HOME PAGE TuttoCampania — 01 aprile 2012

Autore: Marco Cascone –

L’Agropoli Half Marathon, la mezza Maratona del Mediterraneo, ha confermato di proporre uno dei percorsi più veloci d’Italia: capace com’è di favorire le prestazioni degli atleti che si presentano nella giusta forma al via. Della bellezza del tracciato invece non avevamo bisogno di una conferma, visto il posto e le meraviglie dei templi di Paestum che si sfiorano a metà gara. Una splendida giornata di sole poi ha fatto il resto, e reso l’impegno degli atleti compatibile con la massima espressione delle proprie capacità prestative sulla distanza. Tanti quindi gli atleti che hanno fatto ottimi tempi, uno tra questi capace di impressionare, non solo per la grande performance finale, ma soprattutto per come ha saputo interpretare la gara e realizzare uno dei migliori tempi a livello mondiale, per atleti della sua età. In poche parole: a vincere la 21.097 metri del Cilento è stato il keniano Hillary Kiprono Bii, ma l’atleta che ha sbalordito tutti è stato Maksym Obrubanskyy! Intendiamoci: non è una novità vedere andare forte Maksym (del resto nel nostro sport nulla si inventa, e Massimo viene da un 2011 esaltante, visto il suo 13’36” sui 5000) ma vederlo migliorare in un solo colpo di oltre 3’ il suo best sulla distanza, beh questo sì che impressiona. La gara si è decisa negli ultimi 97 metri, con i primi 21km che sono stati un vero capolavoro tecnico-tattico dell’Ucraino (restando noi tutti ancora in attesa del suo divenire Italiano..).

Gara.

Hillary Kiprono Bii e il Ruandese Simukeka (poi terzo al traguardo) hanno tenuto alto il ritmo sin dopo lo sparo, puntando apertamente a migliorare il record della gara, appartenente a Gianluca Ricci. Passaggi decisamente sotto i 3’00” a km, con un parziale di 29’30” ai 10 km (proiezione 1h02’ finale). Maksyym a 28” dal duo di testa, regolare sul suo passo. La svolta della gara (ed io a commentare in tempo reale in zona arrivo, grazie alle notizie puntuali che Francesco Danisi mi forniva) al 18° km: dopo una fase intermedia che incideva negativamente sul ritmo tenuto fino allora, nella lieve ma lunga salita che riporta gli atleti sul lungomare Agropolese, Obrubanskyy ha raggiunto Simukeka, lasciandolo praticamente subito e portandosi a caccia del forte keniano Bii, già vincitore ad Agropoli due edizioni fa. A 1,5 km dal traguardo i due procedevano appaiati, con Maksyym a dettare il ritmo, sul piede stratosferico dei 2’45” a km (non c’è da meravigliarsi quindi se il parziale di Maksym negli ultimi 5 km è risultato di 14’30”). Ultimi 500 metri, un rush finale lunghissimo e tremendo, con Hillary Bii che passa a pochi metri dall’arrivo. Che gara! Entrambi i grandi protagonisti sotto i record di Gianluca Ricci: Bii ha chiuso in 1h03’20”, Maksym 1h03’23”. A conferma del grande stato di forma, già evidenziato alla Stramilano, il primo degli italiani al traguardo è stato Giovanni Auciello, stato Maggiore Esercito Dar. Per Giovanni uno splendido 1h05’12” finale, per lui la quarta posizione. Tatticamente intelligente la gara del Marocchino Zitouni (Il Laghetto): passaggio tranquillo al 10° km, per poi riprendere molti che lo precedevano proprio nella seconda e decisiva parte del percorso: per lui un ottimo 1h06’46”.

La gara femminile prima del via non ammetteva contropronostici. Nessuno sulla carta avrebbe mai potuto mettere in dubbio la sicura vittoria della Ruandese Makasakindi. E la simpatica Claudette non ha tradito le attese, anche perché per lei vincere è stata una formalità, troppo il divario rispetto alle avversarie. La forte atleta africana ha cercato anche di attaccare il record di Meryem Lamachi (1h13’25”), ma correre praticamente senza avere il fiato delle avversarie sul collo non aiuta, e dopo il veloce passaggio ai 10.000 (34’28”) la Mukasakindi ha dovuto per forza di cose decelerare e chiudere vincente in 1h14’12”. Podio femminile che si è poi completato grazie alla bella prova di Alessandra Resta (1h25’05” per la ragazza del team Alteratletica Locorotondo, Bari) e alla volitiva conferma di Tina Franzese (prima Campana all’arrivo) capace di 1h25’17”. Quarta e quinta al traguardo Elisabetta Menesatti (ottima la prova per l’atleta del G.S. Lital di Roma), con Cathy Barbati (Baiano Runners) alle sue spalle, con 1h30’36”.

La classifica a squadre è andata alla Napoli Nord Marathon, sul Team il Laghetto e l’Amatori Vesuvio.

Così come avevo facilmente previsto, la Mezza Maratona di Agropoli, (la creatura di Roberto Funicello, e con lui i suoi tantissimi e puntualissimi collaboratori) è stata, prima ancora di essere un momento importante di agonismo, una gran bella festa. L’abbinamento della stracittadina poi, con un migliaio di partecipanti, ha reso la mattinata ancor più colorata e appassionata.

Una mezza Maratona, quella di Agropoli, che coinvolge, ti rende protagonista, esalta partecipanti e pubblico. L’edizione numero 13 di questa splendida avventura non solo è stata capace di fare nuovamente tutto questo, ma è stata capace persino di farlo meglio degli scorsi anni.

vieni sul mio guest: http://www.marcocascone.it/guestbook.htm

 

 

 

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