Atletica News HOME PAGE — 04 agosto 2012

Nadia Ejjafini

L’Olimpiade di Londra assegna i primi ori dell’atletica. E’ ancora Tirunesh Dibaba a dettare legge nei 10000 metri. L’etiope a soli 27 anni coglie il secondo successo olimpico (per un totale di 3 ori in carriera compreso quello dei 5000 metri a Pechino 2008) al termine di una lunga volata-capolavoro, decisa da un allungo irresistibile a 6000 metri dal traguardo. Respinte quindi le ambizioni di successo di Vivian Cheruiyot, in animo di dare al Kenya la prima medaglia olimpica nella storia a cinque cerchi della distanza, e al traguardo solo terza in 30:30.44, superata anche dalla connazionale Sally Kipyego, argento in 30:26.37. La Dibaba ha trionfato in 30:20.75, con un ultimo sensazionale giro in 60 secondi. Nadia Ejjafini ha tenuto il ritmo della gara fino al quarto chilometro, poi quando etiopi e kenyane hanno iniziato a dettare l’andatura su ritmi superiori, si è attardata rapidamente di una cinquantina di metri. L’azzurra è comunque riuscita a riprendere in mano il filo del ritmo recuperando alcune posizioni nei giri conclusivi, chiudendo in diciottesima posizione 31:57.03. “Purtroppo dopo gli Europei di Helsinki – racconta la Ejjafini a fine gara – ho avuto un virus che mi ha tenuta ferma per dieci giorni. Non ho potuto fare grandi lavori, ma sono riuscita a venirne fuori grazie anche al supporto del mio tecnico Andrea Bello e del dottor Fiorella. Pertanto, dopo questo imprevisto, aver corso stasera sotto i 32 minuti lo considero un bel risultato. Oggi era una verifica per me, ma ora mi aspetto qualcosa di meglio sui 5000 dove con il personale spero di passare il turno”.

Inizio di gara con le giapponesi a fare l’andatura, fino al quinto chilometro, dove le africane hanno cambiato passo sgranando giro dopo giro le inseguitrici. A tre giri dalla fine il gioco per le medaglie è cosa fatta, con Kidane, Dibaba, Cheruiyot e Kipyego. E’ l’etiope Kidane a strappare e tirare la volata per la Dibaba, che a un giro e mezzo dal termine inserisce la marcia superiore e in breve fa il vuoto dietro di sé, staccando le avversarie metro dopo metro a 550 metri dall’arrivo.

PESO uomini (finale) – La serata della conferma di Tomasz Majewski, l’equilibrista della pedana, che bissa il successo di Pechino al termine di una delle migliori gare a cinque cerchi della specialità. I primi due lanci avevano lanciato in orbita-oro il campione del mondo David Storl (21,84 e 21,86), ma al terzo turno Majewski, già nei paraggi di Storl con 21,72, ha staccato il biglietto per il successo con 21,87. Un centimetro, pesantissimo. La classifica non è cambiata per via dei nulli finali di Storl, alla ricerca della misura da record personale, e con l’oro già al collo e col sorriso stampato tra la barba, Majewski ha pure allungato fino a 21,89. Terzo posto di Reese Hoffa (21,13) e quarto di Cantwell, sottotono dopo l’argento di Pechino. Non pervenuto Whiting, il campione mondiale indoor, nono. Americani che mancano il successo olimpico da quattro edizioni.

BATTERIE E QUALIFICAZIONI (sessione pomeridiana)

100 metri (donne) – Scendono in pista le star della specialità, ed è un fiorire di tempi sotto gli 11 secondi. Ad impressionare soprattutto Carmelita Jeter, che ha cercato il grande tempo per impressionare le avversarie e ha chiuso in 10.83. Benissimo anche la nigeriana Okagbare (10.93), la Campbell-Brown (10.94) e la Baptiste (10.96). Shelly-Ann Fraser-Pryce, olimpionica in carica sulla distanza, che ha corso in 11 netti senza nemmeno la fase di acccelerazione. Allyson Felix ha prodotto il lanciato che l’ha resa celebre anche sulla distanza breve, vincendo la sua serie in 11.01.

