Medicina slide — 16 settembre 2014

anafilassiL’anafilassi indotta da esercizio fisico è stata riconosciuta per la prima volta nel 1980,è una grave reazione allergica che colpisce gli atleti che stanno svolgendo un’attività fisica e spesso dipende da quello che si è mangiato nell’ultimo pasto. Per alcuni atleti settimane di duro impegno atletico potrebbe essere compromesso non dalla fatica ma da una reazione allergica. Si tratta di un fenomeno relativamente raro, colpisce una piccola percentuale di atleti e si manifesta come una vera e propria reazione allergica (anafilassi) che viene scatenata proprio dall’attività fisica successiva all’ingestione di alimenti. Per questi sfortunati sportivi allenarsi, può rivelarsi addirittura fatale. I sintomi tipici con cui si manifesta questo disturbo sono quelli cutanei (sensazione di calore, prurito e orticaria), cui si associano altri a carico dell’apparato gastroenterico (dolori addominali, nausea e al vomito), respiratorio (broncospasmo, edema della glottide) e/o cardiovascolare (ipotensione e perdita di coscienza). In rarissimi casi si arriva anche alla morte. I sintomi compaiono in genere dopo 20 minuti dall’inizio dell’esercizio fisico e si protraggono per 3-4 ore, fino ad un massimo di 48-72 ore. A questa fase segue una sensazione di marcata astenia, cefalea e senso di calore diffuso, che può protrarsi da qualche ora fino a 72 ore dall’episodio acuto.

Gli alimenti che, associati all’attività fisica, possono far scattare questo tipo di reazione sono moltissimi: ad esempio cereali, in particolare il grano, crostacei, ed altri alimenti vegetali quali pomodori, finocchio, sedano, pesche, pere. Un esempio specifico è rappresentato dall’esistenza di una condizione di allergia al grano, non di celiachia, dove la presenza di anticorpi IgE specifici per il grano evidenziati a livello sierologico possono rappresentare un campanello di allarme per l’atleta. “Esistono diverse ipotesi per spiegare perché l’anafilassi in questi soggetti avviene solo durante l’attività sportiva. La più semplice è che l’esercizio fisico aumenta la permeabilità intestinale, provocando un maggiore assorbimento di quelle sostanze verso cui i soggetti presentano una sensibilizzazione. Inoltre, esistono alcuni cofattori importanti che favoriscono l’insorgere della reazione allergica: ad esempio l’assunzione di alcuni farmaci, come l’aspirina e altri FANS – che a loro volta aumentano la permeabilità intestinale – o condizioni di stress del paziente, il periodo mestruale per le atlete, le condizioni climatiche avverse (troppo caldo o troppo freddo) e la stagione nei pazienti con pollinosi”. Utile, quindi, per prevenire un’eventuale anafilassi indotta da alimenti, non praticare l’esercizio fisico prima che siano trascorse, dal pasto, 4-6 ore. E’ importante mantenersi in forma lontano dai pasti.

Bibliografia: Anafilassi indotta da esercizio fisico – Comunicato stampa Università Cattolica del Sacro Cuore Roma 28 giugno 2007

Dott. Francesco Aversano
Biologo Nutrizionista
Spec. In Biochimica Clinica
Dottore di Ricerca in Biotecnologie Mediche
Accademia Internazionale Nutrizione Clinica
www.studioaversano.com
Cell. 3932778689

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