Cronaca — 31 dicembre 2009

E’ l’ultimo dell’anno, tempo di bilanci e considerazioni, occasione di buoni propositi e promesse per il futuro. E’ un rito a cui nessuno di noi si sottrae, anche il più scettico, il più disincantato non può evitare, almeno in queste ore di vigilia, di guardare al domani con ottimismo e fiducia. Soprattutto il maratoneta. Che nel suo personale calendario prevede sempre appuntamenti sportivi importanti su cui impostare la tabella di allenamenti, cercando di conciliare gli impegni agonistici con quelli familiari e professionali. Non sempre ci riesce, ma ce la mette tutta. Anch’io, questa sera, dopo aver letto gli ultimi lusinghieri commenti sulla Coast to Coast, ho ripercorso questi ultimi mesi del 2009. Un anno che per me, cominciato in salita per una serie di infortuni, si è concluso in bellezza; e non solo per l’insperato titolo ai mondiali master in Finlandia, ma soprattutto per il successo di questa prima maratona in Costiera. Non potete immaginera cosa abbia significato trovarmi alla partenza con tanti atleti che per la prima volta potevano affrontare e godere con me di un percorso tra i più belli al mondo. L’ho sempre detto che sono una privilegiata e stavolta 350 persone ne hanno avuto la conferma. Mi sembra di aver vissuto un sogno, ancora non ho realizzato appieno che c’è stato il 27 dicembre e che si è corsa la maratona Coast to Coast, un sogno che rincorrevo da anni! Ho vissuto le ultime settimane come in trance, presa da mille incombenze, quelle che l’organizzazione di un evento di tale portata richiede; permessi, autorizzazioni, enti da contattare, il cellulare era diventato la mia protesi. E poi le previsioni atmosferiche che fino alla vigilia non promettevano nulla di buono, e la pioggia battente delle ultima 24 ore hanno reso la mia notte insonne. Non so quante volte sono scesa dal letto per controllare l’orizzonte. Poi gli squarci di sereno nelle prime ore del mattino hanno rischiarato anche il mio spirito e le previsioni degli amici pescatori (che sono i miei meteorologi di fiducia) hanno contribuito all’ottimismo. Questo per sottolineare e per rendere l’idea del mio particolare stato d’animo nell’affrontare questa gara. Non mi è mai capitato di partire ed arrivare senza rendermi conto dei 42Km e 195 m percorsi; non un riferimento chilometrico, non un tempo intermedio, nessun “ascolto” al proprio corpo, come se un’altra Anna Maria stesse correndo al posto mio (tanto da non accusare alcun risentimento muscolare, nè stanchezza, come se avessi fatto un normale e routinario allenamento). Il mio pensiero era totalmente preso dalla preoccupazione che il traffico rimanesse chiuso, che il presidio del territorio fosse garantito e che gli atleti potessero gareggiare in perfetta sicurezza. Ecco perchè, giunta al traguardo, mi sono sciolta in un pianto liberatorio, incontenibile, inarrestabile. Tale e tanta la tensione accumulata. Ma le parole di apprezzamento e di stima di tanti amici sono state il regalo più bello che potessi ricevere, stimolo a fare sempre bene e sempre meglio.  Auguro a tutti un anno sereno, in salute e…….in corsa!


Vi voglio bene


Anna Maria Caso


 


P. S. colgo l’occasione per ringraziare i tantissimi che hanno contribuito alla relizzazione di questo evento. Non sto a nominarli tutti perchè correrei il rischio di dimenticarne qualcuno. Li abbraccio tutti con gratitudine e riconoscenza.  


    


  


          


   

Autore: Anna Maria Caso

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