Maratone e altro slide — 07 novembre 2016

Maratona di New YorkE’ ancora Mary Keitany a conquistare la maratona più popolare del mondo. Il successo della keniana è il terzo consecutivo (2h24:26), impresa riuscita nella storia della 42 km della Grande Mela solo alla leggendaria Grete Waitz (nove successi totali). Piazze d’onore per le debuttanti sulla distanza Sally Kipyego (2h28:01) e Molly Huddle (2h28:13). Tra gli uomini vince il giovanissimo Ghirmay Ghebrselassie, l’eritreo campione del mondo a Pechino 2015 in un brillante 2h07:51, davanti al keniano Lucas Rotich (2h08:53) e allo statunitense Abdi Abdirahman (2h11:23). I risultati degli italiani: il migliore è Giovanni Gualdi in 2h22:10, poi Bernard Dematteis (2h27:42) e Martin Dematteis (2h37:57).

IL RACCONTO DELLA GARA

DONNE – Le maratonete partono per prime e il gruppo delle migliori africane mantiene un ritmo da 3:45 per i primi chilometri (18:40/5km, 35:50/10km). Il ritmo sale fino al quindicesimo chilometro (52:47), poi la favorita Mary Keitany prende l’iniziativa al decimo miglio (56:14), con in scia Joyce Chepkirui e Aselefech Mergia. Il vantaggio del terzetto sulla prima delle inseguitrici, la statunitense Molly Huddle, sale fino a 15″. Dopo 20km la Keitany e la Chepkirui viaggiano in 1h09:04, l’etiope Mergia ha perso terreno (14″) e il vantaggio sulla Huddle è raddoppiato (34″). A metà gara le due keniane virano in 1h12:38, mentre la Huddle vede la possibilità di tornare in lizza per il terzo posto con soli 10″ a separarla dalla Mergia, staccata dal duo di testa ormai di 46″. Il sorpasso delle Huddle sulla Mergia avviene prima di Queensboro Bridge, anche se il distacco dalle prime è salito a 1:17. Dopo 25km Mary Keitany rompe gli indugi e transita in 1h25:35 con 30″ di vantaggio sulla Chepkirui, ma dietro c’è movimento grazie alla risalita di Sally Kipyego, che affianca Mergia prima e Huddle poi e si porta e meno di due minuti dalla leader della corsa. Al 30° km la Keitany viaggia spedita in 1h41:34 con oltre 1:30 sulla Chepkirui, sulle frequenze del record della corsa (2h22:31 di Margaret Okayo). La Keitany accelera ancora con un miglio da 5:30 e transita al 35° km in 1h58:38, con quasi tre minuti sulla Chepkirui e 3:38 sulla Kipyego, ma la prospettiva del record si allontana dopo il passaggio al 40° km (2h16:18), mentre la lotta per le piazze d’onore si anima con Chepkirui, Kipyego e Huddle racchiuse in in 1:08. Il trionfo di Mary Keitany a Central Park porta a registro un crono di 2h24:26. La keniana porta così a tre le vittorie consecutive a New York, unica a realizzare la tripletta dopo Grete Waitz, che però in carriera ha totalizzato ben nove successi nella Big Apple. Seconda e terza due esordienti sulla distanza, l’altra kenyana Sally Kipyego in 2h28:01 e la statunitense Molly Huddle in 2h28:13. Crollo della Chepkirui nel finale, quarta in 2h29:08.

ORDINE D’ARRIVO: 1. Mary Keitany (KEN) 2h24:26, 2. Sally Kipyego (KEN) 2h28:01, 3. Molly Huddle (USA) 2h28:13, 4.

Joyce Chepkirui (KEN) 2h29:08, 5. Diane Nukuri-Johnson (BDI) 2h33:04, 6. Aselefech Mergia (ETH) 2h33:28, 7. Lanni Marchant (CAN) 2h33:50, 8. Neely Gracey (USA) 2h34:55, 9. Sara Hall (USA) 2:36:12, 10. Ayantu Hailemaryam (ETH) 2h37:07.

UOMINI – L’avvio dei top runners è su ritmi interessanti: 15:17/5km e 30:37/10km. Nel gruppo di testa i migliori africani e lo statunitense Ritzenhein. Dei tre italiani in gara, Giovanni Gualdi e Bernard Dematteis transitano al decimo chilometro in 32:41, Martin Dematteis in 32:50. Il ritmo da 3:04 porta i front-runners al quindicesimo chilometro tutti i migliori, tranne il vincitore della scorsa edizione e favorito Stanley Biwott (poi ritirato), in 45:51. Per Bernard Dematteis e Gualdi 49:15, invece 50:16 per Martin Dematteis. Il transito dei tre italiani alle dieci miglia è in 52:49 (Gualdi e Bernard Dematteis, 54:11 per Martin Dematteis). Il gruppo si sfalda lasciando tre atleti a guidare la gara, tre africani di diverse nazionalità: il campione del mondo Ghebrselassie (Eritrea), il keniano Lucas Rotich e l’etiope Lelisa Desisa. Gli italiani si affacciano a metà gara e poi al 25° km in 1h09:38 e 1h23:05 (Gualdi), 1h09:39 e 1h23:35 (Bernard Dematteis) e 1h12:36 e 1h28:20 (Martin Dematteis). L’eritreo Ghebrselassie prende la corsa in mano dopo venti miglia, guadagnando in breve 6″ su Rotich e 42″ su Desisa. Il vantaggio del giovane eritreo sul keniano sale a 21 secondi al 35° km (1h45:17) mentre si registra il crollo di Desisa, staccato di 3:12, e la rimonta dello statunitense Abdi Abdirahman. L’eritreo, lanciato verso il successo, passa al 40° km in 2h00:51. Il primo trionfo della carriera a Central Park di Ghebrselassie è firmato in un eccellente 2h07:51, secondo è Lucas Rotich in 2h08:53, terzo il sorprendente Abdirahman in 2h11:23. I maratoneti USA piazzano cinque atleti nei primi dieci, e anche questa è una notizia. Giovanni Gualdi conclude la corsa in 2h22:10. Bernard Dematteis chiude l’esperienza della Grande Mela in 2h27:42, il gemello Martin in 2h37:57. Ultimi riscontri intermedi dei tre italiani: Gualdi 1h40:01/30km, 1h57:18/35km, 2h14:38/40km. Bernard Dematteis 1h41:23/30km, 2h00:21/35km, 2h19:32/40km. Martin Dematteis 1h47:49/30km, 2h08:47/35km, 2h29:39/40km.

ORDINE D’ARRIVO: 1. Ghirmay Ghebrselassie (ERI) 2h07:51, 2. Lucas Rotich (KEN) 2h08:53, 3. Abdi Abdirahman (USA) 2h11:23, 4. Hiroyuki Yamamoto (JPN) 2h11:49, 5. Shadrack Biwott (USA) 2h12:01, 6. Tadesse Yae Dabi (ETH) 2h12:06, 7. Moses Kipsiro (UGA) 2h14:08, 8. Tyler Pennel (USA) 2h15:09,  9. Ben Payne (USA) 2h15:46, 10. Patrick Smyth (USA) 2h16:34.

Marco Buccellato
per Ufficio Stampa FIDAL.
Federazione Italiana di Atletica Leggera

 

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