Maratone e altro slide — 08 gennaio 2013

worldFinito l’anno olimpico 2012 con le ultime grandi maratone di una certa importanza (Honolulu e Hofu) è tempo di stilare un bilancio sintetico dell’annata.
Lo facciamo come sempre supportando il ragionamento con le cifre delle liste annuali: Non per amore dei numeri, ma perchè così è l’atletica: uno sport dove i numeri sono importanti, e non solo per i records! Si possono avere tutte le opinioni che si crede, ma se i numeri non corrispondono alle parole, si rischia solo di aver fatto un pò di rumore…
Abbiamo stilato le liste mondiali, maschile e femminile, scegliendo i tempi limite di 2:20 per gli uomini e di 2:50 per le donne. Tempi limite, come si vede, molto ampi (più di quelli scelti dalla IAAF, ad esempio) allo scopo di fornire al lettore un panorama davvero approfondito della specialità regina delle corse su strada.
A proposito delle quali corse su strada, va detto che il fenomeno è in costante amplificazione in ogni parte del mondo, e quindi anche qui da noi in Italia, al punto che non solo il numero delle manifestazioni supera di gran lunga quelle su pista, ma si è arrivati a considerare ormai le distanze su pista come propedeutiche a quelle su strada.
Basti dire che, nella sola maratona, si sono corse nell’anno oltre 2500 gare in oltre 130 Paesi!
E si badi bene: le maratone rappresentano solo una piccola parte della corse su strada che vengono organizzate, con una percentuale inferiore al 5%
In coda a questo articolo troverete le liste mondiali, limitate ai primi 200, ma potrete richiedere le liste complete tramite la Redazione.
Sotto le 2:20 hanno corso qualcosa come 1189 uomini provenienti da 68 Paesi, dei quali solo 12 sono italiani, mentre sotto le 2:50 hanno chiuso 1090 donne provenienti da 76, delle quali 19 italiane.
Il limite dei primi 200 uomini corrisponde invece al tempo di 2:10.23 ottenuto dal brasiliano Paulo Roberto Paula de Almeida. Figura un solo italiano: Ruggero Pertile 188^ con 2:10.06
In campo maschile sono presenti dunque 68 nazioni, le più numerose delle quali sono: Kenya (445!), Etiopia (176), Giappone (117), Usa (70), Marocco (32), Sud Africa (27), Russia (21), Eritea e Brasile (16).
La superiorità africana non è dunque solo di qualità, ma anche di massa, come ben dimostrato dalle cifre. Ma la cosa diventa ancora più impressionante se si considerano i primi 200 (cioè una larga “elite”): ebbene, in questo caso il Kenya è presente con 106 atleti e l’Etiopia con 53, ovvero un totale di 159 atleti su 200!
Per con tutta questa abbondanza di talenti, tuttavia, le due nazioni principali non sono riuscite, ancora una volta, a far propria la gara più importante, cioè quella Olimpica di Londra, vinta, come noto, dall semi-sconosciuto ugandese Stephen Kiprotich, con un tempo tutto sommato modesto. Perchè accade questo? La nostra risposta, opinabile come tutte le opinioni, è che i grandi corridori africani sono armai troppo abituati a gareggiare in manifestazioni “di plastica” ovvero in molti contro pochi, con lepri al proprio servizio (e sempre meno al servizio della gara), senza coplicazioni tattiche di sorta. Accade così che commettano errori grossolani (come a Londra) quando si trovano spaesati, a parità di forze, senza lepri, senza consiglieri al seguito (cosa proibita ma largamente praticata) e senza conoscere i percorsi. Nelle recenti edizioni olimpiche è successo ad Atene ed ora a Londra; due su tre non può essere un caso.
Proclamiamo quindi Stephen Kiprotich come migliore maratoneta dell’anno!
In campo femminile sono invece presenti nelle liste profonde ben 76 Paesi, e le presenze risultano più distribuite. Questo fatto testimonia della grande diffusione dello sport femminile, che copre ormai l’intero Pianeta, fatta eccezione per l’India e per il mondo islamico, dove invece è presente ma stenta a crescere.
A sorpresa troviamo gli USA in testa all’elenco dei Paesi più rappresentati, con 193 presenze, seguiti da Kenya (151), Etiopia (146), Giappone (106), Russia (51), Cina (47). Gran Bretagna (27), Korea del Nord e del Sud (20), e Italia con 19.
Il tempo della 200^ donna è stato il 2:31.32 della keniana Magdalene Chemjor. La nostra bravissima Valeria Straneo figura al 29^ posto col suo record nazionale di 2:23.44
Non è la prima volta che gli Stati Uniti prevalgono in questo tipo di lista. Ciò è dovuto alla grande diffusione che lo sport femnminile ha nel Paese: non è raro il caso, infatti, che maratone anche importanti abbiano al traguardo più arrivate che arrivati, ed in ogni caso la percentuale femminile si attesta stabilmente intorno al 40%
Altro Paese di grande cultura sportiva è il Giappone, che infatti si piazza benissimo, mentre resta per noi inspiegabile il successo femminile della Russia, dove non esistono condizioni di particolare favore per lo sport femminile (e neppure contro, per la verità).
Le nostre atlete si confermano migliori dei colleghi maschi, non solo come presenze di vertice, ma nache con una robusta presenza in profondità.
La palma di migliore maratoneta dell’anno va anche in questo caso alla vincitrice olimpica, che è stata l’etiope Tiki Gelana, ovvero un’atleta già ben conosciuta per numerosi successi in giro per il mondo. non ultimo quello di Amsterdam.
Infine alleghiamo in coda all’articolo anche delle piccole statistiche redatte continente per continente, allo scopo di evidenziare la situazione di ogni parte del mondo. Naturalmente nel caso dell’Africa abbiamo fatto a meno di citare atleti/e di Kenya ed Etiopia!

WORLD LIST 2012 MEN

Liste 2012 per Continenti

Autore Franco Anichini

 

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