Cronaca slide — 25 agosto 2013

Tutto come nelle previsioni, ha vinto il grande favorito della vigilia, il fresco campione del mondo delle siepi Ezekiel Kemboi, keniano che a suo dire mantiene sempre le promesse e che ha bissato la vittoria che era stata già sua nel 2010.

Kemboi ha corso con intelligenza ed in maniera tranquilla, seguendo il gruppetto dei migliori senza mai mettere il naso alla finestra, poi verso il quinto chilometro si è affacciato avanti ed ha fatto un primo cambio di ritmo  che ha operato la selezione e sono tutti finiti dietro compreso William Kibor, il più pericoloso degli avversari, vincitore della passata edizione. Quest’ultimo ha provato a rifarsi sotto, mentre Kemboi andava avanti senza problemi e quando i due sono stati nuovamente a contatto di gomito, il campione del mondo non gli ha dato modo di riprendere fiato ma è scattato nuovamente riprendendo una diecina di metri. Quelli che sono stati sufficienti per controllare l’avversario ed evitare una pericolosa volata dall’esito incerto.

Trezo l’altro keniano Tiongik. Dietro, incredibile, dopo tanto penare si sono messi in luce anche gli italiani. A sorpresa il marchigiano Gabriele Carletti che gareggia per Terni e che forse meriterebbe maggiore considerazione, visti i suoi trascorsi giovanili eccellenti, poi l’immortale Curzi e si è difeso, malgrado una caviglia in disordine anche Chatbi, il campione italiano delle siepi. A chiudere la buona giornata degli italiani, è stato decimo Alberto Montorio.

Anche fra le donne, la battaglia è stata tra straniere, ma le italiane sono state attrici attive e non comprimarie. Stavolta si sono scambiati i ruoli per le prime due posizioni, l’ucraina Pohoryelska vincitrice nel 2012, ha dovuto cedere lo scettro alla keniana Zeddy Limo, che è scappata negli ultimi tornanti. Ma dietro le due ecco una ritrovata Giulia Francario dell’Esercito, che è stata poco distante e forse con maggiore convinzione avrebbe potuto dar fastidio anche alle due davanti. Occorre crederci e non farsi convincere dalla superiorità dei nomi e dei curriculum. La grande sorpresa è stata però la giovanissima Erika Michetti, classe ’92 che è finita quinta.

Una edizione tutta da ricordare quindi. Il premio “Run for G” dedicato a Graziella, la moglie del patron della corsa Bruno D’Alessio, recentemente scomparsa, è stato appannaggio dei due amatori Erica Michetti (Atletica Studentesca Cariri) e Daniele Troia (Running Club Futura)

 

amatriceconfigno.it

 

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Peluso

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