DISCO donne (qualificazione) – Nessuna sorpresa, e tutte le migliori in finale.

Il miglior lancio è della cubaba Barrios (65,94), a seguire il 65,89 della tedesca Müller e il 65,74 della croata Perkovic. Dentro anche l’olimpionica uscente Trafton-Brown e la russa Pishchalnikova, la migliore al mondo in questa stagione.

LUNGO uomini (qualificazione) – tramonta in qualificazione il sogno di Irving Saladino, in ritardo di condizione dopo due ultime stagioni non all’altezza delle precedenti, che lascia la pedana londinese e il titolo olimpico con tre nulli. Eliminato anche il recordman mondiale junior Morgunov, si salva per il rotto della cuffia l’altro russo Menkov, con un terzo salto decisivo (8,09). Le migliori misure sono state ottenute dal campione del mondo indoor Mauro da Silva e dallo statunitense Goodwin (8,11). In finale anche i due australiani Watt e Frayne e i due britannici Rutherford e Tomlinson. Con 7,92 entra nei dodici anche il tedesco Bayer, la stessa misura che ha sancito l’eliminazione dell’ex-campione europeo Reif e dello spagnolo Caceres.

1500 uomini (batterie) – Le batterie fanno più di una vittima illustre, a iniziare dal kenyano Nixon Chepseba, fattosi imprigionare nella gabbia del gruppo di testa negli ultimi 250 metri; ha preso un pestone rischiando di cadere e non è riuscito a recuperare una delle sei piazze disponibili per il passaggio alle semifinali. Con lui, i 1500 perdono anche gli spagnoli, eliminati in blocco. In semifinale tutti gli altri atleti più quotati, primo fra tutti Asbel Kiprop. Bella impressione è stata destata dal neozelandese Willis, rinvenuto ad altissimo livello recentemente a Montecarlo.

EPTATHLON (prima giornata) – Conduce, nel tripudio del pubblico londinese, l’atleta su cui l’Union Jack conta maggiormente per il successo olimpico nell’atletica, Jessica Ennis. Dopo i 100 ostacoli strepitosi della mattinata (12.54) e l’alto (1,86), nel getto del peso la lituana Skujyte ha messo pressione alla britannica grazie al risultato ottenuto nella sua specialità preferita (17,31), che le ha permesso di portarsi in testa con ampio margine. I 200 metri, però, hanno rilanciato in orbita la Ennis, che ha migliorato il personale con 22″83, perdendo di millesimi dalla olandese Schippers. Al termine della prima giornata la Ennis conduce con 4158 punti, con un consistente vantaggio sulla Skujyte (3974). Dietro è magnifica bagarre con quattro atlete in soli cinque punti: la canadese Zelinka (3903), l’ucraina Yosypenko (3902), l’americana Fountain (3900) e la giovanissima Schippers (3899). Domani la conclusione, per i palpiti di una intera nazione.

DOMANI QUATTRO AZZURRI IN GARA – Saranno quattro gli azzurri in gara domani, nella seconda giornata dell’atletica ai Giochi Olimpici di Londra. Per tutti loro, impegno nella sessione pomeridiana: inizierà Giorgio Rubino, atteso protagonista dei 20km di marcia alle 18. Alle 20 italiane, nelle semifinali dei 400 metri ostacoli, sarà la volta di Jose Bencosme (terza semifinale, ottava corsia; promozione per i primi due, più i due migliori tempi) che insegue, da ventenne, il sogno dell’approdo al turno delle medaglie. Alle 21:05, identica missione per Libania Grenot, impegnata nelle semifinali dei 400 metri piani (seconda semifinale, seconda corsia; anche in questo caso, promozione per le prime due e recupero dei due migliori tempi). Chiuderà la serata, alle 22.15, il vicecampione europeo Daniele Meucci che correrà la finale diretta dei 10000 metri.

RISULTATI COMPLETI

(foto Colombo/FIDAL)
Ufficio stamapa Fidal

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