e valori importanti nel suo intervento dal titolo «Pensiero, Nutrizione, Movimento». L’incontro è stato presentato da Tiziano Bisoffi, presidente del Giro Internazionale Città di Trento e concluso con il sintetico pensiero dell’assessore all’istruzione della provincia Autonoma di Trento Marta Dalmaso.

La medagliata di Londra in mezzora di intervento ha portato tutti i presenti nel suo mondo. «Vi faccio conoscere chi è Annalisa, non chi è la Minetti», questo il suo esordio per un’esposizione che ha lasciato decisamente il segno, perché la sua vita non è stata certo baciata dalla dea bendata. Annalisa si è definitiva matta, folle, incosciente. Un’incoscienza che però l’ha stimolata e l’ha portata ad ottenere dei traguardi sensazionali. Ed è proprio questo il messaggio che la Minetti ha voluto trasmettere agli studenti trentini: quello che con volontà, determinazione, tenacia, ma anche tanta pazienza nulla è impossibile.

«Sono una sfigata, nella mia vita ho sofferto molto, eppure non ho mai mollato ed ho cercato sempre nuovi obiettivi», ha raccontato la campionessa milanese di Rho, ma trapiantata in Puglia. «Quando avevo 4 anni ho perso la mia sorellina Barbara per un cancro, quando avevo 6 anni è nato mio fratello Fabio con un ritardo cognitivo, e a 12 anni ho iniziato progressivamente a perdere la vista a causa di una malformazione genetica, una degenerazione maculare oltre ad una retinite pigmentosa. Ma ho sempre cercato di nascondere a tutti i miei problemi anche se erano evidenti, finché a 17 anni, in un’approfondita visita oculistica mi era stata diagnosticata la progressiva cecità». Un evento che però non l’ha scoraggiata, anzi. «Precedentemente avevo sempre cercato di nascondere i miei problemi, ma quando sul referto è stata diagnosticata l’irreversibilità della malattia, per me è stata una liberazione. Finalmente tutti sapevano che ero cieca».

La vita di Annalisa poteva finire davanti ad un centralino telefonico, invece lei non ha mollato, ma ha ricercato nuovi stimoli e sfide. «Nella mia vita – ha raccontato la Minetti – ho imparato ad avere il bicchiere sempre mezzo pieno, ma non mi sono mai scoraggiata. Ho voluto fare la modella e sono riuscita ad andare a Miss Italia, ho voluto fare la cantante nonostante tante porte battute in faccia ed ho vinto Sanremo, ho voluto andare alle Paralimpiadi ed ho addirittura vinto una medaglia di bronzo, allenandomi con tanti sacrifici negli ultimi due anni».

Il significato della medaglia olimpica? «Un bronzo che materialmente non ha alcun significato – ha proseguito l’atleta – volevo portarlo con me a Trento, ma alla fine ho preferito lasciarlo a casa. La medaglia non conta nulla, quello che conta è il percorso che ho fatto per raggiungerla. Sacrifici, delusioni, ma tanta determinazione. Io a Londra rappresentavo l’Italia e la medaglia che ho vinto è di tutti, una medaglia che vuol far capire che tutti i traguardi sono raggiungibili».

Dalle Paralimpiadi al Giro Internazionale Città di Trento, che scatterà domani pomeriggio. Dalle ore 15 con le gare giovanili dei più piccoli (i mini cuccioli) per proseguire fino alle 17.30 quando andrà in scena la gara dei senior e amatori, valida come le sfide precedenti come quarta prova del campionato provinciale del Centro Sportivo Italiano.

Alle 18 andrà in scena la sfida novità “Seven Laps – 7 Giri al cardiopalma», gara a coppie miste ad eliminazione, quindi alle 18.30 l’atteso evento internazionale che presenta una starting list di assoluto livello. A partire dalla medaglia di bronzo nei 5000 metri alle Olimpiadi di Londra Thomas Longosiwa, ed ancora l’altro keniano Edwin Soi, vincitore delle ultime edizioni del Giro al Sas e medaglia di bronzo ai mondiali indoor di Instanbul sui 3000 metri, con l’etiope Muktar Edris nel ruolo dell’outsider. In chiave italiana occhi puntati sul pisano Daniele Meucci e sul fiorentino Andrea Lalli, ma pure sul giovane triestino Patrick Nasti. Non mancherà poi l’ucraino Sergey Lebid, specialista dei cross, e il trentino Yuri Floriani protagonista di una positiva esperienza a Londra 2012.

Inoltre il Giro Internazionale Città di Trento sarà l’ultima gara del campione keniano Mark Bett, ancora primatista mondiale sui 10 mila metri, che è diventato protagonista di un film documentario dal titolo Haraka Haraka, che è stato presentato nel contesto del FilmFestival di Trento.

Il Giro Internazionale Città di Trento anche quest’anno avrà un’importante copertura televisiva e in particolar modo su Rai Sport 1. Giovedì 18 ottobre alle ore 20 verrà infatti trasmessa una sintesi di 30 minuti commentata da Franco Bragagna.

Nella foto Annalisa Minetti con l’assessore Marta Dalmaso e Tiziano Bisoffi del Giro di Trento

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Peluso

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